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martedì 3 marzo 2009

Da zero a due

Superati i primi due giorni di tirocinio. O meglio, mi sento morta come se avessi lavorato ore e ore in un campo. Appena arrivo a casa mia mamma ha la pretesa di sentirsi raccontare tutto tutto tutto quello che ho fatto e io non ho voglia di parlare, vorrei solo dormire. Lei quindi si incazza e mi dice che non è possibile avermi in casa con una faccia così, io mi scazzo ancora di più... quindi alla fine forse era meglio restare la tra le cartelle e i referti.
Comunque in questi due giorni non ho fatto assolutamente nulla di particolare, mi hanno spiegato un po' di cose e ho messo il naso un po' qui e un po' là. E' stato bello perché mi sono resa conto che quello che studio e leggo sui libri esiste davvero, che le persone con lesioni cerebrali davvero hanno delle serie difficoltà a svolgere certi compiti. Non è che prima non ci credessi però, vedendomeli passare davanti, o sfogliando i test che vengono loro sottoposti, è tutto molto più credibile, è tutto molto più vero!
Le persone con qualche paranoia un po' ridicola esistono davvero, ma esistono anche quelle con problemi gravi.
Vabè, volevo solo fare un piccolo resoconto e dare la mia prima impressione... vedremo!

mercoledì 21 gennaio 2009

A VOLTE TI SIEDI IN RIVA AL FIUME...

A volte ti siedi in riva al fiume, quasi mai da solo, e ti fermi a pensare a quello che è stato negli ultimi mesi.
A volte ti siedi, e lì, al freddo, ti trovi a parlare di qualcosa di cui volevi parlare da tempo, che ti ha colpito, che ti ha reso felice, che ti ha ferito.
A volte ti siedi, ma non ti siedi su un prato, a guardare il fiume, come sarebbe normale immaginarsi: no, ti siedi su una panchina, voltato verso una siepe che ti separa dalla strada.
A volte di siedi in riva al fiume, e ascoltando le parole di qualcuno, lì, al freddo, spesso ti viene in mente di aver vissuto situazioni tanto simili a quelle che stai ascoltando...
A volte sei seduto e intanto cade la pioggia, e tutto tace, e anche tu senti la pace.
A volte ti siedi in riva al fiume, e il fiume quasi non c'è! Il caldo l'ha portato via quasi tutto, e tu sei uscito troppo leggero perché anche d'estate alle 4 di notte fa fresco.
A volte ti siedi lì, e provi a dare consigli a chi te ne chiede, ma non sei mai in grado di darne di buoni come quelli che altre volte ricevi lì, in riva al fiume.
A volte sei seduto, e tieni le mani in tasca per proteggerle dal freddo, ma intanto pensi che il freddo non è niente, anzi è anche bello, quando sei lì, in riva al fiume, con qualcuno a cui tieni, e parli della tua vita, della persona che ami, delle persone che non ci sono più, delle persone che non ti tradiscono mai e di quelle che ogni tanto -e chi se lo aspetta?- invece ti tradiscono.
A volte ti siedi in riva al fiume e pensi che una sera come quella che stai vivendo, un giorno, la ricorderai: che forse è una sera come tante altre, ma ciò non toglie che sia una sera da ricordare.
Quelle volte che sei lì, seduto, sei sempre teso per qualcosa: di positivo o di negativo. Ma sei sempre teso. A volte aiuta anche il freddo. Ma di quelle sere, che sei lì, seduto in riva al fiume, ricordi prima di tutto le tue gambe che tremano, che si muovono in continuazione, che fanno vibrare la panchina.
A volte ti siedi lì in riva al fiume, su questa panchina, sull'asfalto, con davanti la siepe. Ma non ti siedi in modo normale. No, quasi mai: di solito ti siedi sullo schienale.

A volte ti siedi lì.

A volte no.

E invece vorresti essere lì, con la persona giusta, perché avresti bisogno di qualcuno con cui parlare, che ti sopporti anche quando sei insopportabile.