Buongiorno, periodo difficile e pieno di impegni. E' ufficiale: sono entrata nel mese più incasinato degli ultimi tempi. Il 26 ho, se dio vuole, l'ultimo esame universitario della mia vita e il 17 giugno devo consegnare la tesi, ovviamente finita e impaginata a modo. Nel frattempo vorrei infilare anche un 2 o 3 feste collegiali, altre intense 24 ore a Padova, i festeggiamenti per i 60 anni di mio padre, un pomeriggio al mare per sembrare, non chiedo tanto, almeno viva e andare alla biennale a Venezia. Posso farcela vero? Io credo di sì. Nel frattempo è anche arrivato il terzo gatto in casa mia, si chiama Boom ed è rosso e microscopico. Continua a piangere e distrae la mia già discutibile attenzione verso lo studio. Ho in mente molte cose da scrivere, e voglia di raccontarne altre. Ora non credo di avere tempo, o meglio non devo avere tempo. Devo studiare. Ho bisogno di incoraggiamenti.
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martedì 17 maggio 2011
venerdì 29 ottobre 2010
Ritorno
Come altre volte mi è capitato nella vita, mercoledì sono tornata indietro, sono tornata nel mio passato. Mercoledì sono tornata a Padova, come sempre di volata, in fretta e furia, nemmeno 24 ore. Mia mamma mi ha lasciato a Brescia, era da tantissimo che non prendevo un treno, soprattutto che non prendevo un treno da sola. Erano le 6 di pomeriggio e non c'era nessuno. Sono scesa in stazione a Padova, tutto era come sempre. L'aria veneta è sempre stata migliore di quella lombarda, e lo era anche questa volta. Più leggera, più calda, più allegra. In stazione c'era un via vai di 24 ore ma soprattutto trolley di studenti fuori sede, qualcuno stanco, qualcuno contento di tornare a casa, qualcuno arrivato solo per il mercoledì sera. Ho fumato una sigaretta mentre aspettavo che mi recuperassero e poi eccoli, loro, i miei compagni padovani, erano mesi che non li vedevo ma era come se fosse passato un solo secondo. Entrambi in forma, sorridenti e felici di vedermi. Ci siamo abbracciati, baciati e ci siamo avviati a casa dagli altri. L'occasione per vedersi era un compleanno, ma forse in realtà era solo un pretesto per stare tutti insieme, di nuovo. A casa loro mi sento come a casa mia, mi sento benissimo. Sono arrivati tutti e la festa è iniziata. La mia festa personale era già iniziata da ore. E' stato fantastico scoprire che lui, il tuo coinquilino diffidente dell'amore, il tuo amico che ti ha preso in giro per anni, ora ha ammesso a sè stesso di essere innamorato, di esserlo sempre stato. Il suo è il classico amore impossibile, quindi bellissimo. E sentire un uomo parlare di amore, parlare di così tanto amore è quasi emozionante. Quando qualche giorno fa ha rincontrato lei, dopo 5 anni che non la vedeva, la prima cosa che le ha detto è stata: " Sei bella come nei miei sogni". Wow, io non saprei che altro dire, io mi volevo solo mettere a piangere.
La serata è proseguita tra vino e chiacchere. Il mio compagno di stanza sta, ormai da un anno, con una ragazza di Madrid che io non avevo ancora conosciuto: sono identici, identici, identici. "Dio li fa e poi li accoppia" non è mai stato più vero. Non potevano che stare insieme quei due. Il festeggiato ha deciso che bisognava andare a ballare, in pochi ne avevano voglia ma mezz'ora dopo eravamo in pista, nella classica discoteca universitaria, piena di matricole. Noi eravamo i vecchi, quelli che da lì ci erano già passati. Noi eravamo quelli che dettavano legge, quelli che potevano fare tutto, quelli che aprivano la strada agli altri. Abbiamo ballato come dei pazzi fino alle 4 del mattino, senza mai fermarci. Era una vita che non andavo a ballare, era una vita che non mi divertivo con loro. Quando siamo usciti non mi sentivo più le gambe e avevo fame. Siamo tornati a casa a piedi, a Pavia non avrei mai fatto una cosa del genere. Siamo tornati tutti a casa, ci siamo mangiati un'ottima pasta al sugo e abbiamo trovato la forza di stare ancora un po' svegli. All'alba ho chiaccherato un po' con il festeggiato, ci siamo aggiornati sulle nostre vite e abbiamo ricordato alcune scene epocali della nostra convivenza. Poi siamo crollati in un sonno profondo durato troppo poco. Il mattino dopo, o meglio qualche ora dopo ci siamo trovati nella classica scena post festa casalinga: c'era chi dormiva sul divano, avanzi di cibo qua e là e tappi di birre sul pavimento. Abbiamo fatto colazione con due brioches e ho fatto 4 chiacchere con l'ultima arrivata, una ragazza simpatica iscritta al primo anno di economia. Lei si sta ancora ambientando, è solo all'inizio della sua esperienza, è a Padova da nemmeno un mese e io l'ho invidiata tantissimo. Due ore dopo ho mangiato un piatto di ravioli e ho ripreso un treno, questa volta verso casa. Sulla via del ritorno oltre ad aver dormito ho pensato che quelle, le persone che mi avevano accompagnato fin sul binario, sono le persone con cui in parte sono cresciuta. Io non so se è normale avere un rapporto del genere tra coinquilini (e non), non so se è così per tutti quelli che hanno condiviso esperienze importanti.
Nel caso lo fosse mi piace pensare che noi siamo speciali, più degli altri.
La serata è proseguita tra vino e chiacchere. Il mio compagno di stanza sta, ormai da un anno, con una ragazza di Madrid che io non avevo ancora conosciuto: sono identici, identici, identici. "Dio li fa e poi li accoppia" non è mai stato più vero. Non potevano che stare insieme quei due. Il festeggiato ha deciso che bisognava andare a ballare, in pochi ne avevano voglia ma mezz'ora dopo eravamo in pista, nella classica discoteca universitaria, piena di matricole. Noi eravamo i vecchi, quelli che da lì ci erano già passati. Noi eravamo quelli che dettavano legge, quelli che potevano fare tutto, quelli che aprivano la strada agli altri. Abbiamo ballato come dei pazzi fino alle 4 del mattino, senza mai fermarci. Era una vita che non andavo a ballare, era una vita che non mi divertivo con loro. Quando siamo usciti non mi sentivo più le gambe e avevo fame. Siamo tornati a casa a piedi, a Pavia non avrei mai fatto una cosa del genere. Siamo tornati tutti a casa, ci siamo mangiati un'ottima pasta al sugo e abbiamo trovato la forza di stare ancora un po' svegli. All'alba ho chiaccherato un po' con il festeggiato, ci siamo aggiornati sulle nostre vite e abbiamo ricordato alcune scene epocali della nostra convivenza. Poi siamo crollati in un sonno profondo durato troppo poco. Il mattino dopo, o meglio qualche ora dopo ci siamo trovati nella classica scena post festa casalinga: c'era chi dormiva sul divano, avanzi di cibo qua e là e tappi di birre sul pavimento. Abbiamo fatto colazione con due brioches e ho fatto 4 chiacchere con l'ultima arrivata, una ragazza simpatica iscritta al primo anno di economia. Lei si sta ancora ambientando, è solo all'inizio della sua esperienza, è a Padova da nemmeno un mese e io l'ho invidiata tantissimo. Due ore dopo ho mangiato un piatto di ravioli e ho ripreso un treno, questa volta verso casa. Sulla via del ritorno oltre ad aver dormito ho pensato che quelle, le persone che mi avevano accompagnato fin sul binario, sono le persone con cui in parte sono cresciuta. Io non so se è normale avere un rapporto del genere tra coinquilini (e non), non so se è così per tutti quelli che hanno condiviso esperienze importanti.
Nel caso lo fosse mi piace pensare che noi siamo speciali, più degli altri.
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venerdì 9 ottobre 2009
Gocce di Padova
Questo blog ormai sta andando incontro a un fallimento :(
Io ogni tanto ci provo a mantenerlo in vita ma è un pò dura... potrei raccontarvi le mie giornate... ma non so quanto possano essere interessanti!
Sono tornata a Padova qualche giorno per la laurea di Dani e per fare un pò di festa... ovviamente mi è venuta moltissima nostalgia e voglia di tornare. Mi fa un po' paura iniziare la vita universitaria qui a Pavia, non sono convinta della mia scelta e la città mi sembra allo stesso tempo un posto sconosciuto, un posto già troppo vissuto e un posto troppo degli altri per essere anche mio. Padova era mia. Vabè questo non ha importanza. Oggi Dani si è laureata e io come una scema mi sono commossa... mi sono resa conto che rispetto a tre anni fa siamo cresciute e che le nostre strade si stanno dividendo e che tutto è passato troppo in fretta.
La vita!
La prossima è Giulia... avremo già tutti un bastone... ma nemmeno questo è importante.
Io ogni tanto ci provo a mantenerlo in vita ma è un pò dura... potrei raccontarvi le mie giornate... ma non so quanto possano essere interessanti!
Sono tornata a Padova qualche giorno per la laurea di Dani e per fare un pò di festa... ovviamente mi è venuta moltissima nostalgia e voglia di tornare. Mi fa un po' paura iniziare la vita universitaria qui a Pavia, non sono convinta della mia scelta e la città mi sembra allo stesso tempo un posto sconosciuto, un posto già troppo vissuto e un posto troppo degli altri per essere anche mio. Padova era mia. Vabè questo non ha importanza. Oggi Dani si è laureata e io come una scema mi sono commossa... mi sono resa conto che rispetto a tre anni fa siamo cresciute e che le nostre strade si stanno dividendo e che tutto è passato troppo in fretta.
La vita!
La prossima è Giulia... avremo già tutti un bastone... ma nemmeno questo è importante.
giovedì 23 luglio 2009
Un' epoca della mia vita
Un ' epoca della mia vita è finita, un po' avevo già iniziato a capirlo qualche settimana fa, il 6 luglio di preciso. Il mio ex coinquilino si è laureato. La nostra storia è divertente. Ho visto David per la prima volta un giorno di metà settembre del 2006, eravamo nella stessa aula a fare il test di ammissione. C'erano una marea di studenti fuori ad aspettare, io ho notato lui, vestito in modo un po' particolare, pettinato con un strano ciuffo e con la faccia rossissima ( con gli anni ho imparato a capire che il rossore era segno di tensione); è stato chiamato appena prima di me e il suo nome, anche questo un po' particolare, mi è rimasto subito impresso. La settimana successiva, quando sono uscite le graduatorie ecco comparire il suo nome, anche questa volta appena prima del mio, eravamo passati entrambi, entrambi nello stesso corso. Un mese dopo le lezioni iniziano ed eccolo li, di sicuro non passa inosservato! Diventiamo amici, non mi ricordo come è successo e poi improvvisamente a metà del primo anno mi ritrovo a vivere con lui. Quante cazzate sono passate per quelle stanze, quanta gente, quante litigate...quanto. E poi ovviamente ci siamo laureati insieme...e ovviamente lui il giorno prima e io appena dopo.E così il luglio dopo la sua laurea mi sono a trovata a guidare la sua macchina per una Padova quasi deserta. Accanto a me Dani e Giuli, abbastanza brille. Io non potevo bere, il giorno dopo mi sarei laureata, decisamente non potevo bere. E così abbiamo girato Padova, con la musica alta e tante canzoni da cantare. Siamo passate in Prato della Valle e mi sono resa conto di quanto è bella e grande quella piazza, mi sono venute in mente le serate che ci ho passato, le persone che ho conosciuto. E così girando ho rivisto tanti pezzettini degli ultimi tre anni. Mi è venuta una strana sensazione alla pancia: tutto stava finendo.Il giorno dopo mi sono laureata io e solo due giorni fa sono tornata a svuotare la mia casa: tutto era finito. È stato difficilissimo chiudermi quella porta alle spalle e lasciare le chiavi dentro, è stato difficile staccare le foto dalle pareti e portare via tutto quello che c'era di mio. Cosa ne sarà di me, o meglio di noi, ora. Ci rivedremo ancora, saremo ancora amici? Chissà. So solo che ora porto sulle spalle un'esperienza fantastica che forse non ho vissuto al 100% per svariati motivi ma che mi ha insegnato tantissimo e che voglio un po' più bene a tutti loro.
martedì 10 marzo 2009
Diario di bordo
Quando la sera mi sto per addormentare mi viene da usare questo mio ( anzi, nostro) blog come diario di bordo delle mie giornate. Voi potrete pensare che palle, invece a me piace l'idea di avere le mie cose conservate per sempre in una realtà virtuale, che infondo non esiste; mi piace pensare che siano sospese nell'aria e che chiunque, digitando qualche lettera sulla tastiera del suo computer, può "risucchiarle" sul suo schermo e farle per un po' sue.
Le mie settimane si stanno concentrando decisamente più a Pavia che a Padova, il tirocinio va avanti, sto imparando un po' di cose ma c'è anche qualcosa che mi ha fatto un po' storgere il naso. A essere sincera non mi ricordavo bene come fosse vivere a Pavia la maggior parte della settimana, svegliarmi il mattino con mia mamma, tornare a casa dopo una giornata non leggerissima e trovare mia mamma... non ero proprio più abituata e diciamo che un po' ne sto risentendo. Sono nervosa e di cattivo umore come da tempo non mi capitava di essere, forse ho anche un po' di febbre che è dovuta allo stress, insomma sono da buttare via!
E' qualche giorno che sono un po' spaventata da tutto quello che mi potrà succedere, dal futuro che mi aspetta. Devo dire che anche questo è un po' strano perché non mi sono mai preoccupata dell'avvenire se non in termine di qualche ora.
Le mie settimane si stanno concentrando decisamente più a Pavia che a Padova, il tirocinio va avanti, sto imparando un po' di cose ma c'è anche qualcosa che mi ha fatto un po' storgere il naso. A essere sincera non mi ricordavo bene come fosse vivere a Pavia la maggior parte della settimana, svegliarmi il mattino con mia mamma, tornare a casa dopo una giornata non leggerissima e trovare mia mamma... non ero proprio più abituata e diciamo che un po' ne sto risentendo. Sono nervosa e di cattivo umore come da tempo non mi capitava di essere, forse ho anche un po' di febbre che è dovuta allo stress, insomma sono da buttare via!
E' qualche giorno che sono un po' spaventata da tutto quello che mi potrà succedere, dal futuro che mi aspetta. Devo dire che anche questo è un po' strano perché non mi sono mai preoccupata dell'avvenire se non in termine di qualche ora.
...forse sono solo i cambiamenti, forse sono solo mie paranoie, forse... forse... per il momento ho bisogno di un po' di energia.
La mia canzone mi aspetta, buonanotte.
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martedì 10 febbraio 2009
Spritz: storia e fregature
"Lo spritz è un aperitivo alcolico i cui natali storici hanno radici ai tempi della dominazione austroungarica nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, in particolare nelle aree di Venezia e di Trieste.Nella sua forma originaria era ottenuto dalla semplice mescolanza fra acqua frizzante e vino (in prevalenza bianco), viene tuttora comunemente consumato a Venezia, Padova e Treviso.
Negli anni vi sono state apportate varie modifiche fino a renderlo un vero e proprio aperitivo. Nel corso degli anni la bevanda si è rapidamente diffusa nelle altre città del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, del Trentino, dell'Emilia e anche nelle città dell'Istria, ultimamente si trova tranquillamente in tutti i bar da Milano alla Riviera Romagnola, la sua consacrazione è avvenuta tramite la pubblicità di una nota casa produttrice di bevande alcoliche (Barbieri di Padova), che ha avviato una campagna pubblicitaria inneggiante al consumo di Aperol Spritz.Non esiste una composizione univoca per lo spritz, ma varianti cittadine, a loro volta interpretate liberamente dai baristi , ognuno con una propria preparazione particolare. Un comune denominatore tra le varianti esistenti è comunque la presenza di vino bianco secco ed acqua minerale gassata o seltz (si può usare anche l'acqua tonica) che, quantitativamente, devono essere almeno al 40% e al 30%; il restante 30% viene completato dalle più svariate tipologie di bevande alcolche, a volte anche mischiate tra loro, con la regola non scritta di preservare una colorazione rossa del cocktail.
La gradazione alcolica è quindi variabile, ma si può valutare mediamente sui 15°. A Venezia, Padova e Ferrara lo spritz viene preparato mescolando alla base di prosecco e seltz del Campari, dell'Aperol o del Cynar ed aggiungendo una fetta di limone, d'arancia o un'oliva.
Nel Veneto e in Emilia lo spritz è un vero rituale popolare, che coinvolge fin dalla tarda mattinata giovani ed anziani. È senza dubbio l'aperitivo più consumato, diffuso e contestato, un tradizionale viatico per la socialità nonché un simbolo della frizzante atmosfera cittadina.
Il luogo dove è più consolidato il rituale dello spritz è Padova in Piazza delle Erbe."
Questa è la storia dello spritz trovata in giro per internet.... è vero: è consumato ovunque, è buono, è un aperitivo però... c'è un però!
Infatti uno spritz bevuto a Padova ti costa circa 1,50 euro, in orario happy hour addirittura un euro con cibo incluso e in più è di ottima qualità, senza l'aggiunta di inutile ghiaccio che diluisce tutto!
Se invece decidi di prendere uno spitz in qualsiasi altro posto d'Italia, fuori dal veneto, spenderai ben 6 euro per berti una pseudo schifezza piena di ghiaccio e acqua... vi sembra giusto?!?
Io non sono d'accordo! :)
Negli anni vi sono state apportate varie modifiche fino a renderlo un vero e proprio aperitivo. Nel corso degli anni la bevanda si è rapidamente diffusa nelle altre città del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, del Trentino, dell'Emilia e anche nelle città dell'Istria, ultimamente si trova tranquillamente in tutti i bar da Milano alla Riviera Romagnola, la sua consacrazione è avvenuta tramite la pubblicità di una nota casa produttrice di bevande alcoliche (Barbieri di Padova), che ha avviato una campagna pubblicitaria inneggiante al consumo di Aperol Spritz.Non esiste una composizione univoca per lo spritz, ma varianti cittadine, a loro volta interpretate liberamente dai baristi , ognuno con una propria preparazione particolare. Un comune denominatore tra le varianti esistenti è comunque la presenza di vino bianco secco ed acqua minerale gassata o seltz (si può usare anche l'acqua tonica) che, quantitativamente, devono essere almeno al 40% e al 30%; il restante 30% viene completato dalle più svariate tipologie di bevande alcolche, a volte anche mischiate tra loro, con la regola non scritta di preservare una colorazione rossa del cocktail.
La gradazione alcolica è quindi variabile, ma si può valutare mediamente sui 15°. A Venezia, Padova e Ferrara lo spritz viene preparato mescolando alla base di prosecco e seltz del Campari, dell'Aperol o del Cynar ed aggiungendo una fetta di limone, d'arancia o un'oliva.
Nel Veneto e in Emilia lo spritz è un vero rituale popolare, che coinvolge fin dalla tarda mattinata giovani ed anziani. È senza dubbio l'aperitivo più consumato, diffuso e contestato, un tradizionale viatico per la socialità nonché un simbolo della frizzante atmosfera cittadina.
Il luogo dove è più consolidato il rituale dello spritz è Padova in Piazza delle Erbe."
Questa è la storia dello spritz trovata in giro per internet.... è vero: è consumato ovunque, è buono, è un aperitivo però... c'è un però!Infatti uno spritz bevuto a Padova ti costa circa 1,50 euro, in orario happy hour addirittura un euro con cibo incluso e in più è di ottima qualità, senza l'aggiunta di inutile ghiaccio che diluisce tutto!
Se invece decidi di prendere uno spitz in qualsiasi altro posto d'Italia, fuori dal veneto, spenderai ben 6 euro per berti una pseudo schifezza piena di ghiaccio e acqua... vi sembra giusto?!?
Io non sono d'accordo! :)
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domenica 8 febbraio 2009
Stazioni, treni e binari
Negli ultimi tre anni della mia vita, escludendo i mesi estivi, ho preso una media di tre treni a settimana, ho attraversato una media di 21 stazioni e sono passata su altrettanti binari.
Le stazioni che meglio conosco sono quelle di Brescia e di Padova, al secondo posto metterei Pavia e Milano, al terzo Vicenza, al quarto Desenzano del Garda e le restanti a pari merito poiché le ho viste attraverso un finestrino.
In questi tre anni ho preso treni di tutti i generi: regionali, intercity, eurostar, eurostarcity...
In questi tre anni ho avuto mille compagni di viaggio diversi, ho visto qualche centinaio di controllori, valigie di tutti i colori, gente senza biglietto nascosta nei bagni, ho sentito tante, forse troppe, suonerie di cellulari polifonici o meno, ho ascoltato parlare almeno in 7 lingue diverse, ho curiosato in più di 50 conversazioni di sconosciuti, ho letto molti libri, ho guardato città e campagne scorrermi sotto il naso.
In questi tre anni ho provato almeno 20 sensazioni diverse ogni volta che mi trovavo su una banchina, rigorosamente dietro la linea gialla, di una qualche stazione.
Le stazioni però devo dire mi mettono un po' di tristezza...forse non proprio tristezza, forse più malinconia... non so bene nemmeno io.
Ai bordi dei binari capita spesso di vedere coppie più o meno giovani che si salutano abbracciandosi, baciandosi, magari piangendo. Io un po' di sfuggita guardo loro, un po' mi fanno tenerezza, un po' mi chiedo per quanto tempo non si vedranno, un po' mi spiace per loro, mi immagino la loro storia.
Quando salgo sul treno, mi siedo nel posto più isolato che trovo, mi creo il mio spazio e guardo fuori dal finestrino... sulla banchina di solito c'è mia mamma o mio papà che stanno li finché il treno non è partito. Sono lì immobili a guardare fisso in alto e aspettano il fischio del ferroviere. Anche se devo stare via solo qualche ora ogni volta in quegli attimi mi sale un po' il magone e mi viene voglia di correre giù dal treno e di non partire. Invece resto lì. Quasi sempre resto lì.
Alcune volte mi è capitato di arrivare in stazione, salutare il parente dell'occasione fare i primi due scalini, bloccarmi e tornare indietro. Ebbene sì, mi è capitato di non riuscire a salire su uno stupido treno, di aver paura. Paura di non poter far inversione di marcia, paura delle fermate troppo rigorose.
Le volte in cui invece parto insieme al treno, a metà viaggio circa mi rilasso del tutto e inizio a essere di buon umore perché so che per qualche giorno cambierò aria, che per qualche giorno sarò libera, che per qualche giorno sarò a Padova.
Al ritorno tutto è un po' diverso, in treno dormo, so che quando arriverò a Pavia ci sarà qualcuno pronto ad abbracciarmi e io già a Verona ho voglia di un bacio.
Le stazioni che meglio conosco sono quelle di Brescia e di Padova, al secondo posto metterei Pavia e Milano, al terzo Vicenza, al quarto Desenzano del Garda e le restanti a pari merito poiché le ho viste attraverso un finestrino.
In questi tre anni ho preso treni di tutti i generi: regionali, intercity, eurostar, eurostarcity...
In questi tre anni ho avuto mille compagni di viaggio diversi, ho visto qualche centinaio di controllori, valigie di tutti i colori, gente senza biglietto nascosta nei bagni, ho sentito tante, forse troppe, suonerie di cellulari polifonici o meno, ho ascoltato parlare almeno in 7 lingue diverse, ho curiosato in più di 50 conversazioni di sconosciuti, ho letto molti libri, ho guardato città e campagne scorrermi sotto il naso.
In questi tre anni ho provato almeno 20 sensazioni diverse ogni volta che mi trovavo su una banchina, rigorosamente dietro la linea gialla, di una qualche stazione.
Le stazioni però devo dire mi mettono un po' di tristezza...forse non proprio tristezza, forse più malinconia... non so bene nemmeno io.
Ai bordi dei binari capita spesso di vedere coppie più o meno giovani che si salutano abbracciandosi, baciandosi, magari piangendo. Io un po' di sfuggita guardo loro, un po' mi fanno tenerezza, un po' mi chiedo per quanto tempo non si vedranno, un po' mi spiace per loro, mi immagino la loro storia.
Quando salgo sul treno, mi siedo nel posto più isolato che trovo, mi creo il mio spazio e guardo fuori dal finestrino... sulla banchina di solito c'è mia mamma o mio papà che stanno li finché il treno non è partito. Sono lì immobili a guardare fisso in alto e aspettano il fischio del ferroviere. Anche se devo stare via solo qualche ora ogni volta in quegli attimi mi sale un po' il magone e mi viene voglia di correre giù dal treno e di non partire. Invece resto lì. Quasi sempre resto lì.
Alcune volte mi è capitato di arrivare in stazione, salutare il parente dell'occasione fare i primi due scalini, bloccarmi e tornare indietro. Ebbene sì, mi è capitato di non riuscire a salire su uno stupido treno, di aver paura. Paura di non poter far inversione di marcia, paura delle fermate troppo rigorose.
Le volte in cui invece parto insieme al treno, a metà viaggio circa mi rilasso del tutto e inizio a essere di buon umore perché so che per qualche giorno cambierò aria, che per qualche giorno sarò libera, che per qualche giorno sarò a Padova.
Al ritorno tutto è un po' diverso, in treno dormo, so che quando arriverò a Pavia ci sarà qualcuno pronto ad abbracciarmi e io già a Verona ho voglia di un bacio.
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mercoledì 21 gennaio 2009
Si viene e si va
...comunque ballando...
rileggendo il post dell'altra sera e soprattutto leggendo il commento mi sono venute in mente mille cose. Si viene e si va appunto. Pensavo a quante persone ho conosciuto nella vita, alcune erano solo di passaggio altre ci sono proprio entrate, qualcuna è uscita e qualcuna c'è ancora a chissà quante altre ne passeranno! Infondo ho solo 21 anni... cosa posso dire di aver fatto e visto?
Penso a questo pezzo di vita a Padova a tutto quello che mi è successo, a quanto sono cresciuta. Mi ricordo ancora il primo giorno di corsi del primo anno! Sono arrivata con mia mamma e a un certo punto mi ha lasciato davanti all'università. Così mi sono trovata sola in questo posto sconosciuto che non avevo mai visto prima in vita mia con in mano una valigia grigia e una cartina. Ero contenta, soddisfatta ma anche molto spaventata e disorientata. è stato molto bello arrivare a lezione (dopo aver sbagliato aula più volte) conoscere le prime persone... Jessica, Jacopo e altre e scoprire che tutti erano nella mia stessa situazione, che nessuno sapeva da che parte iniziare, che tutti stavano iniziando una vita nuova. Ed è così che è iniziato tutto! Ora, dopo quasi tre anni, sorrido davanti a tutto questo, sorrido davanti alla crisi del secondo anno che mi bloccava in casa, sorrido davanti alle discussioni, agli amori iniziati, finiti e continuati, sorrido davanti al mercoledì sera in piazza fino all'alba, alla terrazza della biblioteca, all'aula studio dell'ex fiat, agli spritz, agli esami fatti 3 o 4 volte, alle manie di ognuno di noi, alle notti passate insieme, alle paranoie e alle fissazioni. Sorrido davanti alla tazza per la colazione messa sul tavolo la sera prima, alle biciclette rubate, a lavarsi i denti in 4 alla volta, a dire alla mamma che questa sera sto a casa tranquilla e trovarsi alle 4 a una festa a casa di sconosciuti, sorrido davanti a tutto insomma. E proprio oggi che ho preso 18 in un esame del cavolo, mi rendo conto che ancora 5 esami e il mio triennio è finito.... e pensare che mi sembra ieri quando fermavo la gente per strada per chiedere indicazioni...
rileggendo il post dell'altra sera e soprattutto leggendo il commento mi sono venute in mente mille cose. Si viene e si va appunto. Pensavo a quante persone ho conosciuto nella vita, alcune erano solo di passaggio altre ci sono proprio entrate, qualcuna è uscita e qualcuna c'è ancora a chissà quante altre ne passeranno! Infondo ho solo 21 anni... cosa posso dire di aver fatto e visto?
Penso a questo pezzo di vita a Padova a tutto quello che mi è successo, a quanto sono cresciuta. Mi ricordo ancora il primo giorno di corsi del primo anno! Sono arrivata con mia mamma e a un certo punto mi ha lasciato davanti all'università. Così mi sono trovata sola in questo posto sconosciuto che non avevo mai visto prima in vita mia con in mano una valigia grigia e una cartina. Ero contenta, soddisfatta ma anche molto spaventata e disorientata. è stato molto bello arrivare a lezione (dopo aver sbagliato aula più volte) conoscere le prime persone... Jessica, Jacopo e altre e scoprire che tutti erano nella mia stessa situazione, che nessuno sapeva da che parte iniziare, che tutti stavano iniziando una vita nuova. Ed è così che è iniziato tutto! Ora, dopo quasi tre anni, sorrido davanti a tutto questo, sorrido davanti alla crisi del secondo anno che mi bloccava in casa, sorrido davanti alle discussioni, agli amori iniziati, finiti e continuati, sorrido davanti al mercoledì sera in piazza fino all'alba, alla terrazza della biblioteca, all'aula studio dell'ex fiat, agli spritz, agli esami fatti 3 o 4 volte, alle manie di ognuno di noi, alle notti passate insieme, alle paranoie e alle fissazioni. Sorrido davanti alla tazza per la colazione messa sul tavolo la sera prima, alle biciclette rubate, a lavarsi i denti in 4 alla volta, a dire alla mamma che questa sera sto a casa tranquilla e trovarsi alle 4 a una festa a casa di sconosciuti, sorrido davanti a tutto insomma. E proprio oggi che ho preso 18 in un esame del cavolo, mi rendo conto che ancora 5 esami e il mio triennio è finito.... e pensare che mi sembra ieri quando fermavo la gente per strada per chiedere indicazioni...
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venerdì 16 gennaio 2009
Questa è la mia vita!
certi giorni è poca, altri giorni sembra troppa, invece non lo è mai.
Questa è la mia vita!
Tra valigie da fare e disfare, tra Padova e Pavia, tra il centro e la periferia, tra mia mamma e mio papà.
Questa è la mia vita!
Con il mio gatto, la mia musica, i miei programmi i miei mille impegni inesistenti.
Questa è la mia vita!
Tra l'amore e l'odio, tra la gioia e la tristezza, tra i dubbi e le certezze, tra mille desideri e altrettante speranze.
Questa è la mi vita!
Con il caffè d'orzo, i biscotti secchi, le torte salate e mille schifezze a qualsiasi ora. Con la doccia prima di cena, la tisana dopo pranzo, qualche sigaretta, il pc quasi sempre acceso e una madre pronta a comandare.
Questa è la mia vita!
Con amicizie sparse in mezza Italia, con un amore vicino e qualcuno da ricordare che non c'è più.
Questa è la mia vita!
Con la passione per le mutande, con una vespa ferma in garage, con le puntate di Gray's anatomy, con una tesi in vista, con una macchina che vorrebbe toccare ogni paese.
Questa è la mia vita!
….porta la tua vita e vediamo che succede a mescolarne un po'.
Questa è la mia vita!
Tra valigie da fare e disfare, tra Padova e Pavia, tra il centro e la periferia, tra mia mamma e mio papà.
Questa è la mia vita!
Con il mio gatto, la mia musica, i miei programmi i miei mille impegni inesistenti.
Questa è la mia vita!
Tra l'amore e l'odio, tra la gioia e la tristezza, tra i dubbi e le certezze, tra mille desideri e altrettante speranze.
Questa è la mi vita!
Con il caffè d'orzo, i biscotti secchi, le torte salate e mille schifezze a qualsiasi ora. Con la doccia prima di cena, la tisana dopo pranzo, qualche sigaretta, il pc quasi sempre acceso e una madre pronta a comandare.
Questa è la mia vita!
Con amicizie sparse in mezza Italia, con un amore vicino e qualcuno da ricordare che non c'è più.
Questa è la mia vita!
Con la passione per le mutande, con una vespa ferma in garage, con le puntate di Gray's anatomy, con una tesi in vista, con una macchina che vorrebbe toccare ogni paese.
Questa è la mia vita!
….porta la tua vita e vediamo che succede a mescolarne un po'.
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