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giovedì 16 giugno 2011

Jump Up!

Non succede spesso che a Pavia organizzino qualcosa di carino ma, quando lo fanno, se si impegnano un pochino, ottengono degli ottimi risultati. Lunedì scorso, il 13 Giugno, qui a Pavia c'è stato il Jump Up Festival. Vi chiederete che cos'è... era un festival in cui, appunto, si saltava un sacco.
C'erano dj di una certa fama nazionale e internazionale di cui, ammetto, prima di questo evento non avevo (quasi) mai sentito parlare e di sicuro mai sentito cantare o suonare. Pavia ha infatti ospitato: Marracash, Macrobiotics, Crookers e Steve Aoki, il tutto all'interno del Castello Visconteo: una figata. E' bello ballare fino allo sfinimento sotto delle casse enormi, sotto delle luci blu e fucsia, alzare la testa e vedere il castello. E' un bel mix che, anche se non sei un gran appassionato di questo genere musicale, ti incanta, rende tutto un pochino magico. 
Io mi sono divertita moltissimo. Ok. Il nostro amico sindaco potrebbe sistemare le strade ed evitare che gente a caso tipo me si trovi la notte della vigilia di Natale con un ruota fuori uso invece di organizzare mega eventi. Amen, prendiamo quello che c'è di buono e facciamo festa finché possiamo. Anzi, saltiamo fino a quando abbiamo fiato.
Qui ci sono alcune foto che a causa di alcol, sudore, grida e spintoni non sono un granché, ma rendono abbastanza l'idea.







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sabato 14 maggio 2011

Il mio voto è in vendita.

Domani e dopodomani si vota, come più o meno succede ogni otto/nove mesi in questo Paese.
La disaffezione è tale che il mio voto è in vendita al miglior offerente. I candidati dei diversi schieramenti possono proporre le loro offerte attraverso commenti, email (pane-rose@hotmail.it), telefono o donazione diretta su conto corrente bancario (IBAN: IT73K0504811302000000045736). 
Le offerte dei candidati del PD, partito che ho votato alle ultime elezioni, verranno corrette al rialzo al fine di includere un risarcimento per i danni morali.

giovedì 17 marzo 2011

Il peggior clima del mondo

Viviamo nel luogo con il peggior clima del mondo. Intendo Pavia, ma non solo: non è che a Milano sia diverso. 
Io sono fortemente metereopatico: quando c'è il sole mi sveglio la mattina pieno di energie anche se ho dormito poco, e la sera sono ancora attivo e di buon umore.
Quando piove, ma soprattutto quando manca la luce, come in questi giorni, non riesco a fare niente. Mi sveglio, e sono già stanco. Guardo fuori dalla finestra e mi girano le palle. Cerco addirittura di accendere più luci possibili in casa, ma a stare al chiuso mi si chiudono gli occhi. E mi viene solo voglia di dormire.

Oggi mi sono prefissato di iniziare a lavorare seriamente alla mia tesi. Non di iniziare a "scriverla", purtroppo. Per quello mi servirà ancora un po' di tempo. Devo almeno capire di che cosa parlerà. Per ora ho un titolo (approssimativo), ma capisco a mala pena a che cosa si riferisca. 
Quindi sto leggendo materiale a caso per inquadrare un  po' l'argomento. Avevo iniziato a farmi una vaga idea, ma tre settimane di Spagna mi hanno ripulito il cervello. Adesso ci riproviamo.
Buon lavoro.

sabato 22 gennaio 2011

L'ASL DI PAVIA

Pubblico questo post, che probabilmente interesserà a pochi, perché oggi sono stato testimone di una situazione surreale che devo raccontare a qualcuno, e quel qualcuno siete voi. 
La premessa, che probabilmente tutti conoscono, è la seguente: l'estate scorsa il direttore generale dell'ASL di Pavia, Chiriaco, si dimette in seguito allo scandalo che lega il suo nome alla 'ndrangheta lombarda. Qualche mese dopo, viene scelto il suo successore: si chiama Giuseppe Tuccitto.
Oggi, la prima uscita ufficiale del nuovo direttore generale, che per caso coincide con un congresso dell'ASL in cui mi trovo a lavorare (in Maugeri, dove -come tanti di voi sapranno- il sabato ormai ci vivo...). Per prima cosa, vengo a sapere per diretta ammissione dell'interessato:
- che ha servito per 42 anni nella Guardi di Finanza, ottenendo in fine il grado di Generale;
- che, di conseguenza, lui di sanità non sa niente;
- che è vicino alla Lega (non che ci sia niente di male: ma c'era bisogno di dirlo?);
- che, prima della nomina, era in pensione (4200 euro al mese di pensione, sempre per sua spontanea dichiarazione).
Tralasciando questi particolari, il direttore generale inizia il suo discorso con il pugno di ferro: "chi non mostrerà onestà ed entusiasmo verrà cacciato". Ne segue la rivolta dei medici in platea, che si sentono subito sul banco degli imputati. Il Generale dal pugno di ferro ritratta immediatamente: "in 42 anni alla guardia di Finanza non ho mai cacciato nessuno". Passato questo primo momento di gelo, è il momento degli annunci altisonanti, delle prospettive per il futuro: "oggi, l'ASL di Pavia è ultima in Lombardia, con 18.5 punti in graduatoria; a fine 2011 sarà ai primi posti e nel 2012 saremo la prima ASL della regione, se voi sarete disposti a collaborare e a lavorare con passione". Verso la decima undicesima fila si alza timida una mano: "scusi, ma di quale graduatoria sta parlando?". E io lì non ci volevo credere: il Generalissimo non lo sapeva. Aveva letto una qualche classifica, ma non ne sapeva niente in proposito: né i criteri di giudizio, né chi fosse in testa, né chi l'avesse stilata. Niente. Surreale.
Si passa infine a parlare del Policlinico San Matteo: "il mio ricordo più vivido è legato alla retata che ho fatto nel 1992:  più di venti persone beccate con le mani nel sacco! Venti milioni l'uno, c'avevano! In mano!". La frase ideale per ricucire i rapporti con una platea composta al 50% da medici del San Matteo. Al che, un signore si alza e se ne va sbattendo la porta. Il Generale va su tutte le furie: la maleducazione, dice, è qualcosa che proprio non sopporta, e chi non sa ascoltare non merita di essere preso in considerazione. 
Parole sante, sennonché, appena finita la sua lunga, infinita introduzione, il Generale si alza ed esce dalla sala, per rientrare solo al momento delle conclusioni. Quando, sul più bello, gli squilla il telefono: risponde tranquillo, senza neanche curarsi di spegnere il microfono. Riattacca giusto in tempo per fare un'altra sfuriata contro "quella gente poco educata che se n'è andata prima della conclusione dei lavori".
Da guardarsi intorno per cercare le telecamere di scherzi a parte.

Surreale. Ma chi l'ha scelto questo? Chi ha il potere di nominare i direttori generali delle Asl?

sabato 21 agosto 2010

AGOSTO PAVESE

L'agosto pavese, si sa, non è ha niente di invidiabile. Non c'entra niente con il ferragosto a Porto Cervo o il capodanno a Cortina. L'agosto pavese, però, è un laboratorio antropologico straordinario: i casi umani che trovi in giro da queste parti e in questi giorni non li vedi da nessun'altra parte. Mi è stato immediatamente chiaro ieri quando, appena tornato dalla montagna, ho incrociato uscendo di casa uno stupendo vecchietto con quaranta centimetri di barba bianca, capelli grigi sparati in aria stile Einstein nella foto che hanno tutti in mente, occhi azzurri fuori dalle orbite, canna in bocca ma soprattutto: in sella a un Ciao di minimo minimo trent'anni fa, a 60 all'ora (che su un vecchio Ciao sono come 300 su un Mercedes), che mi supera mentre sono in macchina e mi godo questa scena senza precedenti.
L'altro leitmotiv di questi pochi giorni di permanenza nel profondo della Pianura Padana è stato l'essere trattato malissimo (senza motivo) nel tentare di svolgere banali commissioni. Stanco e un po' annoiato, ieri sera mi reco all'Esselunga a fare la spesa: vago senza meta tra gli scaffali, peraltro dimenticando di comprare ciò per cui in teoria ero uscito di casa, il latte, e poi mi dirigo verso l'unica cassa senza fila, e con estrema pazienza attendo che la cassiera finisca di parlare con la sua collega. Cinque minuti dopo, questa si zittisce di colpo, si gira verso di me, io le faccio un gran sorriso, la saluto e lei mi lancia un'occhiataccia, che negli occhi c'era proprio scritto che le stavo rompendo il cazzo, e manco mi risponde: interrompe il suo silenzio assoluto solo per comunicarmi "22 euro e 40 centesimi - mi ha detto che non ha la Fidaty vero?" - "no, in realtà ce l'ho..." rispondo mortificato con la faccia da cucciolo di labrador bastonato - "eh ma che cosa le costava darmela prima? Allora sono 20 euro e 70 centesimi. Non è che per caso ha anche la tessera del parcheggio e non se lo ricorda?".
Che poi, io ho messo gli spazi per comodità: ma le cassiere non sanno mica che cosa sono gli spazi, loro parlano senza. A essere fedele dovevo scrivere qualcosa come ehmachecosalecostavadarmelaprima? Respirano solo quando cambiano cliente, immagino. Perché quando smettono di parlare con te riattaccano con l'altra cassiera seduta dietro di loro, ma in mezzo non ci mettono niente che te lo possa far capire, e manco si sognano di girare la testa: ti stanno ancora guardando, o stanno guardando i cetrioli (7 kg di cetrioli che per i miracoli delle bilance fai-da-te costano 13 centesimi) e intanto parlano con quella che hanno dietro.

L'altro aneddoto sui maltrattamenti subiti riguarda la mia banca (come si chiama la mia banca? Boh! al settimo nome cambiato nel giro di tre anni ho perso l'orientamento) e la riscossione di un assegno: ma adesso mi addormento quindi forse lo racconto un'altra volta.

martedì 10 agosto 2010

BACK TO PAVIA

Torni a Pavia e, contro ogni aspettativa, si sta bene. Non c'è quel caldo insopportabile di 15 giorni fa. Non c'è quell'umidità che per respirare ti vien da cercare un boccaglio. Non c'è casino, ma non c'è neanche il deserto.

Torni e trovi 200 email nella casella, tutte le inutili notifiche di Facebook, richieste di amicizia dalla solita gente che non hai mai visto. Qualche email in realtà è interessante, dato che stai in qualche modo cercando di trovare un posto dove andare a fare uno stage l'anno prossimo: Londra, per esempio. O da quelle parti. Qua si spera, anche se cercare lavoro a Londra sembra essere diventato peggio che cercare un cervello nella casa del Grande Fratello. E in effetti qualche speranza c'è, anche se per scaramanzia sto zitto.

La morale di tutto ciò è che siamo tornati dalla vacanze. Non si sa bene per quanto e se e dove e come e quando e perché ripartiremo. Ma nel frattempo eccoci a scrivere in questo noioso ma non insopportabile agosto pavese, a cui ormai mi sono quasi affezionato.

venerdì 16 luglio 2010

CHI PRENDE ASSAI POCO, CHI GIOCA COL FUOCO

C'è chi amava i puffi e chi teneva per Gargamella. Chi ammirava Aladdin e chi invece preferiva Jafar. Chi tra Dart Fener e le forze del bene non sapeva chi scegliere.
Carlo Antonio Chiriaco, direttore sanitario dell'Asl di Pavia arrestato per associazione mafiosa e corruzione elettorale, aveva le idee chiare fin da bambino: è sempre stato affascinato "morbosamente" (ha detto proprio così alla polizia che lo interrogava) dalla voglia di farsi credere dagli altri un malavitoso della 'ndrangheta, per vedere poi l'effetto che fa in chi ascolta.
Questa è l'idea geniale che il nostro Chiriaco ha avuto per difendersi dalle sue stesse parole, udite dai magistrati nelle conversazioni intercettate. Questo strano gioco, ha però probabilmente portato il nostro eroe a imbattersi in personaggi che mafiosi lo erano davvero: per esempio, Pino Neri e Cosimo Barranca. Chiriaco ha candidamente ammesso di conoscerli, ma era assolutamente all'oscuro dei loro percorsi mafiosi. Come non credergli?
In fondo questo signore è una brava persona, condannato per esercizio abusivo di professione sanitaria e con un'altra condanna per estorsione annullata grazie alla prescrizione.

Il Corriere della Sera di oggi si chiede "come l’amministrazione pubblica abbia potuto nominare direttore sanitario dell’Asl di Pavia (budget annuale di 780 milioni di euro per 530mila cittadini) una persona condannata [...]".

Chi non se lo chiede?

mercoledì 22 luglio 2009

Un'amica speciale

Tu sei a Pavia e nemmeno immagini quale casino puoi creare a Torino mandando un semplice messaggio con il cellulare. Digiti sul telefono poche parole: "forse per l'anno prossimo prendo in considerazione l'opzione Torino, quando hai un attimo mi vai a chiedere due cose in segreteria?". Ebbene, a 150 km di distanza l'amica speciale legge il tuo messaggio e si fa prendere dall'entusiasmo. Rende partecipe il ragazzo che l'accompagna, il suo ragazzo, e gioisce chiudendosi allegramente la porta di casa alla spalle. "Ale, ma lo sai che io non ho le chiavi di casa?" "Ah, ah, simpatica! Dai entriamo!" " Ale, io davvero non ho le chiavi di casa..." "...".
Bene, gira di qui gira di la, alla fine hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco. I vigili del fuoco arrivano: " Signorina, mi faccia vedere i documenti....dovrà pur dimostrarmi che abita qua." "...i documenti...sono in casa...." "...". Chiama i carabinieri per dimostrare la residenza.
Gli eroi dopo 4 ore sono riusciti a rimettere piede in casa. Bravi!
Io, che con un messaggio ho creato una tragedia, voglio un mondo di bene all'amica speciale.

martedì 26 maggio 2009

E QUESTO SONO IO

Impegnato anche io a scrivere una tesi che non vuole saperne di essere scritta, con un esame (sulla carta molto molto facile) ancora da dare, e soprattutto candidato alle elezioni comunali del prossimo 6/7 giugno come consigliere, nella lista civica di Andrea Albergati.
E, come al solito, quando inizio a fare una cosa non riesco proprio a non dedicarmici "anima e corpo", e così eccomi sempre in piazza a distribuire volantini, dalla panettiera a chiedere se mi vota, e poi dal tabaccaio, dal giornalaio, dai vicini... Per non parlare, ovviamente, di quanto sto rompendo le palle ai miei amici e alla mia povera morosa!! Che però, per ora, sembra riuscire a sopportarmi decentemente. Che qui, nel caldo insopportabile che Pavia ha già deciso di regalarci, ogni tanto sembra tutto un po' più difficile, un po' più complicato, un po' più boh... e invece basta andarsene un secondo, avere il mondo tutto per noi anche solo per un istante, e subito ci si riaccorge che è tutto stupendo e incredibilmente semplice.

Per oggi, va bene così.

mercoledì 21 gennaio 2009

A VOLTE TI SIEDI IN RIVA AL FIUME...

A volte ti siedi in riva al fiume, quasi mai da solo, e ti fermi a pensare a quello che è stato negli ultimi mesi.
A volte ti siedi, e lì, al freddo, ti trovi a parlare di qualcosa di cui volevi parlare da tempo, che ti ha colpito, che ti ha reso felice, che ti ha ferito.
A volte ti siedi, ma non ti siedi su un prato, a guardare il fiume, come sarebbe normale immaginarsi: no, ti siedi su una panchina, voltato verso una siepe che ti separa dalla strada.
A volte di siedi in riva al fiume, e ascoltando le parole di qualcuno, lì, al freddo, spesso ti viene in mente di aver vissuto situazioni tanto simili a quelle che stai ascoltando...
A volte sei seduto e intanto cade la pioggia, e tutto tace, e anche tu senti la pace.
A volte ti siedi in riva al fiume, e il fiume quasi non c'è! Il caldo l'ha portato via quasi tutto, e tu sei uscito troppo leggero perché anche d'estate alle 4 di notte fa fresco.
A volte ti siedi lì, e provi a dare consigli a chi te ne chiede, ma non sei mai in grado di darne di buoni come quelli che altre volte ricevi lì, in riva al fiume.
A volte sei seduto, e tieni le mani in tasca per proteggerle dal freddo, ma intanto pensi che il freddo non è niente, anzi è anche bello, quando sei lì, in riva al fiume, con qualcuno a cui tieni, e parli della tua vita, della persona che ami, delle persone che non ci sono più, delle persone che non ti tradiscono mai e di quelle che ogni tanto -e chi se lo aspetta?- invece ti tradiscono.
A volte ti siedi in riva al fiume e pensi che una sera come quella che stai vivendo, un giorno, la ricorderai: che forse è una sera come tante altre, ma ciò non toglie che sia una sera da ricordare.
Quelle volte che sei lì, seduto, sei sempre teso per qualcosa: di positivo o di negativo. Ma sei sempre teso. A volte aiuta anche il freddo. Ma di quelle sere, che sei lì, seduto in riva al fiume, ricordi prima di tutto le tue gambe che tremano, che si muovono in continuazione, che fanno vibrare la panchina.
A volte ti siedi lì in riva al fiume, su questa panchina, sull'asfalto, con davanti la siepe. Ma non ti siedi in modo normale. No, quasi mai: di solito ti siedi sullo schienale.

A volte ti siedi lì.

A volte no.

E invece vorresti essere lì, con la persona giusta, perché avresti bisogno di qualcuno con cui parlare, che ti sopporti anche quando sei insopportabile.

venerdì 16 gennaio 2009

Questa è la mia vita!

Questa è la mia vita
certi giorni è poca, altri giorni sembra troppa, invece non lo è mai.
Questa è la mia vita!
Tra valigie da fare e disfare, tra Padova e Pavia, tra il centro e la periferia, tra mia mamma e mio papà.
Questa è la mia vita!
Con il mio gatto, la mia musica, i miei programmi i miei mille impegni inesistenti.
Questa è la mia vita!
Tra l'amore e l'odio, tra la gioia e la tristezza, tra i dubbi e le certezze, tra mille desideri e altrettante speranze.
Questa è la mi vita!
Con il caffè d'orzo, i biscotti secchi, le torte salate e mille schifezze a qualsiasi ora. Con la doccia prima di cena, la tisana dopo pranzo, qualche sigaretta, il pc quasi sempre acceso e una madre pronta a comandare.
Questa è la mia vita!
Con amicizie sparse in mezza Italia, con un amore vicino e qualcuno da ricordare che non c'è più.
Questa è la mia vita!
Con la passione per le mutande, con una vespa ferma in garage, con le puntate di Gray's anatomy, con una tesi in vista, con una macchina che vorrebbe toccare ogni paese.
Questa è la mia vita!
….porta la tua vita e vediamo che succede a mescolarne un po'.

sabato 10 gennaio 2009

DOV'è L'ESTATE?!?


Sicilia. Foce del fiume Belice. Caldo. Mica cinque gradi sottozero come qui. Vivi a Pavia e hai tre dita di ghiaccio nella strada sotto casa e cinque gradi sottozero. Manco avessi scelto di vivere in Norvegia. Mah...





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