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venerdì 24 giugno 2011

Il tuo film preferito

Voi avete un film preferito, un libro preferito, una canzone preferita, un gruppo preferito, un piatto preferito, un attore preferito o una città preferita? O una poesia o un animale o una qualsiasi altra cosa che potete dire è il mio preferito?
Ecco io no. Ci ho provato un sacco di volte a trovarmi una canzone preferita, un libro, almeno un film! Ma niente. Ogni volta che penso a qualcosa, non riesco a non pensare a tutto quello che sto escludendo. La questione mi tormenta da anni, per quanto si possa essere tormentati da roba simile, ma solo recentemente ho capito perché non avrò mai un animale preferito, una pizza preferita, un gelato preferito e nemmeno uno sport preferito. Il motivo è che non sopporto l'idea di identificarmi con qualcosa di "riduttivo": un po' come dire che se il gelato alla stracciatella è il tuo preferito, allora non potrai mai godere appieno di un gelato al cioccolato; un po' come dire che se il golf è il tuo sport preferito, allora tu sei quello-che-il-golf-è-il-suo-sport-preferito.
Detesto le etichette: non sono in grado di metterle agli altri, tanto meno a me stesso.
Trovo insopportabile l'idea di identificare una persona con una cosa, qualsiasi sia la cosa in questione. Un po' come descrivere un Van Gogh dicendo ma sì ci sono due che dormono. E invece il bello è nei dettagli: il giallo dell'erba tagliata, il blu del cielo, i contorni storti del cappello dei piedi delle scarpe, gli azzurri e le loro sfumature.
Se ti dicono: pensa a un evento, a un episodio, che ti caratterizza. Una singola breve storia per descriverti.
Oppure no: oppure pensa a mille piccole cose. Pensa a quando baci la tua ragazza. Pensa ai tuoi amici. Pensa al tuo cane, il tuo lavoro, quello che studi, quello che fai, quello che dici. Pensa a quello che pensi. Pensa a cosa hai fatto quando ti sei messo con la tua ragazza. E quando l'hai lasciata. E quando ti ha lasciato. Pensa alla musica che ascolti. Pensa se balli o se non balli. Se ridi o se non ridi. Se dai un valore a ciò che ti sta attorno. Pensa se ascolti quando ti parlano o se aspetti solo il tuo turno. Pensa se ti affezioni alle persone o alle cose. Pensa se ti sei mai innamorato. Se hai mai tradito. Se lo farai ancora. Pensa a che cosa leggi. A che cosa guardi. A che cosa ti fa sorridere.
E sei solo all'inizio...

mercoledì 12 gennaio 2011

Il mio libro

Il mio libro, o uno dei miei libri, è "Jack Frusciante è uscito dal gruppo". La prima volta che l'ho letto avevo forse 14 anni, me l'aveva prestato una mia compagna di classe con cui poi ho chiuso i rapporti in maniera orrenda. Ricordo di essermi tuffata subito in quelle pagine, di averlo finito in 2 giorni e di essere andata a comprarmene una copia. Mi è sempre piaciuto avere in casa i libri che leggo, questo in particolare. Sentivo il bisogno di averne uno mio per poterci fare quello che mi pareva. Da quando l'ho comprato ad oggi penso di averlo letto 5 o 6 volte per intero e sfogliato e leggiucchiato qua e là almeno un centinaio di volte. Con gli anni è diventato una specie di diario, è tutto sottolineato e appuntato, non c'è più una pagina bianca. Ogni volta che lo rileggevo segnavo le cose che mi piacevano con un colore diverso e così ora sfogliandolo mi rendo conto che una volta, forse la prima, ero davvero incazzata, un'altra volta innamorata, un'altra ancora sognante. Questo libro racconta un po' anche di me, diciamo che è cresciuto con me. Io ho sempre creduto in quello che leggevo in quelle pagine, ne ho fatto un ideale di vita, volevo essere anch'io così. Anch'io andavo in giro con una bicicletta e mi rifiutavo di prendere l' autobus, anch'io ascoltavo i Sex Pistols e i Ramones, anch'io mi sentivo così, fuori dal libro e fuori dal gruppo.
L'anno scorso ho fatto leggere questo libro ad Ale, non gli è spiaciuto ma non lo ha colpito particolarmente; forse è perché l'ha letto a 22 anni e non è entrato bene nella storia, forse perché non si è mai sentito come il vecchio Alex D., forse perchè lui non è mai stato fuori dal gruppo. Non lo so perché non gli è piaciuto. Io quest'anno al suo compleanno ho comunque deciso di regalargliene una copia: ho scritto una bella dedica e ho sottolineato alcuni passaggi qua e là. Spero che prima o poi abbia voglia di rileggerlo e magari di apprezzarlo un po' di più, infondo bisogna solo essere un po' tardoadolescenziali e lasciarsi trasportare.

mercoledì 8 settembre 2010

BENVENUTO NELL'ESPERIENZA BOOK!

Trovo questa parodia del buon vecchio Steve Jobs ai limiti della genialità. Consigliata a tutti i maniaci di cazzate targate Apple, ma anche a tutti coloro che non capiscono bene che cosa serva potersi collegare a internet dalla spiaggia o dalla cima di una montagna. Sarà che sono out, ma a me il buon vecchio Book piace un sacco.