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domenica 22 maggio 2011

Fate l'amore.

Già, fate l'amore. O se preferite fate del sesso. Sempre di quello si tratta. E' la cosa più naturale del mondo, uno delle più antiche, una delle migliori. E' una di quelle cose lì, come mangiare, bere e dormire, che si fanno da sempre perché servono ma soprattutto perché fanno bene e fanno stare bene. E' una di quelle cose lì che fanno tutti: le persone, gli animali e anche i fiori a modo loro. E' una di quelle cose lì che ti fa capire che spesso è meglio essere in due piuttosto che da soli. Fate l'amore, o fate del sesso. Non ha importanza con chi. Non ha importanza se lo fate con l'uomo o la donna della vostra vita, con il vostro fidanzato o con uno che avete conosciuto una sera a una festa. Non importa se c'è un sentimento profondo, infinita passione o solo la voglia di divertirsi un po' per una notte. Non importa se il mattino dopo vi svegliate abbracciati e fate colazione a letto insieme o se vi girate dall'altra parte e trovate solo le lenzuola un po' troppo stroppicciate. Non importa nemmeno se è la coronazione di una storia d'amore o se è un vodka lemon di troppo. Non mi importa. Quello che importa è tutto quello che succede in quella porzione, più o meno lunga, di tempo. Può esserci confidenza, vergogna, imbarazzo, intesa, tutto quello che volete, ma alla fine nemmeno questo conta più di tanto. Quando si è lì, a condividere gli stessi centimetri quadrati in due non si pensa ad altro e potete stare tranquilli... non c'era nulla di meglio da fare.

domenica 20 febbraio 2011

Piccole cose che amo

Amo il sole che entra dalla finestra il mattino e amo il mio gatto che si sdraia in quella fascia di luce. Amo svegliarmi con tantissima fame e abbuffarmi a colazione, in generale amo la colazione. Amo passarmi i capelli tra le mani e amo mettermi la la tuta quando entro in casa. Amo il gatto che mi aspetta sulla porta e Bruno che scodinzola. Amo i quaderni degli appunti ordinati e amo cantare in macchina. Amo la mia Vespa chiusa in garage e amo pensare che un giorno le farò di nuovo accarezzare l'asfalto. Amo il gioco di squadra e a volte amo restare a casa da sola. Amo finire un libro perché amo l'idea di iniziarne un altro. Amo le serate in compagnia e amo le serate in cui non si finisce più di dire cazzate. Amo la musica ad alto volume e ballare saltando quando sono da sola. Amo avere tra le mani i biglietti di un concerto tanto atteso. Amo trovare una lettera nella cassetta delle lettere e lo amo ancora di più se l'indirizzo è scritto a mano. Amo vedere i fogli riempirsi di scritte, disegni, scarabocchi. Amo il vento, lo amo quando è forte, quando fa sentire il suo rumore. Amo il mare e amo soprattutto il suo colore e il suo elegante ondeggiare. Amo svegliarmi riposata. Amo vedere la casa pulita dopo faticose pulizie. Amo i colori dei fiori e amo averne tanti in casa. Amo guardare i cartoni animati perché non è vero che sono solo per bambini. Amo indossare l'ultimo acquisto e amo le scarpe da tennis consumate che hanno calpestato tanti pezzettini di mondo. Amo la palla perché ogni volta mi stupisco della quantità di sport che si possono fare con quella sfera, la amo anche perché ai bambini basta per essere felici. Amo vedere le montagne nelle giornate limpide e amo gli acquazzoni estivi. Amo la focaccia di Genova e i cannoli siciliani. Spesso le cose che amo sono quelle semplici, le più banali, ed è proprio per questo che ci vuole davvero poco per farmi sorridere.

giovedì 17 febbraio 2011

Poco dopo San Valentino

San Valentino. La festa degli innamorati, così si dice. La festa del marketing, così sembra essere. Io non ho mai festeggiato questo giorno, non lo so bene il perché. Credo di esser stata sempre fidanzata nei 14 febbraio degli ultimi anni ma non ho mai festeggiato lo stesso. Non mi è mai piaciuta l'idea di questa festa. Non mi piace pensare che due persone debbano dimostrarsi tutto il loro amore "solo" in questo giorno. Mi spiego meglio. Oggi ho visto un paio di signori sui 50 anni con in mano due rose rosse lunghe lunghe. Ecco. Io mi sono chiesta se per caso anche in qualche altra occasione loro si sono presentati a casa con dei fiori, insomma, se questo succede anche in un giorno qualunque. Portavano una rosa alle proprie compagne per amore o per abitudine, quasi per dovere? Magari io sono particolarmente cattiva e pessimista ma dubito che i signori si presentino spesso a casa con fiori in mano. Magari invece sbaglio, speriamo. Magari proprio quei due signori sono le persone più innamorate del mondo. Non lo so. Mi è sempre piaciuto inventare storie sulle persone che vedo, anche solo per un secondo. Io penso che ogni giorno in cui due persone che si amano si svegliano insieme e sono felici sia un giorno da festeggiare, ogni momento, perché non sai per quanto durerà. Spesso io e Ale ci facciamo gli auguri, così, a caso: ci guardiamo, ci sorridiamo e ci facciamo gli auguri. Ogni giorno, se le cose vanno come vuoi tu, è una festa.

lunedì 10 gennaio 2011

Loro si vogliono bene!

Non so se vi ricordate ma qualche tempo fa avevo pubblicato il video del mio gatto Giorgio che amoreggia con la scopa. Vi avevo promesso che vi avrei mostrato anche l'amore dell'altro mio gatto, Skizzo. Questa volta si tratta dell'aspirapolvere. Giuro che non è colpa mia se i miei gatti hanno queste strane passioni, io non li ho mai abbandonati, picchiati, denutriti o simili!
Buona (breve) visione!

giovedì 6 gennaio 2011

La storia di Anna

Quella di oggi è la storia di Anna, una ragazza di 22 anni.
Questo è quello che mi ha scritto prima di iniziare il suo racconto: "Quello che vorrei raccontare è un pezzetto della mia storia. Non è un pezzetto felice, quindi cercherò di scrivere con tatto e, spero, con una certa delicatezza, nel rispetto mio e di chi mi leggerà. Lo affido alla mia amica Maddy, sperando possa piacerle."
Questa storia è un po' anche la mia storia, parla di genitori che divorziano e figli che non capiscono, o che forse non vogliono capire. Anna aveva 10 anni, stava finendo le elementari e iniziando le medie. Io avevo solo 2 o 3 anni. Forse però a 10 anni è peggio perché non sei più piccola ma non sei nemmeno grande, diciamo che capisci quello che sta succedendo ma non capisci il perché. Un bel giorno tra le mura di casa tua le cose iniziano a non funzionare più: tua mamma piange, tuo papà cerca un'altra casa, tuo fratello maggiore è arrabbiato, tua sorella è troppo piccola per rendersene conto. Tu hai solo 10 anni e le cose ti travolgono, così, da un momento all'altro. I tuoi genitori non riescono nemmeno a condividere la stessa stanza e tu vorresti giocare con entrambi. Non capisci bene quello che sta succedendo e cerchi qualche punto di riferimento, qualche certezza ma non c'è niente di tutto questo.
Oggi che hai 22 anni riconosci che infondo è stato meglio così, che non ha senso portare avanti una famiglia che non è più fatta per stare insieme. Hai capito che con gli anni le cose un po' si sistemano, a volte capita, basta far passare del tempo e come per magia i tuoi genitori riniziano a salutarsi, si fanno gli auguri di Natale e addirittura ci si trova a scherzare tutti insieme. Tutto questo ti fa piacere, "è come essere baciati in viso dal sole", ovvio, ma non è abbastanza per chiudere quella ferita che 12 anni fa si è aperta. Tu oggi ti fai ancora influenzare da quello che è successo, hai paura e hai paura per la tua vita, la tua futura famiglia e il tuo amore. Ogni volta che ti innamori ti accorgi di fare una fatica incredibile a fidarti, a permetterti di pensare che voi siete speciali, hai un'incredibile paura che possa succedere anche a te. Hai paura anche pensando che tua sorella non sa nemmeno cosa vuol dire vivere con un padre e una madre, tu non vuoi che questo succeda a qualcun' altro.
Nonostante la sua ferita Anna oggi ha ritrovato le sue coordinate, il tempo l'ha aiutata e il rapporto migliore dei suoi genitori anche; sa che nonostante tutto è stata ed è amata, in modo un po' particolare ma lo è stata. Tutto questo le ha creato una ferita profonda che l'ha resa più debole, ma le anche ha anche insegnato a guarire, almeno in parte, e questo l'ha resa più forte.
Io tutto questo riesco a capirlo bene, fin troppo bene. Mi piacerebbe non capirlo ma è andata così anche a me e le paure di Anna sono anche le mie.

venerdì 24 dicembre 2010

La storia di Giulia

La storia di oggi è quella di Giulia ed è una storia che parla dell'amore tra fratello e sorella, un amore che può essere vitale.
Giulia e suo fratello, Nicola, hanno 13 anni di differenza, li divide una generazione, ma in fondo gli anni non vogliono dire nulla. Sono molto legati, lei è quella piccola, il fratello la protegge e la aiuta a crescere; lei vede in lui un punto di riferimento, sa che c'è e questo la fa stare bene.
Giulia aveva 7 anni quando è successo tutto. Era fuori a cena con i suoi genitori mentre Nicola, come i vent' anni vogliono, era fuori con i suoi amici. Quando si hanno solo 7 anni non si è molto interessati alle serate con gli adulti e non si vede l'ora di salire in macchina, addormentarsi e poi farsi accompagnare a letto tra le braccia del papà. Quella volta qualcosa non ha funzionato: quando Giulia si è svegliata era ancora in macchina, le cose fuori dal finestrino passavano troppo veloci e sua mamma piangeva; inutile chiedere spiegazioni, cosa volete dire a una bambina di 7 anni per di più mezza addormentata?
Dopo qualche minuto, forse ora, o forse giorno si ritrova in pronto soccorso, da sola in mezzo ad un corridoio. Sa che dietro quella porta c'è suo fratello, nient'altro, potrebbe essersi rotto un dito come essere morto. Più tardi scoprirà che Nicola era in coma, un coma che, per qualche miracolo, è durato solo qualche ora; più tardi ancora scoprirà che la causa di tutto questo è un mix di alcol e droga. Vent'anni. A vent'anni si è stupidi davvero; non si è più ragazzini ma non si è ancora adulti, si è lì in mezzo, non si è niente e spesso si cerca di diventare qualcosa o qualcuno nel modo più sbagliato al mondo, poi se ne pagano le conseguenze che forse, in realtà, sono solo una lezione di vita.
Ora Giulia è cresciuta, Nicola anche; lui ha una moglie, dei figli e una vita tranquilla e felice, è cresciuto e ha rimesso a posto ogni pezzettino della sua vita. Ama sua sorella e lei ama lui, d'altra parte sono sangue delle stesso sangue, sono rami di uno stesso albero.
Noi non possiamo saperlo con certezza ma nessuno ci impedisce di dire che il ventenne Nicola si è risvegliato dal coma perché sapeva di non poterselo permette, non in quel momento, perché sapeva di avere una sorella da far crescere al suo fianco.

mercoledì 8 dicembre 2010

Lacrime

Si dice che le donne piangono per tutto e che gli uomini, quelli veri, per niente. Un uomo che piange viene considerato una femminuccia e le donne che non piangono come estremamente forti o insensibili. Io non credo a molto di questo. Quando piangi gli occhi diventano lucidi e spesso più belli. Io di sicuro non sono una donna di quelle che non piangono e forse nemmeno una di quelle che piangono per tutto. Diciamo che vado a periodi. Ci sono momenti in cui sono iper sensibile e piango per delle cavolate, tipo telefilm. Mi ricordo di una volta in cui mi sono messa a piangere in macchina con mia mamma perché fermi al semaforo c'erano gli omini del circo che regalavano i biglietti e che esibivano un cammello. Ecco, vedere quel cammello in mezzo a una strada pavese, lontano da casa e non nel suo ambiante naturale mi ha fatto piangere. E' normale? Credo di no. Forse dietro c'era qualcosa di più grosso e quel cammello è stato solo un campanello.
Non si piange solo per dolore o sofferenza, si piange anche per motivi belli, unici. Si piange ai funerali ma si piange anche ai matrimoni. Si piange quando nasce un bambino e lui piange perché nel giro di 10 minuti lo hanno strappato dal posto più sicuro al mondo. Si piange quando si perde una partita importante ma anche quando si vince una partita importante. Si piange per stanchezza, per nervosismo, per amore. Le lacrime d'amore sono quelle più salate, che quando ti attraversano la guancia e finiscono sull'angolo della bocca ne senti forte il sapore. Se si è stati innamorati, se si ha amato una persona allora si ha anche pianto. Le donne hanno pianto tutte per amore, ne sono sicurissima. Gli uomini non lo so. Forse lo fanno e non lo dicono. Forse proprio non lo fanno ma mi risulta difficile crederlo.
Il momento peggiore di un pianto è la sua nascita. Quando senti gli occhi carichi e il nodo in gola, cerchi di far finta di niente ma è impossibile: senti un fiume che sta per straripare proprio dentro di te, provi ancora a resistere ma niente, a un certo punto esce tutto e tu ti senti un po' stupida. Non era quello il momento giusto per piangere, non davanti a quelle persone, non puoi farti vedere sempre debole e insicura. Piangi, fai un sorriso imbarazzato, chiedi scusa e dici che non è niente.
E a volte non è davvero niente, a volta non sappiamo per cosa stiamo piangendo, lo stiamo facendo e basta.

lunedì 22 novembre 2010

Mani

Le mani delle persone possono essere più espressive della loro faccia. Ognuno di noi ne ha due e le usa ininterrotamente. Mentre scrivo guardo le mie mani scorrere veloci sulla tastiera. Non ho delle mani molto belle, non sono nemmeno brutte, direi che sono un po' buffe, non sono molto affusolate e le unghie non sono molto curate. A volte mi metto, o meglio mi faccio mettere, lo smalto e immediatamente mi sembrano più belle e più in ordine. Mi fa sentire anche un po' più donna. Di inverno si screpolano e devo riempirle di crema idratante. Quando fa freddo le unghie mi diventano blu e le dita bianche, è solo un piccolo problema di circolazione periferica, nulla di grave. A volte mi mangio le unghie, a volte le scarabocchio, quando sono agitata sono gelide e sudate. Quello che invece amo sono le mani degli uomini, le mani di certi uomini. Amo le mani grandi e nodose, mi piacciono quelle che hanno il pollice con le articolazioni molto evidenti. Mi piace farmi stringere la mano da una mano più grande e più forte. Quando la sera mi sto addormentando farmi accarezzare da quelle mani così grandi e resistenti mi fa sentire bene, mi fa sentire protetta. Le mani che si intrecciano, le mani che si sfiorano, le mani che si stringono, le mani che pregano, le mani che cucinano, le mani che suonano.
Le mani possono fare qualsiasi cosa, possono esprimere qualsiasi cosa.Le mani sanno indicare l'amore e l'odio. Mani che tirano una sberla, mani che si stringono a pugno, mani che fanno gestacci, mani che graffiano, mani che sdegnano, mani che si tirano indietro.
Da piccola facevo il gioco delle ombre, sapevo fare giusto 3 o 4 animali, non un granchè, ma mi sembravano magici. Delle semplici dita che si muovono tra loro possono diventare un cane, un coniglio, una farfalla, un' aquila...Le mani ci mettono in contatto con il mondo, ce lo fanno esplorare e conoscere. Le mani sono la prima cosa che ci unisce a una persona, quando un bambino nasce lo si tiene subito tra le mani, quando una persona sta male gli si stringe la mano. Mani che presentano, mani che salutano, mani che danno il benvenuto, mani che segnano la svolta, mani che si nascondono.
Guadate le vostre mani e provate a pensare a tutte le cose che hanno fatto, a tutto quello che sanno fare e a tutto quello che invece non hanno mai fatto ma che potrebbero imparare a fare.
Guardatele e provate a pensare che possono fare davvero qualsiasi cosa.

sabato 25 settembre 2010

Le cose migliori sono quelle che fanno peggio

Non ci avete mai pensato? Le cose belle, divertenti, le cose buone e quelle speciali sono sempre, o quasi, quelle che fanno peggio. Anche le cose più banali: il cioccolato, il burro, il fritto, i dolci, le pizzette sono tutte cose che fanno ingrassare o che ti fanno riempire di brufoli. I cibi salati alzano la pressione, i formaggi il colesterolo, i dolci la glicemia. A me sembra un' ingiustizia. Le esperienza "estreme" come il paracadutismo, il bungee jumping sono pericolose, possono mettere a rischio la vita. Insomma è piuttosto difficile morire giocando a basket, a pallavolo, a calcio o nuotando. Fumare fa male e crea dipendenza, bere alcool oltre a far male ti può mettere in situazioni imbarazzanti e farti dire cose inappropriate. Mettere i tacchi distrugge i piedi. Passare una notte svegli a fare qualcosa di fantastico ti rincoglionisce il giorno dopo. Le rose pungono. Le scarpe nuove fanno venire le vesciche. L'amore fa soffrire atrocemente. Truccarsi fa ma alla pelle, prendere il sole anche. Affezionarsi a una persona o a una cosa ti porterà a provare il distacco. Andare in vacanza in un posto paradisiaco comporta ore di aereo e stravolgimento da fuso orario. Bigiare la scuola può portare severe punizioni. Le droghe distruggono il cervello. I farmaci riparano da una parte ma uccidono il fegato. Il fuoco brucia. L'indipendenza costa. Il gatto graffia. Il computer fa venire mal di testa. Quando vai a ballare ti fischiano le orecchie per due giorni. L'odore della benzina inebria ma non è proprio salutare. La pioggia bagna. Fare sesso senza preservativo porta malattie e/o bambini. Camminare a piedi nudi fa venire i calli e le verruche. Dire la verità porta guai. Avere coraggio è rischioso.
Non so voi, ma io ho l'impressione che un pochino ci piaccia rischiare e farci anche un po' di male. Non so voi, ma io continuerò a mangiare, a fumare, prendere farmaci, mettermi i tacchi e amare.

giovedì 26 agosto 2010

Spigoli


Ci hanno fatti spigolosi, ma solo per poterci incastrare meglio.

lunedì 23 agosto 2010

Lui ed io

Lui mi ha dato la razionalità, io gli ho dato il disordine. Lui mi ha dato la coerenza, io l’imprevedibilità. Lui mi ha dato delle certezze, io dei sogni. Lui mi ha fatto capire che viviamo nella realtà, io gli ho fatto capire che viviamo nella fantasia. Lui mi ha dato la serietà, io la frivolezza. Lui mi ha dato la tecnologia, io gli ho dato la natura. Lui mi ha dato la logica, io la creatività. Lui mi ha dato il rosso e il blu, io tutti i colori. Lui mi ha dato l’economia, io la psicologia. Lui mi ha dato il basket, io la pallavolo. Lui mi ha dato delle certezze, io dei dubbi. Lui mi ha dato dei piani, io delle improvvisate. Lui mi ha dato dei silenzi, io fiumi di parole. Lui ha provato a farmi riflettere, io ho provato a fargli seguire l’istinto. Lui mi ha dato il coraggio, io la paura. Lui mi ha dato pasta e insalata, io nutella e cioccolato. Lui mi ha insegnato ad alzare la testa, io gli ho insegnato ad abbassarla. Lui mi ha insegnato la forza, io la debolezza. Lui mi ha insegnato il mare, io il cielo. Lui mi ha insegnato i cani, io i gatti. Lui mi ha insegnato la stabilità, io l’instabilità. Lui mi ha insegnato la freddezza, io mille lacrime. Lui mi ha insegnato il risparmio io, lo spreco. Lui mi ha dato la rabbia, io la dolcezza. Lui mi ha insegnato che ci si può sfogare con un pugno contro il muro, io che può bastare un bacio.

venerdì 20 agosto 2010

Mio nonno e il suo amore

La mia famiglia non è molto unita e tradizionale; ci vediamo "tutti" insieme solo per Pasqua e Natale, anzi, negli ultimi anni, nemmeno per queste occasioni. Mio cugino lavora in qualche grande albergo e ovviamente il periodo delle feste è quello più impegnativo e senza pause. Ci troviamo a Piacenza, a casa dei miei nonni materni. Siamo io, mia mamma, i miei due nonni, mia zia e occasionalmente mio cugino. Totale 5/6 persone. Non ci sono mariti, compagni o papà, escludendo il nonno, perché pare che le donne di casa mia preferiscano l'indipendenza.
Oggi, 20 agosto, nessuna festa, ci siamo trovati tutti e 6 a Piacenza. Ci siamo trovati tutti lì perché mio nonno sta male. Mio nonno è sempre stato (fino a settimana scorsa) un bellissimo uomo di 83 anni, alto, giovanile, abbastanza scorbutico, ironico e a volte un po' cattivo. Mio nonno mi adora e sono quasi sicura di essere la sua preferita in questa stretta cerchia familiare. Sono la sua preferita perché gli parlo, perché gli racconto le cose, perché lo stuzzico e un po' gli dò anche contro. Sono la sua preferita perché da piccola mi facevo costruire le case per le bambole e ora, da grande, mi faccio dipingere i mobili dell'ikea. Sono la sua preferita perché sono laureata, perché studio e ho dei buoni risultati. Sono la sua preferita perché gioco a pallavolo e lo aggiorno sulla classifica ogni settimana. Sono la sua preferita perché gli mando i messaggi sul cellulare e soprattutto perché mi risponde. Sono la sua preferita perché a Natale sono riuscita a mettergli il papillon rosso anche se era rotto. A volte non parla con nessuno e nemmeno con me, a volte borbotta e basta, a volte si chiude in camera, a volte esce e non dice quando torna, a volte non ti vuole tra i piedi e un minuto dopo pranzo inizia a chiederti quando parti e a farti raccomandazioni sul buio. A volte mio nonno è proprio antipatico e intrattabile, ma anche quando è del peggiore degli umori io sono la sua "cocca", io sono la sua preferita.
Mio nonno tre anni fa ha iniziato a star male, gli hanno trovato 4 o 5 palline di cellule maligne nel fegato, lo hanno operato e gli hanno dato al massimo un mese di vita. 3 mesi dopo mio nonno era più vispo e rompi scatole di prima. Quest'anno a gennaio è stato operato di nuovo e ancora una volta il tempo previsto di vita era di qualche settimana. Mio nonno ha retto ancora, si è ripreso ed è stato benissimo fino a settimana scorsa quando ha avuto un crollo. E così oggi eravamo tutti a Piacenza. In questa settimana mio nonno è improvvisamente invecchiato di 20 anni, così, di botto. I medici hanno detto che ha ancora qualche giorno di vita e che è inutile ricoverarlo, tanto non possono fare nulla. La faccia sempre vispa e allegra di mia nonna si è un po' spenta e quando mia zia le ha riferito le parole del medico i suoi occhi sono diventati lucidi e con una finta speranza ha detto: "tanto anche l'altra volta aveva detto così!". Rendersi conto che la persona che ti è stata accanto per tutta la vita ti sta per abbandonare deve essere tremendo, deve lasciare un vuoto immenso. E' amore. E la dimostrazione di amore più grande l' ho avuta aprendo di nascosto l'agenda privata di mio nonno. Il 3 settembre, giorno del loro anniversario, una scritta corsiva, nera ed elegante dice "Se va bene, sono 55 + 5, tutti belli.".

giovedì 12 agosto 2010

L'AMORE SE NE FOTTE

Lui alto, magrissimo, vestito elegante. Gli occhi chiari e la pelle candida. Seduto alla fermata dell'autobus a guardare il vento che soffia tra le foglie degli alberi.

Lei bassa, un abito a fiori comprato chissà quanti anni fa, i capelli raccolti sopra la testa. Gli occhi scuri e un sorriso coi denti storti che però sembra quello di un bambino.

Entrambi sono vecchi. Anzi vecchissimi, non saprei proprio dire quanto. Le loro mani deboli, brutte e nodose si stringono fortissimo -o almeno così sembra a guardarle da qualche metro di distanza.
Passa qualche secondo e lui si accorge che lei lo sta guardando. E sorride. Lui si gira e le da un bacio sulla guancia.
Un bacio in cui c'è dentro tutto l'amore del mondo.

sabato 17 luglio 2010

PERCHE', MALGRADO TUTTO, STO CON TE :)

Un paio di settimane fa, un venerdì, chiedo alla Maddy se mi propone qualcosa di carino da fare quella sera. Lei mi risponde che ci pensa, che mi fa sapere. Questa telefonata ha luogo alle 5 del pomeriggio. Circa un'ora dopo sul telefonino mi arriva un messaggio: controlla la mail, ti ho mandato le proposte per la serata.
Questo è il testo dell'email che ho ricevuto quel venerdì di un paio di settimane fa. Ed è anche il motivo per cui, anche se spesso odio la mia fidanzata, alla fine decido sempre che vale la pena di starci insieme: perché mi fa divertire. E perché mi piace.

"dopo lunghe ricerche ahimè non ho trovato nulla di particolarmente entusiasmante! in allegato ti mando la lista dei migliori eventi di pavia e provincia. inoltre posso dirti che i cinema pavesi propongono i seguenti film : "a-team" e "bright star", trama, attori, regista assolutamente sconosciuti. in alternativa il cinema di montebello ha una possibilità di scelta molto più vasta oltre che l'ebrezza di una gita fuori porta. si può prendere anche in considerazione di andare a noleggiare un film da blockbuster per sentirsi un pò americani e per mangiare popcorn al cioccolato. possiamo anche limitarci alla visione di un film già in nostro possesso. inoltre possiamo dare alla nostra serata un'aria sostenuta e si guardare un film ma elegantemente vestiti. oppure possiamo scegliere un film particolare e vestirci a tema (con il film). possiamo anche vestirci molto bene e andare a fare un giro in centro dicendo a chi incontriamo che siamo già in ritardo per una festa milanese decisamente di classe. possiamo fare del sesso o del sesso a tema (magari con il film). possiamo cucinare qualcosa di buono. possiamo andare a fare un giro in centro e poi guardare un film inutile. possiamo chiuderci in un bar lercio (vedi rifugio) e ubriacarci. possiamo fare la gara a chi mangia di più. possiamo andare a letto alle 8 ma possiamo anche raccontarci delle storie. pssiamo visitare il centro storico di qualche paese nei dintorni. possiamo fare una passeggiata romantica. possiamo stare in casa, finire il gin di tuo padre e poi picchiarci. possiamo andare a fare il bagno alla cano. possiamo rubare un motorino e farci un giro perchè io ho voglia di fare un giro in motorino. possiamo iniziare a scrivere il papiro di giulia. possiamo confessarci i nostri segreti. possiamo organizzare una festa all'ultimo secondo davanti al bar del ponte, portiamo uno stereo, iniziamo a ballare e avremo successo. oppure possiamo passare la serata a fare una lista delle cose che possiamo fare in una serata libera.
aspetto notizie sulla tua decisione, spero tu possa apprezzare lo sforzo.
con amore
maddy"


giovedì 9 aprile 2009

E' ora di iniziare

Oggi è stata una giornata molto lunga, oggi è stata una giornata in cui ho provato delle emozioni forti, oggi ho avuto paura per il mio futuro. Oggi, dopo tre ore di un'inutile e noiosa lezione sono andata a casa a pranzo. A casa c'era il mio coinquilino in attesa dell'arrivo della morosa e così l'ho aiutato ad allestire la casa in stile romantico per la serata, era tutto molto carino, fiori, candele, tovaglia in tinta con i bicchieri...dopo tutto questo io però dovevo ancora mangiare ma non volevo rovinare niente. Quindi io oggi a pranzo ho mangiato da sola seduta su angolo del divano, guardando questo tavolo preparato con amore, mi sono commossa...era tutto molto bello...e la mia pasta faceva decisamente schifo!
Dopo pranzo sono uscita per andare in facoltà e ho una passato una bella mezz'oretta con un mia amica che non vedevo da mesi. Mi ha portato la sua tesi, mi ha rassicurato e mi ha messo un po' il cuore in pace. Abbiamo chiacchierato e scherzato e avremmo avuto bisogno di almeno un' ora in più. Probabilmente riusciremo a rivederci tra altri 4 mesi. Appena sono arrivata a lezione ho preso in mano la sua tesi e mi sono sentita già un passo avanti. L'ho sfogliata, ho letto i ringraziamenti alla fine e mi è venuto piangere....ero li seduta, con la prof proprio davanti a me e ho sentito gli occhi riempirsi di lacrime....sono stata brava e ho trattenuto tutto, però ho desiderato essere già li, essere già a scrivere l'ultima pagina della tesi, quella dei ringraziamenti.
Poi sono tornata a Pavia, mi sono fatta il viaggio con mio papà e abbiamo chiacchierato.
Io ho capito che devo proprio mettermi sotto...

mercoledì 25 marzo 2009

Amore, ancora amore.

Questa mattina mi sono trovata a parlare di amore con un ragazzo, o forse uomo, un po' più grande di me, già sposato da qualche anno. Io ho esposto le mie solite teorie su quanto ultimamente creda nell'amore eterno e su quanto tutto deve essere rose e fiori. Lui dall'alto della sue età e della sua esperienza mi ha disilluso dicendo che all'inizio è sempre così e che i primi anni si è gelosi a vicenda e dopo ci si ritiene solo o quasi una rottura di palle uno per l'altro. Che brutto tutto questo. I tradimenti, l'essere stufi, insoddisfatti. Sostenitore dell'amore e dei rapporti flash, non credente nelle favole.
Tornando a casa, dall' autobus, ho visto un altro ragazzo che conosco, questo ben più giovane, che con una faccia sorridente e solare si dirigeva a prendere la sua quasi neo morosa fuori dal liceo. Che bello che era! E allora mi sono chiesta quanto questo entusiasmo sarebbe durato, per quanto andrà a prenderla fuori da scuola con questa felicità e quando inizierà ad essere stufo o a fingere di non esserlo. Giovane innamorato, una favola ancora da iniziare.
Io guardo gli altri, mi faccio mille domande e spero nella mia favola.

giovedì 12 marzo 2009

L'amore scorre nelle vene

Nell'ultimo anno della mai vita ho cambiato idea su molte cose, ho capito che le cose a cui non credevo prima in realtà esistono, ho scoperto che molti dei miei "io non lo farò mai", " io non lo dirò mai" si sono rivelati stupidate, forse sono solamente cresciuta o forse ho travato la persona giusta che mi ha fatto capire, senza poi tante spiegazioni, che tutto può essere. In effetti spiegazioni non esistono, ma esiste solamente qualcosa dentro di noi che ci guida in una determinata direzione, che ci indica cosa è giusto, cosa possiamo fare e dire. Questo qualcosa è l'amore, non come semplice sentimento, ma come una specie di liquido, simile al sangue, che scorre dentro di noi, che invade ogni singolo organo, che viene mosso dal cuore ma che arriva davvero ovunque, l'amore inteso anche come pensiero, come ragione e come guida.
E' in grado di darci la vita, farci affrontare una giornata con il sorriso ma è anche in grado di distuggerci, di rovinare tutto. L'amore è una guida, si. Non è una delle guide più affidabili, ci può mandare fuori strada, ci può far cambiare direzione, ma credo che raramente ci possa far sbagliare. Forse alla fine del percorso che ci ha fatto fare ci troviamo in un posto sbagliato, ma di sicuro durante la strada che abbiamo fatto, breve o lunga che sia, ci ha fatto stare bene, ci ha convinto che quella fosse la cosa giusta. L'amore si prende gioco di noi, ma lo fa nel modo più bello del mondo e quando lo senti mentre ti attraversa il corpo, dandoti quel piccolo brivido lungo la schiena al solo pensiero dell'altra metà, senti di essere vivo, e il resto non ha importanza.

domenica 15 febbraio 2009

Anch'io ho paura (dell'amore)

Ebbene sì, anch'io ho tante paure, soprattutto tante paure stupide, tante paure infondate. La maggior parte di queste paure riguardano il mondo dell'amore. Non è l'amore a farmi paura ma tutto quello a cui porta. L'amore è l'essenza della vita e in quanto tale è anche in grado di distruggerla. Nella propria esistenza una persona, secondo me, può Amare due o tre volte, non di più. Ogni volta che si ama è diversa dalla precedente, cambia l'età, cambia la situazione ma non è detto che crescendo si ami in modo più maturo, più serio. E' così bello vedere coppie di cinquantenni amarsi come se fosse sempre il loro primo mese di relazione, prendersi ancora in giro, essere ancora in "fase promozionale", essere ancora affascinati l'uno dall'altra. Questo, che mi piace moltissimo, mi spaventa anche. Ho paura di coppie di ventenni che dopo un anno non sanno più cosa dirsi, che dicono di amarsi ma che appena possono imboccano un'altra strada. Mi fa paura la mancanza di comunicazione, la fine della "fase promozionale", l'abitudine, lo smettere di avere attenzioni reciproche, il preferire far altro, la gelosia, soprattutto quello che porta alla gelosia. Mi fanno paura le persone che cercano, tacitamente o meno, ti entrare nella storia di qualcun altro e di rovinarla, mi fa paura l'indifferenza e il menefreghismo. Mi fa paura la perdita di qualcosa di importante, il non poter tornare indietro, mi fa paura la fine dell'amore.
Forse sono la solita e banale ragazza ventenne che crede nel romanticismo e che ha guardato troppi film di Moccia, forse da piccola mi hanno letto troppe favole, forse sono solo un'illusa, forse non lo so...
Quello che però so è che proprio quegli stupidi film di Moccia, anche alla ventesima volta, mi fanno emozionare e sperare in una vita piena di amore, di quello vero, di quello che ti fa sognare, di quello che non ti delude mai...

martedì 3 febbraio 2009

Pezzi

" Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così."


"...e non potendo dirla con parole ma solo vivendo come visse. Solo essendo così spietatamente se stesso come fu fino alla morte, poteva dare qualcosa a tutti gli uomini."


"Visse sugli alberi, amò la terra, salì in cielo."

lunedì 2 febbraio 2009

Dietro la porta

Un po' ti viene da ridere... Hai 21 anni e ti trovi sul pianerottolo davanti alla tua porta di casa con la paura di entrare perché sai che oltre quella soglia ti aspetta una sgridata. Sei lì, la persona che ami ti è accanto, ti dà qualche carezza, ti incoraggia, ti dimostra il suo amore. Purtroppo però non può stare lì per sempre, non può stringerti la mano a vita ed affrontare con te tutto quello che accadrà dietro quella porta. Dietro quella porta c'è qualcosa che riguarda solo te, qualcosa che devi risolvere solo con le tue forze, qualcosa che devi saper affrontare da solo. Dietro quella porta c'è il tuo destino, il tuo futuro.
Tiri un lungo sospiro e dici ok, giri la chiave ed entri....brava ce l'hai fatta! Appena varcata la soglia fai qualche passo in avanti verso quello che ti aspetta e poi ti fermi li, immobile, senza dire nulla, ascolti e basta. Raffiche di parole ti piombano addosso, non le ascolti tutte, sono troppe, troppo violente; di tanto in tanto annuisci e poi dichiari di non aver nulla da dire. Arriva il momento del congedo, finalmente puoi andare a letto. Ti senti molto stanca ma sai che non riuscirai a prendere sonno ancora per molto tempo. Ti arriva un messaggio che ti fa sorridere, che ti fa pensare all'amore e ti senti un po' meglio... dopo poco però ti accorgi che vorresti che ne arrivassero altri mille di messaggi, che avresti bisogno di lui qui accanto a te, o per lo meno dall'altra parte della cornetta. Lui giustamente però se ne è tornato alla festa in cui era, lontano da queste strane preoccupazioni che non lo riguardano... tu rimani nel letto, con il cappuccio in testa e il computer sulle gambe, in attesa di un messaggio.