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mercoledì 6 luglio 2011

Foto profilo

Stavo facendo una (profonda) riflessione sulle foto che le persone usano come foto profilo su Facebook. C'è qualcuno che ha un album "foto profilo" con 578 foto, questo vuol dire che ogni due giorni la cambiano; qualcuno, al contrario, ne ha tre o quattro che fa girare una volta ogni 6 mesi. Poi ci sono quelle dei liceali che sono piene di frasi di canzoni e cuoricini qua e là. Poi ci sono quelli che hanno una certa popolarità, quei personaggi un po' famosi, che in realtà di famoso non hanno niente ma sono quel tipo di persona che tutti, in città e non, sanno chi è; questi personaggi popolari possono mettere qualsiasi foto, che rappresenti qualsiasi cosa e, nel giro di 5 minuti, hanno 35 like. Poi ci sono le fighe, o meglio quelle che nel corso della loro storia si sono guadagnate il titolo di fighe, che mettono foto in cui si intravedono pezzi di sedere o di tette e ricevono decine di commenti da uomini che si complimentano e fanno faccine che strizzano l'occhio. No, lei non ve la darà. Poi ci sono quelli e quelle brutti che usano come immagine del profilo il loro animale domestico, oppure un primo piano di un loro occhio e, in quest'ultimo caso, ricevono complimenti da due o tre amici stretti che le, o gli, dicono di essere fantastica. Ora, facciamoci una domanda: esiste un occhio che, se fotografato in primo piano, è brutto? E' davvero dura. Poi c'è la categoria di quelli che si fanno fare apposta foto "incredibili" da postare su Facebook, quelli che usano la foto della sbronza della sera prima e che sembrano dirti "io posso", quelle che si fanno fotografare con l'amica e scrivono "sei la mia vita", quelli che... quelli che...
Poi ci sono quelli che mettono foto di gruppo, quelli che mettono scritte, quelli che mettono foto di altri, o che mettono cose a caso. E poi ci sono quelli che mettono un po' di tutto, che mettono anche foto carine. Insomma è tutto fatto per mettersi un po' in mostra, per dimostrare agli altri che la nostra vita  non è noiosa ma che anche noi facciamo un po' di tutto e ce la spassiamo. Infondo Facebook serve a questo no? Sì, per restare in contatto con qualche amico ma, fondamentalmente, per metterci in mostra.

domenica 15 maggio 2011

Abbandonare Facebook - terza puntata (sorpresa!)

Ho iniziato a scrivere la mia tesi all'incirca il 25 marzo. Intorno a metà aprile ho iniziato a portare ciò che avevo scritto al mio relatore: gli porto prima una trentina di pagine, poi gliene porto un'altra trentina, poi ancora gli porto una versione aggiornata corretta e ampliata di tutto il lavoro fatto fino a quel momento... Piccolo problema, nessun feedback: lui non inizia mai a leggere ciò che gli porto e la mia voglia di andare avanti diminuisce giorno dopo giorno. Fino a venerdì, quando finalmente - per mezzo di una email tremendamente ansiogena spedita alle 7.56 del mattino e scritta interamente in maiuscolo - il prof mi convoca a ricevimento: HO BISOGNO DI PARLARLE AL PIU' PRESTO. Dato il periodo già denso di tensioni varie, la prima idea è quella di evitare le scale e scendere dal secondo piano direttamente dalla finestra, di testa, cercando di mirare con le tempie lo spigolo del marciapiede sottostante. Scartata (a fatica) questa prima ipotesi, alle 11 mi apposto fuori dall'aula dove il prof in questione sta facendo lezione: mentre sto arrivando, lui esce con altri due colleghi e si dirige verso il bar. Io, rilassato come il filo di una calza a rete di Platinette, scompaio dietro a una colonna e aspetto che si beva tutti i caffè del mondo. Dieci minuti dopo, salgo nel suo ufficio e con infinita gioia, sorpresa e incredulità scopro che la mia tesi (o quel che ho fatto fin'ora, almeno) gli va bene, e tra ciò di cui mi doveva parlare c'erano solo cose positive. 
Alt. Però che cazzo c'entra questo con il titolo del post? Beh ecco la morale è che rincuorato dal feedback positivo, mi sono rimesso a scrivere la tesi, e quindi per migliorare (in modo comunque impercettibile) le mie capacità di concentrazione mi sono cancellato nuovamente da Facebook. 
Se non che, a un certo punto, mi sono reso conto che invece mi sarebbe potuto essere utile, proprio Facebook, proprio per la mia tesi, per contattare una persona di cui non ho né la mail né il numero di telefono. Allora decido di riattivare l'account (è sufficiente rifare il normalissimo login) e mi trovo davanti a una paginata imprevista e imprevedibile:

Reactivation

You'll have to wait 16 hours and 42 minutes to reactivate. We'll send you an email letting you know when your wait time is over.


Oh cazzo. E adesso sono sette ore che continuo a schiacciare Okay nella speranza che così il tempo passi più velocemente.

P.s.: devo ancora trovare la forza di andare a mettere una qualche x su quella scheda là...

[qui c'è la prima puntata]

lunedì 11 aprile 2011

Abbandonare Facebook - seconda puntata

[qua c'è la prima puntata]
Una volta privato di Facebook, i modi per perdere tempo si riducono. Purtroppo, però, trovarne di nuove è passatempo stimolante e divertente. Qua sotto qualche suggerimento in ordine sparso:
- aggiornare continuamente un qualsiasi sito di informazioni (oh, oggi non sta succedendo proprio un cazzo...)
- controllare ogni due/tre minuti la posta, senza niente di particolare da aspettare
- leggere Topolino
- riordinare il desktop
- cambiare le impostazioni di risparmio energetico del proprio laptop
- cercare su yahoo answers risposte al dubbio se sia meglio tenere lo schermo con l'illuminazione alta o bassa
- controllare istericamente le statistiche del proprio blog, lamentandosi del fatto che oggi non lo visita nessuno
- uscire a bere una birra con amici che non vedevi da anni
- cancellare messaggi mai letti dalla casella mail dell'università
- giocare a pinball.
- scrivere post demenziali sul proprio blog.

Con questa posso smettere e riaprire il file word della mia tesi. 
Per riniziare a fissarlo intensamente, convinto che possa -prima o poi- servire a qualcosa.

Abbandonare Facebook

Mi sono cancellato da Facebook. 
In realtà, penso che la cosa sia provvisoria, ma nel frattempo la cancellazione è stata senza dubbio salutare: perdo un po' meno tempo di prima. Sto tentando di scrivere la tesi e qualsiasi fonte di distrazione riesce immediatamente a distogliere la mia attenzione da ciò che dovrei fare. 
Ma tornando all'argomento principale: voi ci avete mai provato? Avete notato quanto sia patetica la pagina che ti si presenta quando provi a disattivare l'account? Sei davvero sicuro? E perché lo fai? 
E poi una serie di foto con sotto scritto Maddy will miss you, Maria Giuseppina will miss you, Pippo Franco will miss you, etc. No vabe' dai, gli darò un colpo di telefono se proprio non riusciranno a sopportare la mia assenza da Facebook: ma penso che riusciranno a farsene una ragione. 
Che poi alla domanda "perché vuoi disattivare l'account" sei lì lì, non sai cosa rispondere: sei tentato di dire che Facebook non lo usi mai, quindi tanto vale cancellarsi. Oppure che ricevi troppe email di notifica, ma allora hai la paura di essere reindirizzato nella pagina delle impostazioni con le istruzioni per ricevere meno email.
Alla fine non riesci a non dire la verità: lo usi troppo. 
E ti cancelli.

[qua c'è la seconda puntata]

martedì 14 dicembre 2010

QUEL CHE E' GIUSTO E' GIUSTO

Dopo aver visto il film The Social Network, nella mia mente era rimasta l'immagine di questo ragazzino nerd di ventiequalcosa anni, odioso, stronzetto e un po' egoista. Uno che non si fa scrupoli a fottere il proprio migliore (unico?) amico per sacrificarlo sull'altare del dio-dollaro. Uno a cui luccicano gli occhi quando sente la parola billion
Beh forse non finisce lì la storia di questo tale Mark Zuckerberg. 
Avete presente due signori che si chiamano Bill Gates e Warren Buffett? I due uomini più ricchi del pianeta, per capirci (da queste parti se n'è già parlato, e se volete potete scoprire qualcosa di più qua e ). Ecco questi due signori hanno fondato da qualche tempo un'associazione chiamata the giving pledge, che impegna i propri soci a dare in beneficenza almeno la metà dei loro averi. Pensateci un attimo: non è mica poco. Se avete un conto in banca di duemila euro, equivale a lasciare una mancia di mille euro al filippino che vi lava il vetro al semaforo. Per dire.
E in realtà, Warren Buffett, forse per dare il buon esempio, sta gradualmente dando in beneficenza addirittura il 99% del suo immenso patrimonio. Una cifra che non sto neanche a scrivere perché va al di là dell'ordine di grandezza che uno può immaginare.

A questo punto vi starete chiedendo che cosa c'entrino in questa storia Facebook e il suo creatore. La risposta è che anche Mark Zucketc ha aderito a questa associazione e si è già impegnato a devolvere in beneficenza la somma colossale di quattro miliardi di dollari. 
Quel che è giusto è giusto: forse questo ragazzo non è solo un arrogante e odioso nerd che ha avuto successo per una serie di botte di culo. 

Se volete vedere la lista di tutti i miliardari americani che hanno aderito a the giving pledge cliccate qua.

sabato 11 dicembre 2010

"Bimbaminkia" universitaria

Quando decido di studiare passo più tempo in camera mia e, dato che la maggior parte delle cose che mi servono sono sul computer, davanti al pc. Ovviamente quando sei lì, costretto ad avere davanti lo schermo, ogni tanto ti concedi una distrazione e, quando finisci una slide, decidi che ti meriti un quarto d'ora di pausa Facebook. Non essendoci nulla di particolarmente interessante da fare finisci sempre a guardare foto di qua e di là, spesso di persone che nemmeno conosci bene. In questi giorni di inizio studio le foto che per lo più ho guardato sono quelle di ragazzine, diciamo tra i 14 e i 18 anni. Guardo le loro foto e penso che forse io alla loro età non ero così, che le cose sono cambiate e che non ci sono più le mezze stagioni. A parte questi pensieri anziani guardo le loro foto e le vedo sorridenti, spensierate, felici. Ecco, guardando le loro foto mi viene un po' voglia di tornare indietro di gustarmi meglio quegli attimi. D'altra parte 16 anni si hanno una volta sola; anche 20 anni si hanno una volta sola, ok, ma è già un pochino tardi. Un pochino tardi per fare certe cose e non essere considerata un' immatura. Ammetto che molte delle foto che guardo sono un po' da "bimbaminkia".
Forse ho semplicemente voglia di essere un po' "bimbaminkia" anch'io.
In fondo mica fanno male a nessuno.

domenica 21 novembre 2010

TANTO FACEBOOK IN AMERICA NON LO USA PIU' NESSUNO


Un sacco di volte ho sentito 'sta roba che Facebook lo usano tanto in Italia, ma negli Stati Uniti... E io ci credevo, no? Perché non ne sapevo niente, io, di quanto fosse usato Facebook all'estero.
E invece un quarto del traffico americano è dato da Facebook: cioè, in altre parole, ogni 4 pagine visitate da tutti gli utenti di internet degli Stati Uniti, una è una pagina del famoso Social Network del nostro amico Mark Zuckerberg.
Centocinquantunmilionietrecentomila utenti unici ogni mese.
Pazzesco. Per tutti quelli che tanto Facebook non lo usa più nessuno.

Fonte: qui.

domenica 14 novembre 2010

THE SOCIAL NETWORK

Ieri abbiamo fatto questo piccolo investimento di 8 euro (a testa) per andare a vedere il film sulla nascita di Facebook: The Social Network.
Il film in sè è bello: d'altronde, il regista è David Fincher, quello di Fight Club e di Seven, per intenderci. E' bello nel senso che è fatto bene, che ti tiene sveglio anche al secondo spettacolo dopo trenta infiniti minuti di pubblicità, che il ritmo è piuttosto incalzante. Inoltre, se l'obiettivo era trasmettere una sensazione di odio e insofferenza verso il fondatore di Facebook, Fincher riesce perfettamente nel suo intento.
Tutto ciò, malgrado il fatto che la storia sia assolutamente priva di interesse: una volta che sai, come si sente dire già da un paio d'anni, che il buon Mark Zuckerberg avrebbe rubato l'idea a dei suoi compagni di Harvard, non c'è da aspettarsi nessun'altra sorpresa o rivelazione eccezionale.
Che poi, io non capisco bene quale sarebbe di preciso l'idea rubata: quella di creare un social network? Mi pare ne esistessero già a dozzine anche nel 2004. L'esclusività? Facebook era riservato agli studenti di Harvard solo nelle primissime settimane, e di sicuro non è stata questa la trovata geniale.

In ogni caso, sulla strada del ritorno, in macchina eravamo io, Maddy, Salvo e Loris, e abbiamo passato trenta minuti buoni a discutere se Facebook sarà o no qualcosa che durerà per sempre. Io non lo so proprio. Ho l'impressione che sia diventato un successo planetario un po' per caso, un po' per una serie di colpi di fortuna, e quindi forse da un momento all'altro potrebbe nascere qualcos'altro che a sua volta prenderà il suo posto.
Non la pensano così nella Silicon Valley o giù di lì, dato che Facebook è già valutato 30/40 miliardi di dollari, esprimendo così implicitamente la convinzione che non solo durerà nel futuro, ma crescerà ancora di più.
Secondo voi?

martedì 2 novembre 2010

FACEBOOK, O LA CURIOSITA'

Non ho mai avuto nessun interesse nel guardare le fotografie degli altri. Provo la massima soddisfazione quando qualcuno inizia a farmi vedere delle foto, poi forse realizza che non sono interessato, o forse realizza che non c'è niente di straordinario da vedere, e allora lascia stare e dice "e poi sono tutte uguali". O qualcosa di simile.
La Maddy spesso (troppo spesso) cerca di mostrarmi foto orrende di quando non stavamo insieme, spesso foto scattate con le prime macchine fotografiche digitali, la cui qualità era pessima, o ancora peggio con macchinette usa-e-getta. Io non nascondo la mia scarsa voglia, ma lei non si arrende: se decide che devo vedere le foto della Turchia, va a cercare il suo album e me le mostra. Anche se le ho già viste e dimenticate tutte quattro o cinque volte.
Invece, pare che sia pieno di persone che non vedono l'ora di guardare le foto altrui: pare quasi, pare, che Facebook serva soprattutto a queste persone. Che proprio non riesco a capire. Già la vita è piena di occasioni in cui qualcuno cerca entusiasta di mostrarti le foto del suo ultimo viaggio, del suo gatto, del coniglio, del matrimonio della cugina, della cena di classe, etc. Per di più, quando potresti startene tranquillo per i fatti tuoi, tu che cosa fai?! Vai di tua spontanea volontà a farti i noiosi affari di qualcun altro. Non ti capisco.

giovedì 16 settembre 2010

PERDERE TEMPO.

A volte ti accorgi di sprecare davvero troppo tempo guardando senza scopo la pagina principale di Facebook, al limite continuando ad aggiornarla per vedere se qualcuno pubblica dei link interessanti. A quel punto c'è solo una cosa da fare.

Staccare la spina del modem e tornare, come una volta, a perdere tempo con il solitario o con il buon vecchio campo minato.

martedì 10 agosto 2010

BACK TO PAVIA

Torni a Pavia e, contro ogni aspettativa, si sta bene. Non c'è quel caldo insopportabile di 15 giorni fa. Non c'è quell'umidità che per respirare ti vien da cercare un boccaglio. Non c'è casino, ma non c'è neanche il deserto.

Torni e trovi 200 email nella casella, tutte le inutili notifiche di Facebook, richieste di amicizia dalla solita gente che non hai mai visto. Qualche email in realtà è interessante, dato che stai in qualche modo cercando di trovare un posto dove andare a fare uno stage l'anno prossimo: Londra, per esempio. O da quelle parti. Qua si spera, anche se cercare lavoro a Londra sembra essere diventato peggio che cercare un cervello nella casa del Grande Fratello. E in effetti qualche speranza c'è, anche se per scaramanzia sto zitto.

La morale di tutto ciò è che siamo tornati dalla vacanze. Non si sa bene per quanto e se e dove e come e quando e perché ripartiremo. Ma nel frattempo eccoci a scrivere in questo noioso ma non insopportabile agosto pavese, a cui ormai mi sono quasi affezionato.

mercoledì 28 luglio 2010

Non è facile come sembra

Già, tenere un blog non è poi così facile come sembra. Sono 5 giorni che ho in mano solo io la gestione del tutto e mi sono resa conto che in due è molto più semplice (forse come tutto nella vita)! Sarà che la maggior parte delle persone è in vacanza... non so. Di solito noi mettiamo il link sulle nostre pagine di facebook ed effettivamente, guardando le statistiche, la maggior parte delle persone ci arriva da lì; in questi giorni non c'è Ale e quindi nessuno mette il link sulla sua pagina di facebook... considerando che lui ha molti più amici e soprattutto molte più fans di me, la sua assenza è un problema! Forse è anche perché lui scrive molto di politica e di attualità...non lo so! Vabè, io non mi demoralizzo. Mi piace il nostro blog e ne sono soddisfatta. Voi però aiutatemi a non demoralizzarmi.

domenica 4 luglio 2010

BATTUTO DA UNA MACCHINA

Dev'essersi sentito più o meno come mi sono sentito io oggi quel campione di scacchi russo che, ormai qualche anno fa, venne sconfitto da un computer, programmato per forza di cose da qualcuno che di scacchi ne sapeva meno di lui.
Ma andiamo con ordine.
Qualcuno già saprà della mia difficoltà a riconoscere i volti delle persone: spessissimo mi capita di essere salutato per strada da persone che a me sembra di non aver mai visto prima. Non solo: se vedo la foto di qualcuno, e poi incontro effettivamente quella persona, il mio cervello non è in grado di rendersi conto che quelle due immagini (la foto e la persona reale) siano in realtà una cosa sola.
Oggi apro non so più quale sito di informazione e mi ritrovo un link al blog di Facebook, di cui neanche conoscevo l'esistenza: ora Facebook riconosce la facce. Mi spiego meglio: al fine di migliorare e semplificare il processo di TAG alle foto, Facebook sta sviluppando un software in grado di riconoscere le facce delle persone presenti nelle foto.

Non sarà difficile immaginare la mia frustrazione. Battuto, anzi umiliato da un software, probabilmente neanche troppo sofisticato.

domenica 12 aprile 2009

CHE PERIODACCIO

Non è che non ho più voglia di scrivere. E' che mi impongo di non toccare il pc: ogni volta che lo faccio tra aprire Msn e iniziare subito qualche conversazione non desiderata e aprire Facebook ed essere moralmente obbligato a fare almeno una partita a Word Challenge... Ecco, avrete capito che, avendo tre esami nelle prossime due settimane è meglio evitare! Anche perché, questi 3 esami sono gli ultimi: o meglio, oltre a loro ce n'è anche un altro, ma quello è davvero irrilevante. Adesso mi tocca Diritto antitrust, Storia economica ed Econometria, che anche solo a scriverne il nome mi vengono i brividi. Sto studiando, sì, ma non tanto. Abbastanza, spero. Le mie ricerche per la tesi sono state momentaneamente abbandonate, e di fatto riprenderanno a maggio.
Che cos'altro succede nella mia vita? Poco. Sto uscendo pochissimo, vedo appena riesco la mia bella, e sto dedicando un po' di tempo anche ai miei genitori. Mio padre, quasi ufficialmente in pensione, ha preso alcune decisioni fondamentali tipo: buttare via mezza tonnellata (giuro, non è un esagerazione) di documenti accumulati durante la sua carriera; comprare una casa; dimagrire.
Ovviamente in tutto ciò io sono, un po' volentieri e un po' no, coinvolto. Perlomeno, l'ultima delle sue decisioni -dimagrire- mi "obbliga" tutti i giorni ad accompagnarlo in palestra, il che sta avendo dei risvolti decenti sul mio fisico e soprattutto sul mio peso corporeo, che per la prima volta dopo un annetto e mezzo è finalmente tornato a superare gli 80 kg.
Per il resto un minimo di vita sociale mi è garantita dalla compagnia dei miei fedeli (?) compagni di studio e dagli allenamenti di basket. Ecco, del lato sportivo dovrò riparlare prima o poi, perché mio fratello e altri nostri amici stanno cercando di coinvolgermi nel loro tentativo di conquistare un posto per le Olimpiadi. Disciplina: Dragon Boat. Basta guardare il link della federazione italiana per rendersi conto della serietà della cosa.

Ah, buona Pasqua, nè, anche se gli auguri a Pasqua non è che li capisca molto...

martedì 7 aprile 2009

Stop per un po'

Con un mondo tecnologico qualche click più in là io vado a letto. Msn pullula di gente connessa, tutti parlano con tutti, qualcuno non ha nulla da dirsi in realtà, altri invece si scambiano messaggi "privati", altri ancora stanno facendo delle conversazioni che forse è meglio che tengano nascoste. Anche su facebook è così: sono tutti li, a mettersi in bella mostra, a mettere foto ridicole e frasi che facciano colpo sulle ragazze o sui ragazzi. Il computer di ognuno nasconde qualcosa.
Io a volte sono un po' stufa di tutto questo. Ora è uno di quei momenti in cui sono esausta. Vedo cose che non vorrei vedere e allora è meglio spegnere tutto e andare a dormire.
"Buonanotte a chi ancora non ho incontrato, buonanotte pure a lei."

martedì 17 marzo 2009

FACEBOOK E I SEI GRADI DI SEPARAZIONE

Avete presente la teoria dei sei gradi di separazione? L'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari? Del tipo che attraverso 6 amicizie si può arrivare da me a Bin Laden, o Ronaldo, o al nipote di Yuri Gagarin? Non ne avete mai sentito parlare?
Be', se pensate che sia una grossa puttanata date un'occhiata ai vostri amici su facebook. Mettiamo che ne abbiate 300, ed è una stima neanche tanto esagerata. Ecco, diciamo che in media ognuno dei vostri 300 amici ne abbia altrettanti. Questo vuol dire, in linea di massima, che ognuno potrà presentarvi almeno 200 persone che non conoscete. Ognuna di queste nuove 200 persone potrà a sua volta presentarvi i suoi 200 amici "esclusivi" e così via.

200x200=40000.

Ripetete il gioco un po' di volte, e troverete che non è affatto difficile arrivare a coprire più o meno tutto il mondo. E questo è un bene o un male? Boh, forse è un po' inquietante pensare che potremmo trovarci a due o tre gradi di separazione da Schifani o da Vladimir Luxuria, no?