domenica 9 gennaio 2011

ESCE AL CINEMA LA VERSIONE DI BARNEY: NON ANDATE A VEDERLO.

Quando qualche anno fa ho letto per caso La Versione di Barney ho provato una sensazione che non avevo mai provato prima, e che non so bene come spiegare. Insieme alla soddisfazione per quanto mi fosse piaciuto il libro, c'era qualcosa di privato e personale legato al fatto che di quel libro non ne avevo mai sentito parlare prima e che non conoscevo nessuno (parenti e amici stretti) che l'avesse letto. La Versione di Barney è diventato un po' il mio libro: l'avevo scoperto io, per caso, dal nulla, girando in libreria. E neanche grazie a una copertina allettante. 
Non immaginate la delusione quando ho scoperto che, in realtà, svariati anni prima La Versione di Barney era stato un caso letterario in Italia, vendendo qualcosa come centomila copie. 
Mi era stato rubato qualcosa di mio. Come quando scopri che qualcuno ha raccontato in giro un tuo segreto.

Venerdì prossimo esce la trasposizione cinematografica del libro, supportata da una massiccia campagna pubblicitaria. L'assurda, straordinaria, politicamente scorretta, normale e sensazionale autobiografia di Barney diventerà una storia come tutte le altre, raccontata in un film e guardata distrattamente da milioni di persone.


Per piacere, non andate a vederlo. Lasciate che rimanga ancora un po' la mia storia.


3 commenti:

Giulia Giarola ha detto...

Eh ma, con questo tuo post mi inviti a nozze! nel senso che mi è proprio venuta voglia di vederlo adesso... ;)nemmeno io lo conoscevo questo libro e tanto meno sapevo del film in arrivo... adesso sono proprio curiosa!!!

Alè ha detto...

eheh temevo che l'effetto potesse essere quello, ma sentivo di doverlo scrivere lo stesso, questo post... :)

Totoro ha detto...

E certo da centomila a svariati milioni c'è un bel bel salto ma perchè tutta questa paura di perdersi nella folla?Sei solo stizzito perchè ti hanno strappato di mano il tuo giocattolo identitario o c'è, come sembra, anche un disprezzo molto primonovecentesco per il cinema, destinato per statuto alla superficialità delle immagini?