Nella vita dobbiamo prendere tante decisioni, alcune sono obbligatorie, altre sono una nostra scelta. Mi spiego. Scegliere che lavoro faremo, a che liceo ci iscriveremo, quale casa comprare, sono decisioni obbligatorie, che prima o poi ci toccano; scegliere dove andremo in vacanza, che vestito mettere, se prendere un cane, se allontanarci da casa, queste sono delle scelte perché non è obbligatorio cambiare città, andare in vacanza o prendere un cane. E così, come se le decisioni che dobbiamo prendere non fossero abbastanza, decidiamo di voler decidere anche per diletto. E' bello avere una scelta tra diverse opportunità ma provate a pensare quanto sarebbe più facile se ci fosse una e una sola cosa da fare. Niente dubbi, niente nervosismi, niente delusioni per nessuno. E sì, perché prendendo una decisione non sempre possiamo fare contenti tutti. A un certo punto bisogna decidere se è meglio fare contenti gli altri o se stessi. Anche questa, tanto per cambiare, è una decisione. Gli altri vorrebbero non rimanere mai delusi, ma è impossibile. Fare contenti tutti e sempre è impossibile. A volte gli altri magari cercano anche di farti cambiare idea, o di ostacolare il percorso verso una tua decisione. A quel punto ci tocca decidere se arrenderci e lasciarli fare o se continuare imperterriti per la nostra strada. Io non lo so cosa vorrò fare, non so cosa deciderò di decidere ma sono contenta di non avere un'unica possibilità perché so che poi mi starebbe stretta.
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lunedì 4 luglio 2011
sabato 25 giugno 2011
Promesse non mantenute
Quante sono le promesse che non abbiamo mantenuto? E quello che gli altri hanno promesso a noi e che poi invece non è mai successo? Sono tante, tantissime. Quasi ogni giorno promettiamo qualcosa a qualcuno, anche le cose più banali. Promettiamo a nostra mamma che porteremo giù la pattumiera, che svuoteremo la lavastoviglie, che questa sera non berremo, che a quella cena le faremo fare bella figura. Promettiamo ai nostri gatti che più tardi arriverà la pappa buona, quella che a loro piace tantissimo. Promettiamo a noi stessi che ci impegneremo, che oggi studieremo e non passeremo il tempo a guardare video stupidi su YouTube, che da lunedì ci metteremo a dieta e che da martedì si va in palestra. E poi ci sono le promesse più grandi, quelle che ti cambiano la vita. La promessa di matrimonio, quella di amarsi per sempre nella gioia e nel dolore, la promessa di non tradirsi, la promessa di restituire tutto quello che ti hanno prestato, la promessa di prendersi cura di una persona, la promessa di non bere o di non fumare dopo una diagnosi non troppo felice, le promesse fatte ai nostri figli e chissà quante altre.
Si promette per rendere le persone che ti stanno accanto più tranquille, le si guarda negli occhi e si dice "prometto" e in quel momento anche voi ci credete, anzi siete convinti di quello che state facendo, promettete perché volete promettere e perché siete sicuri che succederà così. Poi la vita, le vicende di tutti i giorni, gli imprevisti e la routine si intromettono e di quella promessa non ti ricordi quasi più.
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venerdì 24 giugno 2011
Il tuo film preferito
Voi avete un film preferito, un libro preferito, una canzone preferita, un gruppo preferito, un piatto preferito, un attore preferito o una città preferita? O una poesia o un animale o una qualsiasi altra cosa che potete dire è il mio preferito?
Ecco io no. Ci ho provato un sacco di volte a trovarmi una canzone preferita, un libro, almeno un film! Ma niente. Ogni volta che penso a qualcosa, non riesco a non pensare a tutto quello che sto escludendo. La questione mi tormenta da anni, per quanto si possa essere tormentati da roba simile, ma solo recentemente ho capito perché non avrò mai un animale preferito, una pizza preferita, un gelato preferito e nemmeno uno sport preferito. Il motivo è che non sopporto l'idea di identificarmi con qualcosa di "riduttivo": un po' come dire che se il gelato alla stracciatella è il tuo preferito, allora non potrai mai godere appieno di un gelato al cioccolato; un po' come dire che se il golf è il tuo sport preferito, allora tu sei quello-che-il-golf-è-il-suo-sport-preferito.
Detesto le etichette: non sono in grado di metterle agli altri, tanto meno a me stesso.
Trovo insopportabile l'idea di identificare una persona con una cosa, qualsiasi sia la cosa in questione. Un po' come descrivere un Van Gogh dicendo ma sì ci sono due che dormono. E invece il bello è nei dettagli: il giallo dell'erba tagliata, il blu del cielo, i contorni storti del cappello dei piedi delle scarpe, gli azzurri e le loro sfumature.
Se ti dicono: pensa a un evento, a un episodio, che ti caratterizza. Una singola breve storia per descriverti.
Oppure no: oppure pensa a mille piccole cose. Pensa a quando baci la tua ragazza. Pensa ai tuoi amici. Pensa al tuo cane, il tuo lavoro, quello che studi, quello che fai, quello che dici. Pensa a quello che pensi. Pensa a cosa hai fatto quando ti sei messo con la tua ragazza. E quando l'hai lasciata. E quando ti ha lasciato. Pensa alla musica che ascolti. Pensa se balli o se non balli. Se ridi o se non ridi. Se dai un valore a ciò che ti sta attorno. Pensa se ascolti quando ti parlano o se aspetti solo il tuo turno. Pensa se ti affezioni alle persone o alle cose. Pensa se ti sei mai innamorato. Se hai mai tradito. Se lo farai ancora. Pensa a che cosa leggi. A che cosa guardi. A che cosa ti fa sorridere.
E sei solo all'inizio...
giovedì 7 aprile 2011
Dopo la morte?
Spesso mi capita di fermarmi a pensare cose che non c'entrano nulla con quello che sto facendo e uno dei miei pensieri ricorrenti è chiedermi cosa accade dopo la morte. Ecco, è una cosa che mi incuriosisce tanto e sulla quale mi sono fatta mille idee. Ad esempio: l'anima. C'è chi dice che dopo la morte del corpo ci sia la vera vita, quella dell'anima e che questa vita è in cielo. Io mi faccio una banale domanda: mettiamo che sia effettivamente così, che dopo la morte la nostra anima vada in cielo e consideriamo che il cielo è più o meno ovunque... ovunque ci sono anime, ma non ce ne sono un po' troppe? Provate a pensare a tutte le persone e a tutti gli animali che sono morti da quando esiste la Terra... sono tanti, tantissimi. Secondo me, mettendo che le cose vadano così, c'è un po' di sovraffolamento. Ok che lo spazio è tanto, però i morti sono di più. A livello logico, infatti, in giro ci dovrebbe essere l'anima dei dinosauri così come quella di mio nonno, quella di Napoleone così come quella di Elvis, quella di Lucy così come quella dei soldati morti in guerra. L'altro punto saliente è che le anime "vivono" nella gloria e nella pace eterna, questo significa che quello lassù è il posto più bello e tranquillo del mondo; quindi perché tutti hanno così tanta paura della morte? Dovrebbe essere un momento grandioso perché finalmente ci si rilassa e soprattutto si rincontrano tutte quelle persone che abbiamo perso materialmente; insomma nessuno manca più a nessuno e la tristezza non esiste.
Però c'è un però. Non è detto che lassù si finisca nel posto bello e soleggiato, c'è anche la possibilità di finire in un posto un po più tetro e caldo. Non ho ben capito come viene fatta la distinzione. Forse basta dire, in punto di morte, "chiedo perdono" e hai un biglietto assicurato per la parte bella; io non mai sentito nessuno dire che questo o quell'altro andranno all' Inferno, tanto tutti si sono pentiti degli sbagli fatti e quindi tutti sono assolti. Il cancelliere lassù deve essere proprio una brava persona.
Altra domanda: se quella che conta è l'anima e non il corpo perché tutti questi fedeli sono contrari alla donazione degli organi? Secondo me è una delle cose più giuste che una persona possa fare (tanto non te ne fai più niente) e poi sono sicura che il buon cancelliere sappia apprezzare un buon gesto come questo e, se proprio ti servono anche lassù, un paio di polmoni te li regala lui.
Magari invece non succede nulla, semplicemente tutto quello che hai dentro a un certo punto smette di funzionare e stop, fine, come una qualsiasi macchina da rottamare. In questo caso mi chiedo cosa cavolo serve stare qui... poi però penso che la vita eterna sarebbe una palla e che quindi è carino anche solo essere di passaggio.
Quello che mi affascina veramente però è la reincarnazione: prima pesce, poi pianta, poi uomo, poi muffa, poi elefante, secondo me è bellissimo.
La verità è che non lo so nemmeno io e che sono curiosa. Mi piacerebbe andare e poi tornare a raccontare tutto, ma non si può. Quindi resto qui mi godo la mia vita materiale e se combino troppe cazzate alla fine chiederò perdono.
venerdì 4 marzo 2011
Da qualche parte, ci sono anch'io.
Live from Alcalà de Henares, Spagna.
Scrivo solo per far sapere che non sono morto. Se vita si può chiamare lo stare da 4 ore su un letto a vegetare. Questa faccenda di vivere tutti i giorni stava iniziando a diventare un po' impegnativa. Così siamo scesi a compromessi: viviamo un giorno sì e due no. Qua è pieno di gente molto più in forma di me che tra poco prende un treno, va a fare serata a Madrid e torna con il primo treno della mattina, o forse col secondo o terzo.
Magari ci proviamo domani sera. Oggi non è cosa.
venerdì 28 gennaio 2011
Il blog e io
Ho dato due esami e prima del prossimo posso permettermi qualche giorno di pausa. In questo periodo tutti hanno da studiare quindi non si possono fare grandi cose, questo significa che in questi giorni di pausa non faccio nulla. Mia mamma mi porta in giro a fare mille commissioni e a vedere cucine (amo i negozi di arredamento, mi fanno venir voglia di avere una casa da arredare a modo mio), sistemo un po' di cose arretrate e cazzeggio sul computer. Ecco, poco fa ero qui davanti al pc e stavo frugando nel blog, in questo blog, e mi sono messa a rileggere un po' di post che avevo scritto. Io di solito non leggo mai quello che scrivo, cioè: mentre scrivo leggo e rileggo le righe che ho già messo giù per controllare che non ci siamo errori troppo evidenti, ma quando do il via per la pubblicazione basta, è come se non fossa più cosa mia. Quindi ora rileggendo qua e là ho provato un po' una strana sensazione. Mi sono accorta che quasi ogni passo importante degli ultimi due anni si trova in queste pagine, che la mia vita si può ricostruire quasi alla perfezione mettendo insieme quello che ho scritto. Mi è sembrato strano scrivere certe cose, o meglio mi chiedo cosa mi fosse saltato in mente prima di iniziare a scrivere una determinata cosa o dove ho trovato il coraggio. Forse l'ho sempre fatto non pensandoci, nel modo più naturale del mondo, senza mai pensare che può capitare che le persone che mi conoscono scoprano cose di me che non si sarebbero mai immaginate. Non lo so, mi sono resa conto di aver davvero regalato tutta me stessa a questo blog; non me ne sto pentendo, solo un po' stupendo.
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mercoledì 20 ottobre 2010
In 23 anni ho imparato che.
Buongiorno, oggi ho 23 anni e tutto mi sembra uguale a ieri: sono alta uguale, peso uguale, mi vanno bene gli stessi vestiti e sono ancora allo stesso anno di università. Oggi ho iniziato ufficialmente il mio ventiquattresimo giro intorno al sole. Mio papà mi dice così da quando sono piccola, mi manda un messaggio e mi scrive :"buon inizio del 20, 21, 22, 23 esimo giro attorno al sole". Mi piace pensare che il mio corpo che in questo momento è seduto in aula universitaria sta riniziando a girare. In questi 23 anni sono successe mille cose. 23 anni sono pochissimi ma anche tantissimi. In questi 23 anni ho imparato che la vita può essere una cosa fantastica ma anche una cosa tremenda. Ho imparato ad amare tanto, tantissimo e un pochino anche ad odiare. Ho imparato a farmi perdonare ma forse non a perdonare. In questi 23 anni ho imparato a sognare ma forse non ha realizzare tutti i miei sogni. Ho imparato che un amico non deve essere al tuo fianco 24 ore su 24, anzi se è un po' lontano meglio. Ho imparato che le persone non sono sempre quello che sembrano. In questi 23 anni ho imparato che a volte non vale proprio la pena vergognarsi. Ho imparato che quando stai bene spesso ti sfugge quello che ti sta accadendo attorno e che quando stai male cogli più di quello che ci sarebbe da cogliere. Ho imparato che ci si può innamorare ma anche che l'innamoramento non è eterno. Ho imparato che certe persone ti lasciano qualcosa dentro per sempre. Ho imparato che se a lezione stai attenta gli esami ti andranno meglio. Ho imparato a non sentirmi straniera in nessun posto ma anche che si fa fatica a non farlo. In questi 23 anni anni ho imparato che non esiste amore senza sesso ma che esiste sesso senza amore. Ho imparato che se ci tieni a una persona devi starle vicino il più possibile, devi sfruttare ogni attimo perché potrebbe essere troppo tardi in qualsiasi momento. Ho imparato a non credere in tutto quello che mi viene detto e a diffidare delle esagerazioni. Ho imparato che tuo padre resta tuo padre anche se non vive nelle tue stesse quattro mura. Ho imparato che le famiglie numerose mi piacciono ma che bisogna saperle gestire. Ho imparato che il contatto fisico è importante e che non mi piace salutare la gente con tre baci. In 23 anni ho imparato che non esistono persone senza problemi e che tutti, ma proprio tutti non vedono l'ora di aprirsi e di poter parlare: chi lo fa e basta, chi parla con mezze frasi, chi lo fa con un blog, chi con una trasmissione in radio, chi scrivendo un libro. In 23 anni ho imparato che forse posso avere più da me stessa. In 23 anni anni ho imparato questo e molto altro ma soprattutto ho imparato che io sono qui e che in fondo mi piace abbastanza continuare a girare intorno al sole.
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domenica 12 aprile 2009
CHE PERIODACCIO
Non è che non ho più voglia di scrivere. E' che mi impongo di non toccare il pc: ogni volta che lo faccio tra aprire Msn e iniziare subito qualche conversazione non desiderata e aprire Facebook ed essere moralmente obbligato a fare almeno una partita a Word Challenge... Ecco, avrete capito che, avendo tre esami nelle prossime due settimane è meglio evitare! Anche perché, questi 3 esami sono gli ultimi: o meglio, oltre a loro ce n'è anche un altro, ma quello è davvero irrilevante. Adesso mi tocca Diritto antitrust, Storia economica ed Econometria, che anche solo a scriverne il nome mi vengono i brividi. Sto studiando, sì, ma non tanto. Abbastanza, spero. Le mie ricerche per la tesi sono state momentaneamente abbandonate, e di fatto riprenderanno a maggio.
Che cos'altro succede nella mia vita? Poco. Sto uscendo pochissimo, vedo appena riesco la mia bella, e sto dedicando un po' di tempo anche ai miei genitori. Mio padre, quasi ufficialmente in pensione, ha preso alcune decisioni fondamentali tipo: buttare via mezza tonnellata (giuro, non è un esagerazione) di documenti accumulati durante la sua carriera; comprare una casa; dimagrire.
Ovviamente in tutto ciò io sono, un po' volentieri e un po' no, coinvolto. Perlomeno, l'ultima delle sue decisioni -dimagrire- mi "obbliga" tutti i giorni ad accompagnarlo in palestra, il che sta avendo dei risvolti decenti sul mio fisico e soprattutto sul mio peso corporeo, che per la prima volta dopo un annetto e mezzo è finalmente tornato a superare gli 80 kg.
Per il resto un minimo di vita sociale mi è garantita dalla compagnia dei miei fedeli (?) compagni di studio e dagli allenamenti di basket. Ecco, del lato sportivo dovrò riparlare prima o poi, perché mio fratello e altri nostri amici stanno cercando di coinvolgermi nel loro tentativo di conquistare un posto per le Olimpiadi. Disciplina: Dragon Boat. Basta guardare il link della federazione italiana per rendersi conto della serietà della cosa.
Ah, buona Pasqua, nè, anche se gli auguri a Pasqua non è che li capisca molto...
Che cos'altro succede nella mia vita? Poco. Sto uscendo pochissimo, vedo appena riesco la mia bella, e sto dedicando un po' di tempo anche ai miei genitori. Mio padre, quasi ufficialmente in pensione, ha preso alcune decisioni fondamentali tipo: buttare via mezza tonnellata (giuro, non è un esagerazione) di documenti accumulati durante la sua carriera; comprare una casa; dimagrire.
Ovviamente in tutto ciò io sono, un po' volentieri e un po' no, coinvolto. Perlomeno, l'ultima delle sue decisioni -dimagrire- mi "obbliga" tutti i giorni ad accompagnarlo in palestra, il che sta avendo dei risvolti decenti sul mio fisico e soprattutto sul mio peso corporeo, che per la prima volta dopo un annetto e mezzo è finalmente tornato a superare gli 80 kg.
Per il resto un minimo di vita sociale mi è garantita dalla compagnia dei miei fedeli (?) compagni di studio e dagli allenamenti di basket. Ecco, del lato sportivo dovrò riparlare prima o poi, perché mio fratello e altri nostri amici stanno cercando di coinvolgermi nel loro tentativo di conquistare un posto per le Olimpiadi. Disciplina: Dragon Boat. Basta guardare il link della federazione italiana per rendersi conto della serietà della cosa.
Ah, buona Pasqua, nè, anche se gli auguri a Pasqua non è che li capisca molto...
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giovedì 26 marzo 2009
Storie di vita
Ieri pomeriggio ho ascoltato abbastanza attentamente la conversazione tra due donne. Due donne che si erano conosciute mezz'ora prima, alla stazione di Brescia. Nella loro vita il loro punto di incontro è stato quel treno che sfrecciava sui binari in destinazione Vicenza per una, Mestre per l'altra.
La donna più giovane, che poi ho scoperto avere 30 anni, stava tornando a casa dopo aver passato qualche giorno a Zurigo dal suo moroso. Lui laureato in ingegneria, lavora alla Kraft (quella delle sottilette, come ha specificato lei) e vorrebbe che lei si trasferisse da lui. Lei, che forse si chiama Monica, ha fatto l'itis e ora lavora in banca. Non sa una parola di tedesco e poche di inglese. Stanno insieme da due anni e continuano a viaggiare a turno avanti e indietro. Lei è innamorata e mi pare lo sia anche lui, entrambi però soffrono molto questa lontananza e quando si vedono va a finire che discutono. Questo è successo anche martedì sera, sono usciti a cena e lui ha iniziato a dire di quanto fosse bella ma incompleta la loro relazione. Poi sono andati a casa, hanno fatto l'amore e tutto è tornato bello come prima.
Lei sta male per questa situazione, non sa cosa fare. Si trasferirà o no?
L'altra donna più grande, sposata da sette anni. Bella, anzi bellissima, vestita di nero con i capelli raccolti in una coda un po' confusa, gli occhiali appoggiati sul naso e un computer davanti che non riusciva a far funzionare. Tre telefoni che continuavano a suonare e una fede al dito con cui giocherellare. Ha ascoltato con qualche interesse Monica e le ha raccontato che suo marito è stato per un po' in Equador e che lei lo ha seguito. Ha detto qualcosa anche del suo ex moroso ma non ho colto bene perché qualcuno più in la nel vagone stava facendo confusione.
Le ha detto di partire, di seguire a Zurigo il suo ragazzo, di iniziare facendo la barista e poi di cercare qualcos'altro. Le ha detto che è un'esperienza di vita, di non farsi fuggire nulla.
Il treno è arrivato a Vicenza, Monica si è alzata, ha stretto la mano alla sua compagna e si sono sorrise.
In tre quarti d'ora della mia vita sono entrata nelle vita di queste altre due donne molto diverse tra loro, chissà dove andranno le loro strade....e chissà dove andrà la mia...
La donna più giovane, che poi ho scoperto avere 30 anni, stava tornando a casa dopo aver passato qualche giorno a Zurigo dal suo moroso. Lui laureato in ingegneria, lavora alla Kraft (quella delle sottilette, come ha specificato lei) e vorrebbe che lei si trasferisse da lui. Lei, che forse si chiama Monica, ha fatto l'itis e ora lavora in banca. Non sa una parola di tedesco e poche di inglese. Stanno insieme da due anni e continuano a viaggiare a turno avanti e indietro. Lei è innamorata e mi pare lo sia anche lui, entrambi però soffrono molto questa lontananza e quando si vedono va a finire che discutono. Questo è successo anche martedì sera, sono usciti a cena e lui ha iniziato a dire di quanto fosse bella ma incompleta la loro relazione. Poi sono andati a casa, hanno fatto l'amore e tutto è tornato bello come prima.
Lei sta male per questa situazione, non sa cosa fare. Si trasferirà o no?
L'altra donna più grande, sposata da sette anni. Bella, anzi bellissima, vestita di nero con i capelli raccolti in una coda un po' confusa, gli occhiali appoggiati sul naso e un computer davanti che non riusciva a far funzionare. Tre telefoni che continuavano a suonare e una fede al dito con cui giocherellare. Ha ascoltato con qualche interesse Monica e le ha raccontato che suo marito è stato per un po' in Equador e che lei lo ha seguito. Ha detto qualcosa anche del suo ex moroso ma non ho colto bene perché qualcuno più in la nel vagone stava facendo confusione.
Le ha detto di partire, di seguire a Zurigo il suo ragazzo, di iniziare facendo la barista e poi di cercare qualcos'altro. Le ha detto che è un'esperienza di vita, di non farsi fuggire nulla.
Il treno è arrivato a Vicenza, Monica si è alzata, ha stretto la mano alla sua compagna e si sono sorrise.
In tre quarti d'ora della mia vita sono entrata nelle vita di queste altre due donne molto diverse tra loro, chissà dove andranno le loro strade....e chissà dove andrà la mia...
domenica 1 marzo 2009
Le canzoni e i ricordi
L' altro giorno alla radio ho sentito una trasmissione che diceva che hanno scoperto una parte del nostro cervello che collega alcuni nostri ricordi a una specifica canzone. Allora ho pensato a quelle che sono le canzoni della mia vita, sono molte ed effettivamente ho in mente molte accoppiate situazione-canzone. " Buonanotte fiorellino" è la canzone che mi cantava mia mamma per farmi addormentare quando ero piccola, "Brutta" me la faceva ascoltare mio papà insieme ad "anarchy in the uk" e a "serenata rep". Le altre canzoni di quando ero piccola, periodo elementari, sono tutte quelle degli 883 : "come mai", "hanno ucciso l'uomo ragno", " sei un mito" e molte altre! Mi ricordo anche "non amarmi" che ho messo di recente sul mio i-pod e mi fa sentire ancora molto piccola. Le canzoni sono poi persone per noi. Gli album di Tom Waits sono mio papà, quelli di Gianni Morandi sono mia mamma, la musica classica è mio nonno. La musica dance un po' tamarra è quella che ascoltavo all'inizio delle medie; fine medie inizio superiori c'erano i gruppetti punk italiani (che anche ora mi piace ascoltare in alcuni momenti).
Gigi d'Agostino è un po' Padova, è la storia tra David e Dani, è la sveglia con cui David si alzava il mattino alle 8, è la musica della sua doccia. La minimal è Meo, che non per niente è un minimeo, mill e collins (o come cavolo si chiamano) sono Ricky. I " fiori di lillà" sono le estati passate a Salerno da Carly e Carly è un po' tutto De Gregori.
Gli ultimi anni del liceo sono De Andrè, la maturità è Ligabue e " Notte prima degli esami".Ale è interi cd e intere compilation ma soprattutto Ale è "Viva".
Io sono il mio i-pod, o meglio, il mio i-pod è parte di me. La musica mi è sempre piaciuta, mi è sempre piaciuto cantare a squarcia gola in macchina, ho ascoltato la stessa canzone per ore, una di queste è "Nothing man", nella mia testa rimangono impresse frasi di molte canzoni.
La mia musica è la colonna sonora della mia vita, non potrei farne a meno.
Ora scelgo un cd e vado a fare la doccia...
La mia musica è la colonna sonora della mia vita, non potrei farne a meno.
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