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mercoledì 18 maggio 2011

Scrittori di blog

Prima stavo bazzicando su un po' di blog a caso semplicemente schiacciando su "blog successivo" in alto a sinistra. Ci sono tantissimi blog che parlano di tantissime cose. Non è per nulla originale scrivere un blog, penso che una persona ogni due, al massimo tre, lo faccia. Ma perché è così? Diciamo che si trova un po' di tutto. Ci sono dei blog che possono essere considerati utili, come quelli di cucina o comunque tutti quelli che ti insegnano qualcosa o che ti spiegano come aggiustare l'aspirapolvere con una forcina e del nastro isolante. Ci sono poi i blog di fotografia, che senza dubbio sono splendidi ma che, se non hanno scritto qualcosa ad hoc, non mi convincono particolarmente. Ci sono tantissimi blog che più che blog si possono definire fanpage, ci sono per squadre di calcio di una certa importanza (esempio Napoli) ma anche di cose assurde, tipo della squadra di tennis da tavolo (banalmente ping-pong) di Quarto Oggiaro. Ci sono i blog di moda ma di questo abbiamo già parlato e non credo ci sia molto altro da aggiungere. Ci sono blog inutili e blog di bimbiminkia. I bimbiminkia però sanno usare delle cose incredibili che invidio molto, tipo le scritte che luccicano, le stelline che scendono e cose simili. E poi. E poi la maggior parte dei blog parla di vicende di vita quotidiana, di cose normali, di sentimenti e di emozioni. A volte anche solo di racconti; altre volte sono una sorta di diario. Qualcuno magari racconta delle storie di persone inventate ma in realtà sta raccontando più che mai la propria storia. Io credo che la maggior parte della gente scriva in un blog per questo, perché lo schermo del computer non fa paura a nessuno, perché non ti fa domande. Credo che la maggior parte delle persone lo faccia per raccontarsi. Per raccontarsi agli altri ma soprattutto a se stessa.

sabato 11 dicembre 2010

"Bimbaminkia" universitaria

Quando decido di studiare passo più tempo in camera mia e, dato che la maggior parte delle cose che mi servono sono sul computer, davanti al pc. Ovviamente quando sei lì, costretto ad avere davanti lo schermo, ogni tanto ti concedi una distrazione e, quando finisci una slide, decidi che ti meriti un quarto d'ora di pausa Facebook. Non essendoci nulla di particolarmente interessante da fare finisci sempre a guardare foto di qua e di là, spesso di persone che nemmeno conosci bene. In questi giorni di inizio studio le foto che per lo più ho guardato sono quelle di ragazzine, diciamo tra i 14 e i 18 anni. Guardo le loro foto e penso che forse io alla loro età non ero così, che le cose sono cambiate e che non ci sono più le mezze stagioni. A parte questi pensieri anziani guardo le loro foto e le vedo sorridenti, spensierate, felici. Ecco, guardando le loro foto mi viene un po' voglia di tornare indietro di gustarmi meglio quegli attimi. D'altra parte 16 anni si hanno una volta sola; anche 20 anni si hanno una volta sola, ok, ma è già un pochino tardi. Un pochino tardi per fare certe cose e non essere considerata un' immatura. Ammetto che molte delle foto che guardo sono un po' da "bimbaminkia".
Forse ho semplicemente voglia di essere un po' "bimbaminkia" anch'io.
In fondo mica fanno male a nessuno.

domenica 27 giugno 2010

Ma quanta roba abbiamo nei pc?

Ho deciso di creare un po' di ordine nei tre computer che ho in casa e di provare a riunire tutto... che impresa!! In ogni cartella c'è dentro un'altra cartella che ha dentro un'altra cartella che ha dentro un'altra cartella... che è vuota! Ho trovato programmi per ogni tipo di cellulare, per almeno due stampanti e per altrettanti aparecchi fotografici e video. La metà delle cose non sono stata in grado di associarla a nulla. Per non parlare delle foto... le più vecchie sono circa del 2005... 5 anni di foto... tante, tantissime, la maggior parte orrende... quelle fatte nei primi anni delle digitali... stessa persona, paesaggio, animale, cosa fotografata una ventina di volte: allucinante! Io comunque non ho eliminato quasi nulla, ho solo riordinato e ho pensato che con certe foto forse un giorno potrò minacciare qualche mio amico. Se mi rubano l'hard disk potrebbero minacciare anche me... cercherò di tenermelo stretto. Ho trovato cartelle e cartelle di messaggi: i nokia hanno un programma (tal pcsuite) che ti permette di salvare gli sms sul computer = festa! Ho messaggi di persone che non so più nemmeno che faccia abbiano. Poi ho trovato un po' di film ma nulla di strano, si, anche qui qualche titolo sconosciuto o lo stesso film scaricato tre volte, ma nulla di strano. Ho trovato ogni tipo e genere di documento universitario... spero non mi servano mai più perché questi li ho buttati via tutti. Ho trovato la mia tesi triennale, ma solo una versione incompleta e a pezzi, quella finale, quella vera insomma, no, non so dove sia, forse non ce l'ho... pazienza, non era un granché di tesi. Ho trovato slides di ogni materia e professore e qualche riassunto di qualche libro. Ho trovato anche un po' di cose scritte da me, vecchissime. Sono documenti di word in cui scrivevo miei pensieri oppure mail che poi in realtà decidevo che non era il caso di mandare. Alcuni sono carini, altri in realtà un po' penosi, pazienza, ho tenuto anche quelli.
Insomma mi è sembrato incredibile come questo piccolo oggetto rettangolare che occupa poco spazio sulla scrivania, possa contenere così tante cose e così tanta vita... prova a mettere in un cassetto le foto di 5 anni... eh...

domenica 15 febbraio 2009

Hikikomori, un nuovo disturbo

Un nuovo disturbo, non patologia, così sottolineano psichiatri e psicologi di oggi.
Cos'è? una cosa assurda! Ragazzi, meglio adolescenti, decidono che il mondo fa schifo e si chiudono in camera loro con il computer acceso 24 ore su 24. Basta. La loro vita diventa questa, escono dalla stanza di notte per recuperare un po' di cibo dal frigorifero, si riconoscono solo nel proprio nickname e non fanno altro. Talvolta rimangono "rinchiusi" per anni, talvolta solo per pochi mesi. Alcuni hikikomori si fanno la doccia per diverse ore al giorno e indossano guanti spessi per tenere a bada i germi, mentre altri strofinano le mattonelle nella doccia per ore e ore.

"Una mattina, quando aveva 15 anni, Takeshi si chiuse alle spalle la porta della sua stanza e non vi uscì più per i successivi quattro anni.
Non andò più a scuola, non lavorò, non incontrò amici. Mese dopo mese, 24 ore al giorno, visse (se vita si può chiamare) in una stanza non più grande di un grosso materasso, mangiando gnocchi, riso e altre pietanze che sua madre cucinava, guardando giochi televisivi e ascoltando i Radiohead.
Anche Y.S., quando aveva 14 anni e dopo anni di maltrattamenti psicologici da parte dei compagni di scuola, si era ritirato nella sua stanza e aveva continuato a guardare la televisione, a navigare su internet e a costruire modellini di automobili per 13 anni. Metà della sua vita."

Ovviamente i primi sono nati in Giappone e pare che ora si stiano diffondendo anche in Italia questi simpatici cyber giovani... che dire?