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mercoledì 20 aprile 2011

Non Governare

C'è una caratteristica del nostro Governo che ogni giorno di più mi lascia a bocca aperta. Non sono le leggine per ostacolare i processi a Berlusconi. Non sono i tagli di qua e di là, all'educazione, alla ricerca alla sanità e tutto il resto. Non sono neanche le nomine di personaggi di dubbio gusto in posti strategici (i cosiddetti responsabili che stanno infiltrandosi un po' dappertutto). Non è la "mignottocrazia", come l'ha definita un signore che adesso vota regolarmente a favore della maggioranza.
No. Ciò che non smette mai di colpirmi è che questo Governo, come i precedenti governi di Berlusconi, fondamentalmente non fa niente. Niente. E Berlusconi, per primo, non parla di niente. Niente, al di fuori di se stesso. 
Il mio ragionamento non vuole essere sulle idee, sull'essere d'accordo o meno. L'ultimo paradosso è il nucleare: la questione non è essere favorevole o contrari. Io, per esempio, sono contrario per una serie di motivi, ma comunque avrei da un qualche punto di vista apprezzato se adesso avessero davvero deciso di costruire delle centrali nucleari in Italia. Cioè, proprio apprezzato no, però sarebbe stato fare qualcosa. Poi si può essere pro o contro... Che poi, non è che adesso abbiano deciso di non puntare sull'energia atomica per un qualche motivo; no, è tutto un gioco perverso che finisce sempre da dove era iniziato: i processi a Silvio Berlusconi. Cancellando il piano nucleare i referendum di giugno non raggiungeranno il quorum, e non verrà abolita la legge sul legittimo impedimento (oggetto di uno dei referendum).

Che poi, volete l'altro paradosso? Se dieci anni fa avessero introdotto una legge semplice semplice che vietava a Berlusconi di essere condannato in qualsiasi processo, magari oggi vivremmo in un Paese migliore.

domenica 28 novembre 2010

14 LUGLIO 1789: OGGI, NIENTE DI NUOVO

Arrivano finalmente le tanto attese rivelazioni di Wikileaks:
  • Berlusconi portavoce di Putin. Incapace e vanitoso, non dorme abbastanza a causa di festini selvaggi e frequentazioni femminili (se ci pensate è vero: ma quando dorme quell'uomo?).
  • Gli USA praticano lo spionaggio verso tutti gli uomini più potenti del mondo, incluso il capo delle Nazioni Unite.
  • Putin maschio dominante (alpha dog in inglese, bellissimo).
  • Investimenti personali di Berlusconi e Putin possono mettere in difficoltà i due Paesi.
  • L'Arabia Saudita chiede di bombardare l'Iran.
  • Gheddafi ha infermiere bionde e... generose.
Anche oggi, niente di nuovo.

Nel frattempo, tutti cercano di collegarsi a wikileaks.org ma è assolutamente impossibile riuscirci...

martedì 9 novembre 2010

OCCHIO PER OCCHIO: AMMAZZALO CON UN LIBRO!

Non è mia abitudine pubblicare video, ma quando ne vale la pena... Che bello vedere ogni tanto Benigni in televisione: vien proprio voglia di mettersi a ridere come bambini e di dimenticare tutto ciò che non va come dovrebbe.



"Quando un uomo con una pistola incontra un uomo con una penna, l'uomo con la pistola è un uomo morto. Perché la penna dà l'eternità."
(Che poi, in realtà, Benigni ha detto "quando un uomo con una pistola incontra un uomo con una biro...", ma la parola biro proprio non mi piace!)

lunedì 1 novembre 2010

ORA ILLEGALE

Ma quel giochetto di spostare l'ora indietro, non è che si può fare tutti i giorni?


Oggi Ruby, l'amichetta magrebina del nostro Premier, compie 18 anni: magari adesso ce la faranno vedere in faccia senza tutti quei pixel giganti... Ma soprattutto: chissà che cosa le ha regalato Silvio. Io mi immagino un cartoncino arancione con su scritto:

"Uscite gratis di prigione, se ci siete:
potete conservare questo cartoncino
sino al momento di servirvene (non si sa mai!)
oppure venderlo"


giovedì 9 settembre 2010

NON CAPISCO.

Non capisco Berlusconi. Ormai l'abbiamo capito tutti che ci tocca tornare a votare: perché fa finta di niente, fa finta che si andrà avanti, fa finta che verrà nominato a breve un nuovo ministro per lo sviluppo economico (manca da 128 giorni e 7 ore), fa finta che ci siano i numeri per andare avanti...?
O forse lo capisco, Berlusconi: non vuole prendersi la responsabilità formale di far cadere il suo stesso governo.

Non capisco Bossi. Che è 'sta fretta di andare a votare? Forse in qualche modo potrebbe ancora ottenere il suo federalismo prima che si tengano nuove elezioni: anche i Finiani potrebbero votarlo, in cambio di qualche altro favore politico...
O forse lo capisco, Bossi: del federalismo alla fine non gliene fotte un cazzo, e ha capito che ai suoi elettori può continuare a prometterlo per decenni che intanto quelli ci credono e lo votano felici. Perché di tutti questi stranieri qua non se ne può più. E neanche di questi italiani, aggiungo io.

Non capisco Bersani. Come si fa a cagarsi sotto e a cercare di allearsi con Fini e Casini? Dai ma per ogni voto che guadagni ne perdi due, non ci arrivi? E pure mi sembravi tanto un bravo ragazzone intelligente... Sarà quella vipera di D'Alema che ti ha messo in testa 'sta roba qua?
O forse lo capisco, Bersani: come noi anche lui ha capito che il PD è un partito che non esiste più, "sinistra" è un concetto di cui neanche ci si ricorda, e almeno ha l'onestà intellettuale di metterci una bella pietra sopra. Alla faccia di chi ancora ci credeva.

E poi non capisco Brunetta! Che se ne sta zitto zitto per qualche mese, fallito miseramente il tentativo di diventare sindaco di Venezia, e poi ricompare magicamente per dire non si sa bene quale assurdità.

Ma chi davvero non capisco è Fini. Che secondo me con questa strana estate ha scritto la parola fine sul suo curriculum da politico: dove pensa di andare? Creare una destra europea in un Paese che politicamente è ai confini con il terzo mondo (si vedano le ambigue alleanze con Reucci e Zarini vari) non mi sembra un'idea particolarmente brillante.

Se qualcuno ci capisce qualcosa, mi aiuti.

giovedì 2 settembre 2010

IL DECENNIO PERDUTO

A parte che dei governi Berlusconi non ho quasi mai apprezzato niente. A parte che, però, non mi sono mai surriscaldato troppo per varie leggi ad personam etc. E anche tutti quei piccoli (e grandi) attacchi alla legalità sotto varie forme (condoni, indulti, mancata lotta all'evasione, etc.) mi hanno infastidito solo fino a un certo punto.
Ciò che non mi è mai andato giù è che, in realtà, Berlusconi non ha mai fatto niente. E pur non facendo niente, si è sempre venduto alla grande: perfino nel momento più buio della crisi economica, quando tutti i governi del mondo preparavano manovre fiscali, il nostro governo non faceva niente, accumulava debito pubblico e otteneva pure ottimi risultati di gradimento. Peraltro non smetterò mai di ricordare che in Italia la crisi finanziaria non c'è stata: le banche stanno bene e sono solide. La crisi immobiliare non c'è stata: i prezzi delle case sono scesi solo in minima parte.
La crisi italiana viene da lontano, e la recessione globale non ha fatto altro che rendere più gravi e mettere meglio in luce problemi che comunque sarebbero emersi presto. Problemi che -sia chiaro- non sono mica tutti colpa di Berlusconi. Ma lui in questi 10 anni di potere quasi ininterrotto sostanzialmente non ha fatto niente di strutturale per il nostro Paese: c'è più meritocrazia oggi in Italia? è più facile fare l'imprenditore? ci sono meno tasse? la sanità o l'istruzione hanno punte di eccellenza prima sconosciute? i mercati sono più concorrenziali?
Berlusconi non è stato il nostro F.D. Roosvelt ma non è neanche stato il nostro Reagan. Un articolo del Sole 24 Ore di poche settimane fa si chiedeva: per quale grande riforma ricorderemo il decennio di Berlusconi?
Un articolo di FareFuturo (fondazione di Montezemolo) del 12 agosto invece sosteneva: "il fallimento della seconda repubblica è certificato dalle parole di Berlusconi, che dopo quasi 10 anni da Presidente del Consiglio si dichiara impossibilitato a governare per colpa delle istituzioni che non è stato capace di riformare. Questa legislatura, che si era aperta con grandi aspettative e che ha anche messo in cantiere alcune iniziative importanti, si sta chiudendo con un conflitto istituzionale (e tra schizzi di fango) senza precedenti."

Forse oggi c'è qualcun altro che la pensa come me, senza neanche il bisogno di andare a scavare tra vari Travaglio o Beppe Grillo...

giovedì 26 agosto 2010

ATOMI, POLITICA E CALCIOMERCATO

Politica spicciola, si intende.

Se Ibrahimovic va al Milan andiamo a votare, altrimenti no.

Che si può leggere anche al contrario: se andiamo a votare arriva Ibra, altrimenti no.
In realtà, poi, c'è anche un'altra variabile strettamente correlata con l'andare o meno alle elezioni: in teoria, a breve, il governo dovrebbe rendere pubblici i siti dove intenderebbe costruire le future (?) centrali nucleari. Scommetto un testicolo che se si vota nel giro di pochi mesi non verrà fuori neanche una località...

lunedì 19 luglio 2010

MILANO, COREA DEL NORD

Milano non è una città del mondo occidentale. Lo conferma oggi la nota del Presidente della Provincia (di Milano? di Pyongyang?) Podestà che conferisce un premio speciale in onore dei 150 anni della Provincia stessa al signor Silvio Berlusconi. Fin qua ci sarebbe poco da stupirsi, ma solo perché non avete letto la suddetta nota: eccola. Godetevela fino in fondo.

Con straordinaria lungimiranza e capacità ha reso Milano, la sua amata città, grande in Italia e nel mondo. Grazie alle sue eccezionali qualità umane e imprenditoriali ha realizzato opere e progetti di eccellenza per l’economia e la società del nostro territorio. La sua vita è un mirabile esempio di quella milanesità e di quell’operosità tipica della cultura ambrosiana, che vede nel lavoro lo strumento di valorizzazione dei talenti dell’uomo.

Silvio Berlusconi ha scelto di dare il proprio contributo mettendosi, con impegno e coraggio, a servizio del Popolo italiano perseguendo la sua missione di libertà. Personalità dallo straordinario carisma, è amato da tanti italiani perché uomo tra la gente e con la gente, della quale ha compreso i bisogni più profondi sapendo interpretarne le aspettative. Statista di rara capacità, conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi, che compongano una società solidale, fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita.

mercoledì 14 luglio 2010

SCONFIGGEREMO IL CANCRO?

Vi ricordate quel mirabolante comizio in cui Silvio Berlusconi, tra le tante altre promesse, si impegnò anche a sconfiggere il cancro (sic) nei prossimi tre anni di governo?
Se vi eravate persi questa perla, date un'occhiata a questo video.
Per quanto populistica, irrealistica, direi demenziale fosse questa promessa, dal punto di vista di questo strano personaggio -Berlusconi- forse un senso c'era: in quel periodo, infatti, i suoi figli stavano rastrellando in Borsa le azioni di una piccola società quotata, chiamata Molmed. Fininvest ne è oggi il primo azionista, e nel consiglio di amministrazione siede Luigi Berlusconi, il più piccolo dei rampolli di casa reale. Molmed si occupa appunto di ricercare farmaci antitumorali, con discrete possibilità di successo secondo molti analisti. Se qualche scoperta importante verrà fatta nei laboratori milanesi di Molmed, immagino che il nostro Presidente non esiterà a comunicarcela - e con tutta probabilità a prendersi meriti su cui ha già messo le mani.

domenica 11 luglio 2010

IL SILENZIO, I BAVAGLI E LE SPIE SOVIETICHE

Come avrete potuto notare, anche questo blog ha partecipato al silenzio proposto dall'ordine dei giornalisti per protestare contro la cosiddetta "legge bavaglio".

Palle. Eravamo in vacanza con poca voglia di connetterci e aggiornare il blog.

Tra l'altro, trovo privo di senso questo sciopero della stampa: non informare la gente per un giorno per protestare contro una legge che lede il diritto a essere informati. Mi tengo i miei dubbi. Fortunato chi non ne ha, di dubbi: come Berlusconi che bello sicuro di sè ha chiesto ai suoi "promotori della libertà" (che poi, chi cazzo sono questi promotori della libertà? a me ogni volta che sento questa espressione viene in mente solo il faccione di Fraschini...) di "togliere il bavaglio che la stampa di sinistra ha messo alla verità". E' dall'altro ieri sera che sto cercando di capire che cosa significhi tutto ciò.
Purtroppo mi mancano degli elementi per capire quanto ci sia di vero: ma hanno scioperato anche i TG Mediaset? Perché in provincia di Bolzano, Alto Adige - Germania, si vede solo la Rai. Anche con il magico digitale terrestre. E' stata proprio una giornalista Rai, però, che l'altro giorno ci ha regalato uno splendido lapsus-old-school: "spie sovietiche". Come se d'un tratto si fossero cancellati vent'anni di storia: mi sono sentito giovanissimo.

mercoledì 22 luglio 2009

SCONFORTO E INCREDULITà NELLA REDAZIONE DEL TG4

Berlusconi ha dichiarato: "Non sono un santo", dopo la pubblicazione di nuove registrazioni di conversazioni tra lui e la D'Addario sul sito dell'Espresso. Emilio Fede, temendo di veder in un attimo crollare tutte le sue certezze, ha subito puntualizzato: "Stava solo scherzando con i giornalisti".

domenica 29 marzo 2009

PANICO AL CONGRESSO DEL PDL


E' scattata l'ora legale.


martedì 24 marzo 2009

UOMINI DEL FARE

"Io e Obama siamo legati da un tratto comune: siamo entrambi uomini fare".
E mentre Obama promuove piani verdi, tassa del 90% i bonus dei manager delle aziende che hanno ricevuto aiuti statali, si muove per costruire un nuovo equilibrio geopolitico, il nostro Uomo Del Fare vara un decreto che permetterà di cementificare ulteriormente l'ex-Bel Paese, fa il buffone all'inaugurazione dell'alta velocità e propone agli italiani la nuova ricetta contro la crisi: lavorare di più!
Ma cosa vuol dire lavorare di più? Generalmente, lavorare vuol dire produrre. Produrre vuol dire ottenere qualcosa (un prodotto o un servizio) che poi bisogna vendere. Uno dei punti cruciali di questa crisi è il crollo dei consumi, in parole povere: nessuno riesce a vendere tutto quello che produce. E allora lavorare di più che cosa vuol dire?

Mi sforzo, ve l'assicuro, ma non lo capisco! Qualcuno mi aiuti a capire...

sabato 14 marzo 2009

ITALIANI DISFATTISTI

Se c'è una cosa che al nostro Presidente del Consiglio proprio non va giù, è che gli italiani consumano sempre meno. Perché con tutto il bendidio a disposizione, i cittadini non consumano più?
Per Berlusconi, il problema è il consumatore. Disfattista, svogliato, pessimista e talvolta comunista, il consumatore è chiaramente l'anello debole di un sistema altrimenti perfetto, secondo le più approfondite analisi dei tecnici governativi.
La questione più grave - e il nostro Premier non si stanca mai di ripetersi- è proprio il pessimismo diffuso: uno che già è povero, come fa a non capire che il proprio umore torvo non fa altro che peggiorare la situazione?! A questo proposito, si pensa di organizzare uno speciale corso psicoterapeutico che aiuti i cittadini a tenere un comportamento razionale: spendere tutto il proprio stipendio nei primi due giorni del mese e fare la fame, a riscaldamento spento, per i restanti 28 giorni.
Infatti, una delle poche cose che il nostro Premier ci ha spiegato chiaramente, è che la crisi non ci ha reso né ci renderà più poveri. Se siamo in questa situazione (che peraltro è ben lungi dall'essere tragica!) la colpa è: dei consumatori disfattisti, di cui già si è detto sopra; di Confindustria, istituzione sovversiva costituita da centinaia di corvacci malauguranti; della stampa che non fa che diffondere notizie tragiche, quando Studio Aperto ci mostra ogni giorno cos'è il vero giornalismo, fatto di gatti salvati dai tombini e cuccioli di cani tristemente portati nei canili.