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mercoledì 13 aprile 2011

Voglia di finire

Forse la verità è che non ho voglia di finire, che ho sempre fatto tutto con troppa fretta e senza nemmeno pensarci e ora che sono a un passo dalla fine sto rallentando. Già forse la verità è proprio questa: ho sempre avuto fretta di finire, ho sempre avuto fretta perché volevo la maggior quantità di tempo libero possibile. Ora mi manca un esame e la tesi, non è tanto, basterebbe impegnarsi un attimo e il gioco è fatto. Invece no, io sto mollando la spugna e sto rallentando. Non mi sono fermata di botto, no, sto solo scalando le marce, una alla volta. Sento che ho voglia di tempo e di lentezza, solo questo. Ho voglia  di prendere una bella boccata d'aria e pensare, con calma. 
Forse la verità è che non ho voglia di finire perché dopo c'è un salto nel vuoto che non mi sono ancora preparata ad affrontare perché non ho idea di quello che ci potrebbe essere al di là di questo vuoto.
Dovrò prendere delle decisioni e il mio cervello non mi sta aiutando. Negli ultimi tre giorni ho pensato che potrei fare queste cose (a titolo informativo avrò una laurea in psicologia): andare in Spagna a fare volontariato nei canili, provare a fare il tirocinio in carcere, iscrivermi a una scuola di giornalismo, andare in Australia ad aiutare i koala in estinzione, iscrivermi a veterinaria, imparare a fare qualcosa di manuale tipo orecchini, collane o cose simili, prendermi un anno sabbatico e girare il mondo, impegnarmi e muovermi a fare l'esame di stato e poi si vedrà, andare a fare la donna delle pulizie, la dog sitter o iniziare a scrivere un libro.
E' chiaro, sono confusa ma mi va bene così. Non ho voglia di programmi a lungo termine e prendere ora delle decisioni per il futuro mi spaventa e basta, perché io voglio che "potrebbe essere qualsiasi cosa", voglio lasciarmi tutte le porte aperte. Per il momento resto qui, in attesa di riuscire a inserire di nuovo la quarta.

lunedì 3 gennaio 2011

Perchè festeggiamo Capodanno?

O meglio: festeggiamo la fine dell'anno vecchio o l'arrivo di quello nuovo? Forse è solo un pretesto come un altro per far festa? Io non lo so bene cosa festeggio di preciso. Non cambia molto prima e dopo la fatidica mezzanotte, giusto l'ora. Io mi accorgo veramente che è iniziato l'anno nuovo quando devo scrivere la data, ad esempio in una lettera, in una cartolina, nel quaderno degli appunti. Quando mi trovo lì a inizio pagina con un 11 al posto di un 10 mi accorgo che sì, siamo nell' anno nuovo e per almeno un mese continuerò a scrivere la data sbagliata.
All'inizio dell'anno nuovo si hanno sempre mille buoni propositi; io ne ho, o meglio ne avevo, uno. Mi era venuto in mente questa mattina appena alzata, ora non me lo ricordo più... forse non era poi tanto importante, o forse non era veramente mia intenzione mettermi in moto per questa misteriosa cosa.
Comunque vada, qualsiasi cosa succeda, il 31 dicembre si festeggia, si mangia come dei maiali, dicendosi che nell'anno nuovo si inizia la dieta, si beve fino a vomitare, promettendosi che nell'anno nuovo non ci si sbronza perché il malessere del giorno dopo non vale il benessere del momento, ci si bacia e si resta svegli fino alle sei del mattino. Comunque vada, nonostante finte promesse, si festeggia. Io non ho ancora capito bene se si festeggia l'anno vecchio che finisce o il nuovo che arriva. Bè, di sicuro arrivare alla fine di qualcosa, qualsiasi essa sia, dà una certa soddisfazione, puoi dire "yes! ce l'ho fatta!". Ti guardi un attimo indietro e fai due calcoli su tutto quello che è successo e decidi se nell'anno nuovo vuoi mantenere la media o magari migliorarla un po'. Forse si festeggia la fine di un anno perché è come se avessimo raggiunto un altro traguardo di un percorso, più o meno lungo, che dobbiamo fare. Forse si festeggia la fine di un anno perché in realtà non ci è piaciuto tanto e quindi si può tirare un sospiro di sollievo. Forse invece quello che si festeggia è l'anno nuovo che inizia. Si spera sia sempre migliore di quello passato, si spera di laurearsi, trovare l'amore, essere assunti in quella ditta, diventare famosi entrando nel Grande Fratello, sposarsi, imparare a cucinare e chissà quante altre cose. Forse quello che si festeggia è l'anno nuovo che inizia perché ogni primo gennaio della nostra vita ci azzeriamo e speriamo di ripoter iniziare tutto da capo, speriamo di poter riniziare a sognare, tanto abbiamo un intero anno per far realizzare il nostro desiderio.
Qualunque cosa voi abbiate festeggiato, una fine o un inizio, io auguro a tutti un fantastico anno nuovo, azzeratevi e ricominciate a sognare.

domenica 26 dicembre 2010

Ricapitolando

Oggi è il 26 dicembre, l'anno è quasi finito e io penso di poter ricapitolare quello che mi è successo in questo 2010.
Quest'anno ho imparato a guidare sulla neve e che le buche in mezzo alla strada spesso sono troppo profonde. Quest'anno ho svuotato un bel pezzo di camera mia, forse solo perché avevo bisogno di sentirmi un po' più vuota e leggera io, ho eliminato tante cose nelle quali non mi rispecchiavo più. Quest'anno ho imparato che l'effetto placebo esiste davvero e che la chimica a confronto è una banfa. Ho imparato che il mio cuore è fatto per non funzionare e che forse sarà così tutta la vita. Ho imparato che parlare davanti a 20 sconosciuti di un tuo problema è strano. Ho imparato che per quanto un professore si dimostri amichevole rimane sempre un professore e il potente tra i due è e rimane lui. Ho imparato che chiunque ti può prendere in giro e che forse le bugie non hanno le gambe così corte. Invece non ho imparato a non farmi mentire. Non ho nemmeno imparato che a volte forse è meglio farsi i fatti tuoi perché qualcosa scopri sempre. Ho però imparato che se senti il bisogno di farti i fatti degli altri un motivo ci sarà e che forse non è solo colpa tua. Ho imparato ad alzare la voce come forse mai avevo fatto, ho imparato a mettere alle strette le persone e forse a trovare un po' più del mio spazio, ma di questo non sono ancora sicura. Ho imparato, o meglio mi hanno insegnato, che devi avere sempre pronto un piano B e che non devi mai stare ad aspettare gli altri. Quest'anno ho scoperto l'emozione che si prova a prendere un 30 e lode, soprattutto se è il primo della tua vita. Ho scoperto che viaggiare mi piace più di quel che pensassi. Ho scoperto i colori naturali delle Maldive e quelli artificiali di New York. Quest'anno ho imparato che i denti bisogna stringerli ma non troppo, a volte è meglio cedere altrimenti ti fai male da solo. Ho scoperto che con in mano un blackberry ci si sente subito una donna in carriera. Ho scoperto una passione per l'arredamento e una non passione per la cucina. Ho imparato che a volte è fantastico stare soli e fare tutto con calma. Qust'anno ho scoperto che forse non è tutto qui e che nel mondo della fantasia esistono cose incredibili. Ho imparato che i sogni rimangono sogni e forse ci fanno emozionare per questo. Ho imparato che un'occasione perduta a 13 anni può essere recuperata anche a 23. Ho scoperto che mi piacciono le persone e le loro storie, anche se sono finte. Ho scoperto che mi piace leggere e che mi protegge da ciò che c'è fuori. Ho pensato di mandare il mio curriculum al parco delle Cornelle per far cosa non lo so, mi sarebbe bastato stare con gli animali. Ho imparato che i buchi di una persona non si riempiono con cose materiali. Ho riscoperto la bellezza delle serate tra donne. Chissà quante altre cose ho imparato, scoperto e fatto quest'anno. Queste sono quelle che mi vengono in mente ora e l'anno prossimo chissà, non ci resta che stare a vedere.