Visualizzazione post con etichetta fuoco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fuoco. Mostra tutti i post

domenica 7 novembre 2010

Rosso&blu

Rosso è il colore del sangue, del cuore, dell'amore. Rosso è il colore dei tramonti, del fuoco, dell'estate più torrida. Rosso è il colore della mia prima macchina, del mio telefono a pezzi e del copri piumone in camera mia. Rosso è il colore dei peperoni, dei pomodori e delle fragole. E' il colore dell'etichetta delle bottiglie di acqua gasata, è il colore di qualcosa di importante, di qualcosa da notare, è il colore delle foglie autunnali. Rosso è il colore dell'autunno, è il colore del mio compleanno. Rosso è il colore di un errore in una verifica, è il colore del comunismo e della Russia. Rosso è il colore delle rose di un innamorato, ma è anche il colore che lascia uno schiaffo su una guancia.

Blu è il colore della notte, del buio, del cielo. Blu è il colore del mare, dei miei occhi, della primavera. Blu è il colore della bella stagione, dell' etichetta delle bottiglie di acqua naturale, di Alice nel paese delle meraviglie. Blu è il colore dei fiori selvatici, della penna che usi tutti i giorni, della lattina di Sprite. Blu è il colore con cui sono cresciuta semplicemente perché è bello, perché è mare, perché è vento. Blu è un colore con cui non sbagli mai, con cui puoi unire qualsiasi altro colore. Blu è un colore che può far paura quando è troppo scuro ed è un colore che ti dà tranquillità e armonia quando è chiaro. Il blu permette di nasconderti, di passare inosservato. Il blu è un colore che ti protegge.

Io ho sempre preferito il blu.

lunedì 4 ottobre 2010

CI MANCAVA SOLO LA PIOGGIA

Partire per le vacanze quando a casa tua piove, vale doppio.
Tornare dal paradiso -sole caldissimo, clima secco, mare pulito, venticello piacevole, dieci ore di sonno al giorno, squisite crèpe al cioccolato- per ripiombare in questo clima maledettamente umido, piovoso e pavese invece mi mette addosso subito una tristezza e una stanchezza di cui avevo perso anche la memoria. Forse, nella mia testa, paradiso e inferno sono completamente diversi dall'immaginario comune: non riesco a immaginarmi felice tra le nuvole, al freddo e senza un cazzo da fare. Qualcuno aveva detto di preferire il paradiso per il clima, l'inferno per la compagnia. Io fin da piccolo ne adoravo anche il clima: guardando il fuoco scoppiettare nel camino nelle sere d'inverno, avevo capito che un posto dove le fiamme ardessero ininterrotte per l'eternità era ciò che desideravo.

E invece eccomi a fissare la pioggia che cade fuori dalla finestra. Pensando che alla fine domani mi tocca tornare in università. Pensando che nel giro di qualche giorno devo decidere qualcosa per il mio futuro prossimo. Pensando che non avrei nessuna voglia di pensare.

Pensando che domani esco e vado a giocare al Superenalotto. Pensando -non si sa mai che d'un tratto si possa smettere di pensare.

giovedì 12 febbraio 2009

FUOCO E SUGGESTIONI

Ho visto queste foto per caso. Sono state scattate in Australia, sei giorni fa, durante la serie di incendi che ha devastato la zona intorno a Melbourne. Ad avermi colpito è stata, in particolare, la seconda fotografia, quella qui sotto: cerchioni delle auto e altri pezzi di metallo sciolti dall'infernale calore del fuoco.

Probabilmente non c'è niente di strano, forse avevate già visto decine di immagini simili: io no.
Per di più, mi ha fatto venire in mente una scena di Terminator che da piccolo mi faceva tremendamente paura, in cui lui si scioglie e rincorre una macchina sotto forma di metallo liquido. O qualcosa di simile. Be', vi piacciono?

grazie blacky ;)

lunedì 2 febbraio 2009

UN ISTINTO IRREFRENABILE

Mi è bastato vedere questa foto (e anche queste,in realtà), per capire che 10 mesi all'anno senza l'odore del mare e il rumore del vento sono davvero tanti. Troppi, decisamente. Voglio davvero vivere in una città di mare. Non penso di poter passare tutta la mia vita in una città grigia, in cui l'unico azzurro è quello del cielo, che poi, azzurro, lo è anche raramente... Voglio dimenticarmi di che cosa sia la nebbia, e vedere la neve solo quando lo decido io.
Voglio assaporare tutti i giorni quel cielo gigantesco che c'è sopra il mare, e non provate neanche a dirmi che è lo stesso che c'è qui... Voglio uscire di casa di notte e vedere sei mila stelle. Non una di meno. E voglio i capelli incrostati di salsedine anche a dicembre. E poi voglio aver freddo in quelle sere d'estate, che stai sul terrazzo a prenderti il vento, con la felpa e il cappuccio tirato su, e sotto i pantaloncini corti. E voglio andare in spiaggia e accendere i fuochi, e non riuscirci per il troppo vento, e bruciacchiare due marshmellow infilzati nei bastoncini di legno, e ritrovarmi a un certo punto bagnato fradicio per l'umidità e per l'acqua portata dal vento. Voglio avere un paio di scarpe. Giusto per andare a lavorare, o per quando devo andare a trovare i miei genitori. E camminare a piedi nudi 9 mesi all'anno e avere i calli sotto ai piedi che non senti neanche il vetro.

Mi do quattro anni di tempo.