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martedì 5 ottobre 2010

Dopo le vacanze

Ogni volta che torno da una vacanza ci sono dei pezzi di questa che un po' rimangono con me e che mi fanno sentire ancora bene qualche giorno. La sabbia che resta sul fondo della valigia e della borsa, il sale tra i capelli, le scarpe sporche della terra di un paese straniero, la bustina di te che hai rubato in albergo, un disegno su una mano o una stupida canzoncina che canticchi. Queste cose mi piacciono. Quando svuoto la valigia e sul fondo trovo della sabbia sorrido e penso che solo poche ore prima ero lontana da questa piovosa città. Il sale tra i capelli lo si ha solo quando si va al mare quindi essere in città e avere ancora la salsedine addosso mi dà un senso di leggerezza. Per non parlare delle scarpe. Ci sono due paia di mie scarpe che chiamo "le scarpe da viaggio". Sono delle Nike colorate e quando le guardo penso, un po' emozionata, a tutte le strade nel mondo che hanno percorso, ai chilometri di asfalto che hanno calpestato. Parigi, Londra, New York, Miami, Maldive, Tunisia, Italia, Russia, Danimarca, Lettonia, Grecia, Croazia, Turchia, Caraibi e molti altri ancora. In tutti questi posti la suola delle mie scarpe ha lasciato delle impronte e un po' di me. Queste scarpe non le butterò mai, sono un pezzo della mia storia e mi hanno aiutato ad andare avanti.
Ogni paese che visito mi lascia qualcosa. A volte penso che, nelle vita, l'unica cosa che vorrei fare sia viaggiare, vedere ogni posto, sentirne gli odori, vederne i colori, conoscerne la storia e respirane l'aria.

giovedì 19 agosto 2010

Educazione ad alta quota

Tornati mezz'ora fa dalla montagna, abbiamo provato a connetterci in ogni modo ma non ce l'abbiamo fatta... ora eccoci qua di nuovo.
Abbiamo passato questa settima in montagna, a casa mia, in Val d'Ega, una piccola valle piuttosto sconosciuta poco sopra Bolzano dove, come vi abbiamo già raccontato, si parla più il tedesco che l'italiano. Il tempo è stato decisamente bruttino, pioggia e nuvole tranne ieri e ovviamente oggi! Abbiamo fatto qualche passeggiata tutti i giorni e martedì siamo andati sul Corno Bianco. Quello che vi voglio raccontare non è la mia vacanza giorno per giorno ma l'educazione diversa che hanno le persone quando si trovano lungo una strada di montagna. Nella vita di tutti i giorni nessuno saluta nessuno; anche se ci troviamo in una strada deserta e incrociamo un'altra persona non la salutiamo, non la salutiamo perché siamo abituati così, perché non salutare uno sconosciuto è la cosa più naturale del mondo. In montagna invece tutti diventano magicamente gentili ed educati. In montagna tutti salutano tutti. In montagna tutti sorridono e, anche se sono due ore che camminano in salita e non hanno più fiato nel polmoni, "buongiorno" te lo dicono. In montagna ti trovi a chiaccherare da un momento all'altro con persone mai viste prima. In città questo non succede, in spiaggia questo non succede. Questo non succede da nessun'altra parte. Forse in barca esiste un rituale simile ma comunque due barche in mezzo al mare non saranno mai così vicine da potersi scambiare delle idee. Sarà il fatto che si è in vacanza, sarà la natura, sarà l'aria più fresca, saranno le mucche... non so. So invece che quando sono in montagna ho più fiducia nelle persone.

martedì 10 agosto 2010

BACK TO PAVIA

Torni a Pavia e, contro ogni aspettativa, si sta bene. Non c'è quel caldo insopportabile di 15 giorni fa. Non c'è quell'umidità che per respirare ti vien da cercare un boccaglio. Non c'è casino, ma non c'è neanche il deserto.

Torni e trovi 200 email nella casella, tutte le inutili notifiche di Facebook, richieste di amicizia dalla solita gente che non hai mai visto. Qualche email in realtà è interessante, dato che stai in qualche modo cercando di trovare un posto dove andare a fare uno stage l'anno prossimo: Londra, per esempio. O da quelle parti. Qua si spera, anche se cercare lavoro a Londra sembra essere diventato peggio che cercare un cervello nella casa del Grande Fratello. E in effetti qualche speranza c'è, anche se per scaramanzia sto zitto.

La morale di tutto ciò è che siamo tornati dalla vacanze. Non si sa bene per quanto e se e dove e come e quando e perché ripartiremo. Ma nel frattempo eccoci a scrivere in questo noioso ma non insopportabile agosto pavese, a cui ormai mi sono quasi affezionato.

giovedì 29 luglio 2010

La valigia vuota

Fuori piove, sarà un mese che a Pavia non piove. L'odore della pioggia in estate è inebriante, mi piace. Sul pavimento di camera mia c'è una valigia aperta, completamente vuota. Ogni volta che si parte si pensa di riuscire a portare via poca roba, di poter stare leggeri. Non è quasi mai così: la valigia arriva sempre a essere piena, strapiena. 5 minuti prima della partenza ti viene in mente che hai dimenticato questo e quest'altro e così la riempi. La mia valigia invece oggi è ancora vuota. In teoria domani parto per la Sardegna, Stintino. Non ci sono mai stata, dicono essere un bel posto. Per questa vacanza ho deciso di usare la valigia piccola, quella da week-end. Non ho voglia di portare tante cose, voglio stare leggera, forse perché mi sento già abbastanza pesante e carica io. La prima cosa che infilerò nella mia valigia saranno i vestiti che mi ha lasciato Ale. Lui è partito settimana scorsa e per non essere troppo carico ha lasciato a me un po' di cose da portargli. Poi ci metterò i farmaci, mille farmaci. Mia mamma prima di qualsiasi partenza mi dà una busta piena di medicine, un po' per qualsiasi cosa, febbre, cistite, diarrea, allergie...
Dopo lascerò la valigia ancora lì, vuota per metà. La userà il mio gatto per dormirci. Poi mi fermerò a riflettere e deciderò cosa fare di me. Devo decidere quanto carico inserire nella mia valigia e quanto lasciarmi addosso. Più la valigia sarà piena e pesante più sarò leggera io quindi le cose andranno bene. Ora la mia valigia è ancora leggerissima, vuota.

giovedì 15 luglio 2010

LETTURE PER L'ESTATE (2)

Il post sui libri dell'estate è uno di quegli elementi immancabili in un blog, tipo il servizio sull'afa nelle città al TG o la dichiarazione dei dirigenti juventini che Del Piero è il miglior acquisto dell'anno (non si sono accorti che gioca lì da 18 anni?).
Anche io negli ultimi giorni mi sono posto il problema di che cosa leggere in vacanza: ho provato a risolvere il problema girando senza meta in un paio di librerie ma non ho ottenuto nessun risultato. Ho anche provato a guardare i libri in vendita all'Esselunga, che è un po' tipo i Duty free degli aereoporti: ti mettono lì il libro che non ti fa sfigurare sotto l'ombrellone.
Infatti, se negli ultimi anni è un po' decaduta la moda del tormentone musicale, essa in qualche modo è stata sostituita dal suo equivalente letterario: e allora c'è stata l'estate di quel romanzo di Faletti, con la copertina riflettente e fastidiosa (blu metallizzato, forse?), poi o appena prima (chi se lo ricorda!) c'era Il codice Da Vinci, e poi L'eleganza del riccio, e forse l'anno scorso La solitudine dei numeri primi e di sicuro c'è stato anche qualcos'altro che adesso mi sfugge.
Generalmente ho sempre una certa avversione verso questo genere di libri, ma è anche successo che per caso trovassi su una spiaggia delle Maldive uno dei libri di cui sopra, e in quei casi cosa fai?
La mia fidanzata si porta a casa tutti i gatti abbandonati e randagi che trova in giro. Io mi porto a casa i libri randagi.
Quest'estate, invece, ero decisissimo a non perdermi il libro-che-tutti-leggono, ma non ho ancora capito quale sarà!

Meglio non saperlo? Altri consigli?

martedì 15 settembre 2009

Toccata e fuga

Dopo quasi due mesi eccomi di nuovo, appena tornata da 20 giorni in Sicilia e in partenza per la Spagna e per il Portogallo.
Ale ha deciso che non usa più il computer per una forma di protesta, probabilmente nei confronti della sua morosa, quindi non comparirà per un po'. Io non ci credo molto e credo che nel giro di 24 ore sarà di nuovo super disponibile su facebook, msn e blog vari.
Io non ho ancora deciso dove iscrivermi all'università ma non ho fretta.
Leggo, dormo, mangio e sto bene.
Il problema si presenterà quando tra 15 giorni rinizierà tutta la solita routine, dove non si sa.
Il mio micio Giorgio è stato affidato per 10 giorni a mio papà e quando l'ho lasciato da lui, circa mezz'ora fa, era completamente terrorizzato.
Io chiudo il computer e la valigia, aspetto il principe azzurro e vado a letto.
Al mio prossimo rientro.

martedì 16 giugno 2009

Estate, tesi, vacanze!

Buongiorno a tutti! finalmente l'estate e il caldo! 35 gradi all'ombra e un bel cielo azzurro...olè!
Sono quasi in vacanza... domani scopro se la mia tesi va bene, e allora sono in vacanza, o se fa schifo, e allora non sono in vacanza. Oggi il mio prof preferito è tornato dal mare apposta x registrare il voto di un mio seminario da un credito, mentre scriveva sul libretto bisbigliava, nemmeno tanto piano, "disgraziata, siete tutti dei disgraziati qua"... Lasciamo stare come mi sono sentita ma pazienza! Se non mi registrava questo voto la mia laurea di luglio veniva tragicamente spostata ad ottobre... non se ne parlava nemmeno!
Sono sicura che un giorno prima della laurea mi accorgerò di aver dimenticato qualcos'altro di importantissimo... e si, sono fatta così... senza ansia e tensione non riesco a fare nulla!
E ora, o meglio domani, si inizia a pensare alle cose serie tipo vacanze e feste...
Ora vado a godermi un po' il caldo ;)