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domenica 19 dicembre 2010

Adesso tocca a voi!

In questo blog ho quasi sempre raccontato di me e di pezzi della mia vita. Oggi ho pensato che forse siete stufi di leggere solo di me e che quindi ora inizio a parlare di voi. Ogni tanto parlerò ancora di me, ovvio, ma non troppo spesso. Ho deciso che ora scrivo le vostre storie, quelle che mi raccontate voi, quindi se volete raccontarmi qualcosa e se volete che io lo racconti agli altri non fate che dirmelo.
Da oggi sono ufficialmente a caccia di storie belle, brutte, tristi, divertenti, basta che siano storie.

venerdì 19 novembre 2010

Credo

Credo nel suono della pallina da tennis quando tocca la racchetta e in quello della palla da basket che rimbalza per terra. Credo nella poesia nascosta dietro alcune canzoni. Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un Milan come quello di Maldini e Baresi non ci sarà più, ma non è detto che non ce ne saranno altri belli in maniera diversa. Credo nel gatto che si fa trovare sulla porta al tuo arrivo e nel cane che scodinzola. Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura gestire tanti figli e lavorare. Credo nel messaggio prima di addormentarmi e nel bacio appena sveglia. Credo nella doccia calda e nelle tisane. Credo nella pioggia, ma soprattutto nel sole. Credo che a 23 anni sia ancora troppo presto per pensare al futuro. Credo nella magia nascosta tra le pagine di un libro e in quella nascosta nel rumore di una Vespa con a bordo due innamorati. Credo che in Italia non ci sia esattamente quello che voglio. Credo nel sorriso di un anziano e credo che ognuno di quei sorrisi sia la loro voglia di vivere. Credo nell'educazione e nell'onestà. Credo nelle malattie ma un po' meno nelle medicine. Credo che ognuno di noi possa star male o toccare il cielo con un dito in qualsiasi momento. Credo nelle macchina in riserva un giorno sì e uno sì e credo nelle vittorie della mia squadra. Credo nella semplicità delle cose, nelle serate in casa. Credo nell'amicizia e credo nell'amicizia a distanza, ma non credo nell'amore a distanza.
Credo che c'ho un buco grosso, anzi enorme, dentro, ma che il rock'n'roll, il mio ragazzo, le serate con gli amici, i miei gatti e le cazzate ogni tanto questo buco me lo riempono.
Credo che la voglia di scappare da una città con 80 mila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddy Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.

mercoledì 10 novembre 2010

Nella mia scatola

Il solito programma che spesso ascolto in radio qualche giorno fa proponeva il seguente argomento: "Immaginatevi di avere una scatola vuota davanti a voi e dovete riempirla di massimo 5 cose che raccontino chi eravate voi ad una persona che la ritroverà tra 50 anni. Che cosa ci mettereste dentro? (parliamo di oggetti eh, non cose astratte)."
Ecco quello che io metterei nella mia scatola. Ecco quello che può raccontare di me:
1- Una stellina fosforescente. Una stellina fosforescente perché ho una passione per le stelle, per la notte e per ciò che si illumina. Da piccola il soffitto di camera mia era pieno di stelline e quando mi spegnevano la luce non potevo avere paura del buio perché tutto il mio firmamento personale splendeva a 3 metri dal mio naso. Mio papà mi ha fatto vedere le prime costellazioni. Una stellina, di mare in realtà, è il piccolo tatuaggio che ho su un fianco. Anche adesso, a 23 anni, c'è qualche stellina che la sera si illumina in camera mia. Mi fanno addormentare felice.
2- Un boccettino di lexotan. Un boccettino di lexotan perché diciamo che è un po' il mio talismano, la mia pozione magica, il mio veleno. Perché ha segnato periodi della mia vita, perché il suo odore ha spesso accompagnato quello dei biscotti a colazione.
3- Un gatto. Un gatto, ovviamente di peluches, perché è da quando ho 3 anni che a casa mia gira uno o più gatti. Perché sono i miei animali e basta. Perché io e miei gatti ci capiamo, perché sono gli unici che vengono a dormire sulla tua pancia se ti fa male, sono gli unici che non ti rompono le scatole prima della sveglia, sono gli unici che fanno le fusa.
4- La mia macchina fotografica. La mia macchina fotografica perché la porto ovunque e perché fotografo qualsiasi cosa. Perché mi piace cogliere attimi. Perché vorrei che anche i miei figli avessero questa passione. Perché guardare le foto spesso mi fa emozionare.
5- Un libro di Palahniuk. O forse di Calvino. Il primo perché è uno scrittore al quale mi sono avvicinata grazie ad Ale e che mi ha subito appassionato. Il secondo perché mi ha insegnato a sognare e mi fa sognare ogni volta che finisco tra le sue pagine.
6- Il sito di questo blog. Perché niente più di questo parla di me, della mia vita, delle mie passioni, delle mie paure. Perché niente più di questo blog parla di Maddy.

lunedì 23 agosto 2010

Lui ed io

Lui mi ha dato la razionalità, io gli ho dato il disordine. Lui mi ha dato la coerenza, io l’imprevedibilità. Lui mi ha dato delle certezze, io dei sogni. Lui mi ha fatto capire che viviamo nella realtà, io gli ho fatto capire che viviamo nella fantasia. Lui mi ha dato la serietà, io la frivolezza. Lui mi ha dato la tecnologia, io gli ho dato la natura. Lui mi ha dato la logica, io la creatività. Lui mi ha dato il rosso e il blu, io tutti i colori. Lui mi ha dato l’economia, io la psicologia. Lui mi ha dato il basket, io la pallavolo. Lui mi ha dato delle certezze, io dei dubbi. Lui mi ha dato dei piani, io delle improvvisate. Lui mi ha dato dei silenzi, io fiumi di parole. Lui ha provato a farmi riflettere, io ho provato a fargli seguire l’istinto. Lui mi ha dato il coraggio, io la paura. Lui mi ha dato pasta e insalata, io nutella e cioccolato. Lui mi ha insegnato ad alzare la testa, io gli ho insegnato ad abbassarla. Lui mi ha insegnato la forza, io la debolezza. Lui mi ha insegnato il mare, io il cielo. Lui mi ha insegnato i cani, io i gatti. Lui mi ha insegnato la stabilità, io l’instabilità. Lui mi ha insegnato la freddezza, io mille lacrime. Lui mi ha insegnato il risparmio io, lo spreco. Lui mi ha dato la rabbia, io la dolcezza. Lui mi ha insegnato che ci si può sfogare con un pugno contro il muro, io che può bastare un bacio.

martedì 26 maggio 2009

Sono io (ancora!)

Ma cavolo mi aspettavo che qualcuno a caso prendesse in mano la situazione di questo povero blog, invece nulla! Mi spiace.... spero che si possa riprendere un pochino perché quando abbiamo iniziato a scrivere ero molto convinta ed entusiasta... ora però non ho un secondo e non mi viene in mente di raccontare al mondo! Venerdì ho l'ultima metà di un esame e poi devo iniziare a scrivere la tesi, anzi se qualcuno non ha nulla da fare e vuole tradurre un po' di articoli in inglese sa dove trovarmi...:)
Nel frattempo è scoppiato il gran caldo che io amo ma che mi stende.... erò qualche metro più su, sotto il sole, c'è ancora qualche chiazza di neve che si sta sciogliendo...
Io sono qui sempre sul mio letto, sempre con la musica nelle orecchie, sempre incasinata e confusa, sempre con la testa tra le nuvole, senza una riga di tesi tra le mani ma con già la preoccupazione x la festa di laurea... sono io insomma!
Sono io che quando una canzone mi piace la ascolto più di 20 volte di seguito... sono io e a volte mi voglio anche un po' di bene...