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venerdì 8 ottobre 2010

Ospitalità

In questi giorni c’è a casa mia Meo. Meo è stato il mio conquilino a Padova per due anni, è di Belluno e studia storia dell’arte. È a Pavia per fare il turista, gira tra una chiesa e l'altra e fotografa ogni minimo dettaglio. E' fondamentalmente autonomo e ha come base casa mia. Stavo pensando che avere degli ospiti in casa mi piace, se sono miei amici ancora di più, se sono persone con cui ho condiviso pezzi della mia vita ancora di più. Mi piace riordinare la casa nell'ottica di renderla bella per l'arrivo di una persona. Penso che se uno avesse sempre ospiti avrebbe sempre la casa in ordine e molto curata. Curerebbe ogni dettaglio e non si sentirebbe mai solo. E' bello fare la spesa e comprare le cose che sai che piacciono a quella persona, è bello farla sentire come a casa sua. A volte mi piace anche essere ospite ma ospitare mi piace decisamente di più. Mi piace conoscere persone un po' in tutta Italia e sapere che ovunque vado c'è qualcuno pronto ad accogliermi e mi piace anche sapere che i viaggiatori possono considerarmi un punto di appoggio.

Forse mia mamma non è felicissima di avere sempre qualcuno per casa, ma quando volete qui un letto c'è.

lunedì 20 aprile 2009

Caro amico

Caro amico ti scrivo. Ti scrivo per dirti che avrei voluto passare questa sera con te. Questa sera invece mi sono letta i mie appunti di psicologia della salute, ho fatto qualche cazzata sul computer e ora sto scrivendo su questo blog. Questa sera i gatti sono più agitati del solito, Giorgio non sta fermo un secondo e attacca qualsiasi oggetto animato e no che si trova davanti.
Questa sera sono a casa con la cistite, nulla di strano lo so, ma avevo voglia di un po' di compagnia.
Domani ti aspetta un esame noioso e io avrei voluto essere con te questa sera per tranquillizzarti un po', per insegnarti la respirazione addominale che ho appena studiato... fa un po' girare la testa ma ti assicuro che funziona. E' più o meno come quando hai gli attacchi di panico e ti fanno respirare nel sacchetto di carta del pane per riprendere il normale ritmo respiratorio, il principio è lo stesso.
Questa sera mi stai antipatico come in questi due giorni passati, ma ho voglia lo stesso di stare un po' con te. Due amici dovrebbero parlarsi, dovrebbero dirsi tutto, dovrebbero capirsi e interessarsi l'uno dell'altro. Due buoni amici fanno dei progetti insieme. Questi progetti però a volte mi spaventano e altre volte ancora non riesco a credere che si possano avverare e un po' mi cadono.
Questa sera però ho anche pensato che farei una valigia e che mi verrei a trasferire da te.
Due amici scherzano e si prendono in giro. Sanno dirsi le cose al momento giusto. A volte però aspettano un po' troppo.
Ho sonno e non sto tanto bene, devo aver voglia di alzarmi e di andare a lavarmi i denti.
Penso che a volte, per certe cose, gli amici non servono e che bisogna saper contare solo su stessi. Penso che a volte il nostro migliore amico siamo noi stessi. Chi meglio ti può capire se non te stesso? Penso che per una persona, amica o meno, sia difficile capire quello che non ha provato, può starti vicino, darti conforto ma non capirti fino in fondo e questo creerà sempre un po' di distacco.
Penso però anche che due amici possono fare un po' di confusione tra l'amicizia e un qualcosa di più e trovarsi ad amarsi così, da un momento all'altro, senza averlo mai (o quasi) pensato prima.
Penso che due amici che si amano siano la cosa più completa che possa esistere. Non devono però dimenticarsi di essere amici.

martedì 24 marzo 2009

CI SONO NOTTI

Ci sono notti che non hai sonno. Ci sono notti che sei fuori con gli amici e avresti voglia di non tornare mai a casa. Per te, quelle notti, non sono quelle passate in discoteca, o nei bar dove vanno tutti e si sta in piedi a far pubbliche relazioni. Quelle notti per te spesso finiscono prima ancora di iniziare, e va bene così.
Ci sono notti che vorresti addormentarti abbracciato e accoccolato e riscaldato da lei, ma che magari non puoi. Lei è via, o si deve svegliare presto, o tu torni troppo tardi, o non c'è una lei, o semplicemente non si può.
Quelle notti, allora, magari sei sdraiato nell'erba, o seduto su dei gradini che non sei mai stato così scomodo. Ma non te ne accorgi neanche. E quelle notti magari hai una birra in mano, magari anche due o tre, e anche se la birra non ti piace, beh oggi ti sembra la cosa più buona del mondo. O magari esci di casa con lo zaino e le chiavi della cantina, e prima di raggiungere gli altri prendi su due o tre bottiglie di tuo padre.
Fatto sta che sei lì, con qualche amico, a parlare non si sa di cosa, ma di solito di ragazze, perché tra uomini di che cos'altro vuoi parlare. E magari per dieci minuti ascolti e basta, e bevi la tua birra, con calma, ti perdi un istante a guardare il fuoco che brucia carta tabacco e poco altro: tiri più forte ma solo per gustarti meglio lo spettacolo. Gli altri continuano a parlare, qualcuno si lamenta e qualcun altro si improvvisa esperto: ecco, il tecnico lo troverai sempre. Tu prendi un gruppo di cinque o sei persone, e uno che si sente in dovere di dire la sua che si parli di tette, fusione nucleare o della convocazione di Del Piero in Nazionale c'è sempre.
Ci sono notti in cui, quando qualcuno propone di andare a casa, offri sempre un giro di birre a tutti: che poi il giro dopo allora lo deve offrire qualcun altro e ti sei guadagnato un'altra buona oretta di compagnia. E finisci sempre senza soldi. Che poi, se fosse per i soldi, ti compreresti una sera così ogni due giorni. E invece chissà cos'è, quando non senti la stanchezza, quando non ti si chiudono mai gli occhi, quando ti piace anche la Birra Moretti.

Ci sono notti in cui senti tutti gli odori del mondo. Che per te il mondo è sempre stato fatto soprattutto di odori. E poi di colori e tutto il resto.
E allora il profumo di oggi è quello caldo e umido delle prime sere di primavera, e un po' si mischia all'odore delle birre aperte e un po' rovesciate per terra.
Certe notti...