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venerdì 5 novembre 2010

Roba da psicologi (e non)

Io studio psicologia e questo mi pare che ormai tutti lo abbiate capito. Ma io non solo studio psicologia, a volte io sono una paziente. La grande domanda che mi faccio è: "Perché dagli psicologi e similari ci sono sempre due porte e i pazienti non si devo assolutamente vedere?"
Allora: milioni di persone tutti gli anni si laureano in psicologia e sperano solo di avere il maggior numero di pazienti possibili; milioni di persone tutti gli anni vanno da psicologi, terapeuti, psichiatri, psicanalisti e sperano di stare meglio; centinaia di psicologi compaiono ogni giorno in televisione consigliandoti di dormire con l'orsetto di peluches se hai il sonno agitato; in tutti i licei c'è uno psicologo; tutti consigliano sempre di "andare a fare un colloquio con qualcuno di quelli bravi".
Ok, visto che la situazione è questa, visto che la figura dello psicologo è onnipresente nella nostra vita, visto che tutti sanno che ci sono milioni di psicologi e quindi almeno il doppio di pazienti, io mi chiedo perché devono essere circondati da questo alone di mistero e da questa vergogna.
Lo ammetto, io sono la prima a non dire che vado dallo psicologo. Sbaglio, lo so, ma questa società mi ha influenzato. Quando ne parlo preferisco dire che vado a fare un giro dal mio approccio terapeutico e quando segno gli appuntamenti sull'agenda scrivo solo l'ora e la via, che ovviamente è sempre la stessa. Ma è nato prima l'uovo o la gallina? Ovvero: hanno iniziato prima i pazienti a chiedere più privacy o hanno iniziato prima gli psicologi ad avere due ingressi separati?
Se qualcuno va dal medico lo dice tranquillamente: "ah, scusa, oggi non posso venire perché devo andare dal dentista, dall'ortopedico, dal ginecologo", se qualcuno va dallo psicologo dice: "ah, scusa, non posso... ho un impegno che non posso spostare". Perché fate, anzi facciamo così? Andare dal ginecologo perché si ha la candida è meglio che andare dalle psicologo perché si è depressi o ansiosi? Andare dall'oculista perché non ci vediamo più un cavolo è meglio che andare dallo psicologo perché stiamo divorziando? Io credo di no. Alla fine sempre di problemi si tratta e, come per ogni problema, c'è un omino apposta, che si è fatto dieci anni di sbattimento, pronto ad ascoltarti e a risolverli, o almeno provarci.
Io non so se riuscirò a cambiare, se riuscirò mai a dire: "no, a quell'ora non posso! è l'ora dello psicologo!". Voi provateci. Ma provateci anche voi che siete psicologi a usare un ingresso solo, non si sa mai che iniziando un po' a svelarsi...